Fonderie Pisano.
Fonderie Pisano.
📍 Salerno

25 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Fonderie Pisano, la Regione Campania nega l’AIA per tutelare salute e ambiente: stop allo stabilimento di Fratte

L’assessora Pecoraro annuncia il cambio di passo: priorità assoluta alla salute pubblica e avvio immediato di percorsi di tutela per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.

Scritta dalla Regione Campania una pagina importante nella storia delle Fonderie Pisano. Oggi, infatti, ha rigettato l’Autorizzazione Integrata Ambientale per le Fonderie Pisano. Dopo un procedimento rigoroso, gli uffici regionali hanno notificato il decreto basandosi su valutazioni tecniche e giuridiche puntuali. Questo atto conferma la linea di fermezza dell’ente, che tutela il territorio attraverso un’analisi approfondita e respinge ufficialmente le istanze della proprietà dello stabilimento salernitano. Permane, comunque, il nodo dell’occupazione e la questione concernente il sito ex ArceloMittal. 

La tutela dell’ambiente al centro dell’agenda amministrativa

Questa decisione segna un cambio di marcia netto e riflette pienamente l’indirizzo politico del Presidente Fico. L’amministrazione pone la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini al centro della propria azione di governo, trasformando i principi ideali in atti concreti.

Il provvedimento applica direttamente i principi espressi dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. I giudici di Strasburgo hanno accertato un danno reale alla vita privata e familiare dei residenti, denunciando l’inerzia del passato. Oggi, la Regione risponde a quel richiamo internazionale e interrompe una criticità ambientale protratta per anni. Attraverso questo rigetto, le istituzioni esercitano il proprio dovere di intervento in territori troppo a lungo trascurati.

La Campania rivendica così un nuovo modello di sviluppo dove il diritto alla salute prevale su logiche industriali obsolete, garantendo finalmente un rimedio efficace alle comunità locali.

Giunta Fico conflitto di interessi
Claudia Pecoraro

Un’ istruttoria approfondita sui limiti emissivi

L’Assessorato all’Ambiente, sotto la guida dell’assessora Claudia Pecoraro, svolge un ruolo determinante in questa complessa vicenda. Insieme a lei, i dirigenti e gli uffici regionali conducono un’istruttoria estremamente approfondita, analizzando ogni dettaglio tecnico con estrema precisione.

Dalle analisi prodotte, i tecnici evidenziano chiaramente come la struttura non possa garantire il rispetto delle BAT (Best Available Techniques), i parametri di riferimento europei per le migliori tecnologie disponibili. Gli uffici certificano l’incapacità dello stabilimento di restare entro i limiti emissivi imposti dalla normativa comunitaria, rendendo il rigetto un atto tecnicamente inevitabile. Attraverso questo scrupoloso lavoro di verifica, l’amministrazione ribadisce la preminenza delle norme ambientali su ogni altra istanza. L’azione coordinata tra vertici politici e apparato burocratico dimostra un impegno costante nel monitoraggio industriale, assicurando che nessuna attività produttiva comprometta gli standard di sicurezza e qualità dell’aria stabiliti a livello internazionale per la salvaguardia della comunità.

Un passo fondamentale per la salute e l’ambiente

L’assessora Claudia Pecoraro definisce il decreto di rigetto dell’AIA come un passo fondamentale per riaffermare la centralità della salute e dell’ambiente. Attraverso le sue dichiarazioni, l’esponente della giunta rivendica la necessità di dare attuazione a un preciso obbligo morale e giuridico, intervenendo laddove per anni è mancata la capacità di individuare soluzioni realmente sostenibili.

“Con il decreto di rigetto dell’AIA compiamo un passo importante – dichiara l’assessora Claudia Pecoraro – non solo per affermare la centralità della salute e dell’ambiente, ma per dare concreta attuazione a un obbligo morale e giuridico. Dopo anni in cui non si è riusciti a individuare soluzioni realmente sostenibili, abbiamo il dovere di intervenire.

Il nodo occupazionale

L’amministrazione assume pienamente la responsabilità di questo intervento, ma manifesta al contempo una profonda consapevolezza riguardo alle ricadute occupazionali. Per questo motivo, l’assessora impegna formalmente la Regione a garantire percorsi di tutela e un futuro dignitoso per tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti.

“Allo stesso tempo, siamo pienamente consapevoli delle ricadute sui lavoratori e sulle lavoratrici, e il nostro impegno è garantire percorsi di tutela e futuro”, conclude.

La Pecoraro promuove così un’azione di governo che coniuga il rigore ambientale con la solidarietà sociale, assicurando che le istituzioni non lascino indietro nessuno durante questa transizione necessaria. Il provvedimento segna dunque l’inizio di una fase nuova, dove la legalità guida ogni scelta strategica sul territorio salernitano.

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