Compro Oro. Immagine di repertorio.
Compro Oro. Immagine di repertorio.
📍 Nola

26 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

“Compro Oro” a Napoli: clienti ignari usati per riciclare il prezioso metallo. Sequestro da capogiro

I dati dei clienti venivano rubati per coprire l’oro sporco: il blitz della Guardia di Finanza smaschera maxi frode e riciclaggio.

Blitz della Guardia di Finanza nel Napoletano nei confronti di “Compro Oro”, sequestro da 600mila euro. I finanzieri contestano un’evasione fiscale da un milione e mezzo di euro, oltre ai reati di riciclaggio e ricettazione. L’operazione colpisce duramente le attività illecite nella provincia, smantellando un sistema basato su flussi finanziari irregolari.

Due i decreti di sequestro preventivo

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno inferto un colpo significativo all’illegalità finanziaria nel nolano. Attraverso un’operazione mirata, le fiamme gialle hanno eseguito due decreti di sequestro preventivo, anche per equivalente, colpendo direttamente il patrimonio di una società di Nola e del suo rappresentante legale.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Nola su precisa richiesta della locale Procura, ha permesso di bloccare valori per circa 600mila euro. Gli inquirenti contestano all’azienda e al titolare i reati di ricettazione, riciclaggio ed infedele dichiarazione. L’azione investigativa ha portato alla luce un sistema volto a occultare proventi illeciti e a evadere il fisco, alterando la corretta concorrenza del mercato.

Una gestione finanziaria occulta: evasione superiore a un milione e mezzo di euro

I finanzieri del Gruppo di Nola hanno smantellato un complesso sistema di frode fiscale attraverso un’accurata indagine tecnica e contabile. L’operazione ha avuto inizio con una verifica fiscale mirata nei confronti di una società di “compro oro”, un’azienda fortemente radicata sul territorio grazie alla presenza di ben cinque sedi operative.

Analizzando minuziosamente la documentazione raccolta, le fiamme gialle hanno ricostruito il reale volume d’affari dell’attività, portando alla luce una gestione finanziaria occulta. Gli accertamenti eseguiti dai militari hanno permesso di contestare formalmente un’evasione fiscale superiore a un milione e mezzo di euro.

Compro Oro. Immagine di repertorio.
Compro Oro. Immagine di repertorio.

Preziosi acquistati con documenti falsi di ignari clienti

Il meccanismo di frode era sofisticato e basato sulla manipolazione sistematica dei documenti contabili. Durante le attività di verifica, i militari hanno accertato che la società di “compro oro” acquistava ingenti quantità di preziosi utilizzando documentazione falsa.

L’azienda sfruttava indebitamente i dati personali di ignari clienti, compilando moduli di acquisto fittizi a loro insaputa. Attraverso questo stratagemma, i responsabili riconducevano le operazioni commerciali a soggetti del tutto estranei, creando una parvenza di regolarità formale. In realtà, questa manovra fraudolenta serviva a nascondere la reale provenienza del metallo prezioso, ostacolando la tracciabilità dell’oro e favorendo il riciclaggio di beni potenzialmente illeciti.

Sequestro da circa 600mila euro

Al termine delle meticolose operazioni di controllo, i militari della Guardia di Finanza hanno inferto un colpo decisivo al patrimonio illecito della società coinvolta. Le fiamme gialle hanno eseguito il sequestro di beni per un valore di circa 600mila euro, cifra che gli inquirenti identificano come il diretto profitto dei reati contestati.

L’attività investigativa ha permesso di congelare asset finanziari e proprietà riconducibili all’organizzazione, impedendo che i proventi dell’evasione e del riciclaggio venissero ulteriormente reimpiegati nel circuito economico legale. Parallelamente ai sigilli sui beni, i finanzieri hanno segnalato il rappresentante legale della società alle competenti Autorità Giudiziarie e Amministrative.

L’uomo dovrà ora rispondere di gravi violazioni penali e amministrative, incluse le accuse di ricettazione e frode fiscale.

Grazie a questo intervento, lo Stato assicura il recupero delle somme sottratte e riafferma il principio di legalità, colpendo chi cerca di inquinare il mercato dell’oro danneggiando, così, il circuito legale.

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