l’avvocato Francesco Petruzzi e Patrizia, la mamma del bimbo
l’avvocato Francesco Petruzzi e Patrizia, la mamma del bimbo

28 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Morte Domenico Caliendo, l’avvocato Petruzzi: “Tra chi valuterà la nostra richiesta anche il consulente di un indagato”

L’avvocato della famiglia segnala un possibile conflitto di interessi nel comitato sinistri dell’ospedale Monaldi di Napoli

La famiglia Caliendo-Mercolino ha segnalato possibili criticità nel processo di valutazione della loro richiesta di risarcimento presentata all’ospedale Monaldi di Napoli. Secondo l’avvocato Francesco Petruzzi, il comitato valutazione sinistri incaricato di esaminare la proposta stragiudiziale include tra i propri membri il consulente di uno dei sette medici attualmente indagati. Il legale ha espresso dubbi sulla opportunità che un consulente di parte di un indagato partecipi a un comitato chiamato a valutare larichiesta della famiglia della vittima. Inoltre, la questione si inserisce nel contesto di un procedimento civile volto a ottenere un risarcimento per la morte del piccolo Domenico Caliendo.

La richiesta di accordo e il ruolo del comitato

La richiesta di accordo stragiudiziale della famiglia, inoltrata il 5 marzo, è stata esaminata dal comitato valutazione sinistri. La relazione su questa richiesta è stata redatta dall’avvocato Rita Castaldi ed è a disposizione della direzione dell’ospedale dal 10 marzo. Nonostante ciò, secondo Petruzzi, l’ospedale non ha ancora fornito alcuna risposta ufficiale alla famiglia. “Abbiamo atteso che venissero celebrati i funerali prima di inoltrare la richiesta; successivamente, anche la nostra nuova PEC è rimasta senza riscontro”, ha spiegato l’avvocato. Quando è stato contattato l’avvocato Castaldi per chiarimenti, le è stato comunicato che il comitato aveva concluso il proprio lavoro. Inoltre, la decisione successiva spettava alla direzione dell’ospedale. Il punto centrale della segnalazione riguarda la presenza, tra i membri del comitato, di un consulente legale di uno dei medici indagati. Petruzzi ha dichiarato: “Ci chiediamo se sia opportuno o meno che ricopra tale incarico”.

Le dichiarazioni della famiglia

Patrizia Mercolino, madre di Domenico, ha confermato che ogni dichiarazione del loro avvocato è stata sempre concordata con la famiglia. “Ogni passo intrapreso è stato condiviso e approvato da noi”, ha detto. Il legale Petruzzi ha ribadito la volontà della famiglia di risolvere la questione in via stragiudiziale. Tuttavia, ha evidenziato le difficoltà incontrate nella comunicazione con la direzione dell’ospedale. Al momento, non sono emerse ulteriori informazioni sulla tempistica della decisione finale della direzione del Monaldi. Inoltre, non si conoscono eventuali misure correttive per garantire l’imparzialità del comitato. La vicenda rimane sotto osservazione mentre la famiglia Caliendo-Mercolino attende un riscontro ufficiale sulla loro richiesta di risarcimento, con la questione del possibile conflitto di interessi che continua a essere centrale nel dibattito legale.

All'esterno dell'Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico
All’esterno dell’Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico (FOTO: ANSA)

L’ora del trapianto al centro delle indagini

Le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, due anni e cinque mesi, si concentrano sui minuti precedenti l’avvio del trapianto di cuore fallito del 23 dicembre all’ospedale Monaldi. I pm della Procura di Napoli hanno acquisito tra gli atti anche la relazione della Polstrada di Napoli. Tale relazione riguarda la staffetta al team guidato dalla chirurga Gabriella Farina nel trasporto del cuore dal aeroporto di Capodichino all’ospedale.

Quel documento potrebbe chiarire con precisione l’orario di arrivo dell’organo (tra le 14.18 e le 14.30) confrontandolo anche con la telefonata delle 14.22 che segnalava l’arrivo del cuore in sala operatoria. Secondo le prime ricostruzioni, l’operazione sarebbe iniziata prima dell’arrivo del nuovo organo. Quest’ultimo era parzialmente congelato e inutilizzabile. I carabinieri del Nas e i pm ipotizzano che questa tempistica abbia inciso sulla riuscita del trapianto.

La Procura ha inoltre acquisito il telefonino di una seconda infermiera perfusionista, che avrebbe registrato video e foto con data e ora certe degli istanti tra l’espianto del cuore malato e l’arrivo del cuore donato. Gli inquirenti valutano anche le scelte relative al supporto circolatorio del bambino, come l’utilizzo del Berlin Heart anziché del macchinario Ecmo. Vogliono capire se alternative già disponibili sarebbero state possibili e perché non siano state adottate.

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