pesce senza tracciabilità

1 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Epatite A in calo a Napoli, ma il settore ittico è in profonda crisi

Nonostante la diminuzione dei casi di epatite A, la pesca nel Golfo di Napoli è ancora in difficoltà, con perdite economiche significative per le attività locali

L’epatite A, una delle malattie infettive più temute nell’area flegrea, mostra segnali di stabilizzazione, con una diminuzione degli accessi ai pronto soccorso. Tuttavia, il settore ittico, che nei mesi scorsi ha subito danni consistenti, è ancora in difficoltà. Un incontro presso la Prefettura di Napoli, svoltosi il 30 marzo, ha evidenziato come la crisi stia mettendo a dura prova la filiera ittica locale, alimentando preoccupazioni tra i pescatori e gli operatori commerciali.

Una crisi epidemiologica sotto controllo

Nei giorni scorsi, i casi di epatite A sono scesi notevolmente, tanto che la Regione Campania ha sottolineato come il quadro epidemiologico sia “sotto controllo”. La direzione generale della Salute e il coordinamento del Sistema sanitario regionale hanno rassicurato la popolazione, specificando che i nuovi casi, negli ultimi giorni, sono diminuiti sensibilmente. A confermare questa tendenza è stata anche l’analisi di 219 campioni di acqua marina prelevati in vari punti della costa partenopea, con esiti positivi per solo 9 campioni, indicando un rischio relativamente contenuto di contaminazione.

L’incontro, presieduto dal prefetto Michele Di Bari, ha visto la partecipazione di diverse istituzioni locali, tra cui i sindaci di Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Quarto, insieme a rappresentanti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAC). Nel corso della riunione, i rappresentanti delle istituzioni hanno ribadito che, pur non abbassando la guardia, la situazione è “sotto controllo” dal punto di vista sanitario. Il sistema di prevenzione e assistenza sta quindi affrontando la fase critica dell’epidemia con una gestione efficace.

La crisi del settore ittico flegreo

Se da un lato la sanità sembra aver arginato la situazione, dall’altro lato l’economia locale, in particolare quella legata alla pesca e alla vendita di mitili, continua a subire gli effetti collaterali della crisi epidemiologica. Le pescherie, già segnate da una riduzione dei consumi di prodotti ittici crudi, denunciano perdite economiche pesanti. Le imprese locali, che si erano già trovate a dover affrontare il calo delle vendite di mitili crudi, vedono ora un abbassamento generalizzato della domanda di prodotti ittici, a causa della paura dei consumatori di entrare in contatto con alimenti contaminati.

I sindaci dei comuni flegrei hanno fatto appello alle istituzioni per una maggiore comunicazione e per la corretta informazione, al fine di contrastare la disinformazione che ha alimentato il panico tra i consumatori. La richiesta è quella di garantire un miglior flusso di informazioni, in modo da rassicurare la popolazione e rilanciare il settore della pesca. “La crisi ha colpito duramente non solo le attività legate alla vendita di mitili crudi, ma anche l’intera filiera ittica, con una sensibile diminuzione della domanda di prodotti del mare”, si legge nella nota emessa dalla Prefettura.

Cozze. Immagine di repertorio
Cozze. Immagine di repertorio

Le misure per il rilancio del settore

Nel contesto di questa crisi, le istituzioni locali e regionali stanno valutando una serie di misure per sostenere il settore ittico e ristabilire la fiducia nei consumatori. Tra queste, l’intensificazione dei controlli sulle acque di pesca, il monitoraggio continuo della situazione sanitaria e la promozione di campagne di sensibilizzazione sul consumo sicuro dei prodotti ittici. Inoltre, si stanno esplorando modalità di sostegno economico per le attività più colpite, come quelle legate alla vendita di molluschi bivalvi e pesce crudo. Nel frattempo, anche il settore turistico, tradizionalmente legato alla pesca, ha registrato un calo delle presenze. In particolare, le aree della costa flegrea, che attirano ogni anno numerosi turisti grazie alla tradizione gastronomica locale, stanno affrontando una battuta d’arresto.

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