peluche Domenico Caliendo Monaldi
I peluche per Domenico Caliendo all'esterno dell'ospedale Monaldi

3 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Morte Domenico Caliendo, la verità sul trapianto di cuore: la dg Iervolino sentita dai magistrati

L’inchiesta sulla morte di Domenico dopo il trapianto di cuore continua: nuovi sviluppi su falsificazione della cartella clinica e l’intervento dei periti

La morte di Domenico Caliendo, il piccolo sottoposto a un trapianto di cuore il 23 dicembre 2025 e deceduto il 21 febbraio, dopo quasi due mesi di coma, ha sollevato interrogativi sulle procedure seguite all’ospedale Monaldi. L’indagine coinvolge diversi medici dell’ospedale napoletano e sta mettendo in discussione la gestione dell’intervento e della documentazione medica. Ieri, gli inquirenti hanno ascoltato la direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, come persona informata sui fatti, per cercare chiarimenti sulla gestione dei protocolli e della documentazione riguardante l’intervento chirurgico.

La testimonianza della dg Anna Iervolino

Domenico è morto due mesi dopo il trapianto di cuore, complicato da un danno subito durante il trasporto dell’organo da Bolzano. Il cuore si è danneggiato a causa del ghiaccio secco. La sua morte ha spinto gli inquirenti a avviare un’inchiesta, che ora non si limita solo ai medici coinvolti, ma si allarga alla gestione dell’intero processo: dall’espianto e trasporto dell’organo alle decisioni prese post-operazione. Gli investigatori hanno ascoltato la dott.ssa Iervolino per circa un’ora per chiarire alcuni aspetti tecnici, in particolare riguardanti i materiali usati per il trasporto, come i contenitori monouso. Nonostante la sua posizione non venga contestata, la sua testimonianza è risultata fondamentale per ricostruire i fatti e comprendere meglio le responsabilità. La vicenda resta però ancora aperta.

I dubbi sollevati dalla famiglia di Domenico

L’inchiesta ha portato gli inquirenti a iscrivere nel registro degli indagati sette medici, tra cui il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice, Emma Bergonzoni. Li accusano di omicidio colposo in concorso e di presunta falsificazione della cartella clinica del piccolo Domenico. La documentazione clinica è diventata oggetto di un acceso dibattito legale. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha sollevato dubbi su alcune informazioni contenute nelle cartelle. Se le informazioni fossero risultate false, l’intera ricostruzione dell’intervento potrebbe cadere.

Il legale ha dichiarato a Storie italiane Rai che, qualora venisse accertato che le cartelle cliniche fossero state alterate, ciò comporterebbe gravi conseguenze. In particolare, l’avvocato ha chiesto che venga fatta chiarezza sulla presenza di informazioni contraddittorie e sull’utilizzo di documenti firmati da soggetti coinvolti nell’indagine, senza che siano stati sollevati ricorsi per falso. La questione riguarda principalmente la cartella CEC e la cartella anestesiologica, redatte immediatamente dopo l’intervento dai medici coinvolti. Secondo Petruzzi, alcuni dati indicati in queste cartelle sembrano essere errati e la difesa di Oppido non ha mai contestato tali errori fino a quando non è stato messo in dubbio l’intero operato.

L'avvocato Francesco Petruzzi
L’avvocato Francesco Petruzzi

Il ruolo di Iervolino nell’inchiesta

Iervolino è stata interrogata sugli aspetti tecnici e amministrativi dell’intervento. Gli investigatori le hanno chiesto di chiarire il trasporto dell’organo e di spiegare perché non si sia scelto un dispositivo più avanzato, il “Paragonix”, al posto di quello usato per il viaggio da Bolzano. Inoltre, hanno chiesto se avessero preso in considerazione l’uso di un cuore artificiale, il “Berlin Heart”, che avrebbe evitato al bambino il lungo attaccamento all’Ecmo, un macchinario che, se utilizzato troppo a lungo, danneggia irreparabilmente gli organi.

Iervolino ha analizzato i documenti e le relazioni, e poi ha avviato le indagini interne. Gli inquirenti stanno ora esaminando con attenzione la gestione della documentazione, le scelte operative durante il trapianto e quelle post-operatorie.

Le accuse e la difesa dei medici

L’indagine continua con l’esame delle accuse di omicidio colposo e falsificazione delle cartelle cliniche. Guido Oppido ed Emma Bergonzoni sono accusati di aver alterato i tempi dell’intervento, in particolare l’orario di inizio dell’espianto del cuore. La difesa di Oppido sostiene che un video dimostra che l’espianto è avvenuto intorno alle 14:30, contrariamente a quanto riportato nelle cartelle, che indicano un orario precedente. La vicenda si complica, e ogni testimonianza o prova video potrebbe rivelarsi decisiva per risolvere il caso.

La famiglia di Domenico chiede giustizia

Mentre la decisione del giudice Mariano Sorrentino sulla richiesta di interdizione nei confronti di Oppido e Bergonzoni si avvicina, l’inchiesta continua a far emergere contraddizioni e aspetti oscuri. La famiglia di Domenico si prepara a chiedere giustizia per la morte del bambino, che ha lottato per la vita fino all’ultimo respiro.

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