Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia critica i ritardi e chiede una revisione dei modelli organizzativi della sanità campana
La vicenda dell’Ospedale Monaldi ha riacceso il dibattito sulla gestione della sanità in Campania. Ira Fele, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Sanità, ha sottolineato in un’intervista a Il Mattino, come i provvedimenti adottati dal presidente della Regione, Roberto Fico, siano arrivati dopo settimane di allarme mediatico e sociale. «Il fatto che le misure siano scattate solo dopo l’attenzione dei media apre una riflessione sulla capacità della Regione di prevenire e intercettare tempestivamente le criticità», ha dichiarato Fele. «La prevenzione e il controllo devono essere strumenti ordinari di governo, non interventi straordinari attivati solo quando l’attenzione pubblica diventa altissima».
Ritardi e comunicazioni interne
Il consigliere ha espresso preoccupazione per i flussi informativi interni. «Il presidente ha dichiarato di aver appreso della vicenda dalla stampa, un segnale preoccupante sul funzionamento della macchina regionale – spiega a Il Mattino -. In un sistema sanitario complesso come quello campano è fondamentale che le informazioni rilevanti arrivino tempestivamente ai vertici istituzionali, proprio per consentire interventi rapidi e mirati».
Secondo Fele, la gestione dell’emergenza Monaldi mette in evidenza un problema di monitoraggio e comunicazione interna che richiede attenzione immediata. La tempestività nell’acquisizione delle informazioni critiche è, per il consigliere, una condizione indispensabile per garantire sicurezza e qualità nell’erogazione dei servizi sanitari.
Oltre i provvedimenti annunciati
Alla luce di quanto emerso, Fele chiede una revisione più approfondita: «Non si tratta di cercare capri espiatori, ma di ristabilire fiducia nei cittadini attraverso trasparenza, chiarezza e, se necessario, anche scelte nette sui vertici sanitari». Inoltre, sottolinea come sia necessario andare oltre le misure già annunciate, avviando una verifica dei modelli organizzativi e delle responsabilità. «La sanità non può essere terreno di improvvisazione: servono programmazione, controllo costante e capacità di assumersi responsabilità», ha aggiunto. Secondo il consigliere, solo in questo modo è possibile garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana.

La prevenzione come priorità
Il dibattito sollevato dall’episodio Monaldi riporta l’attenzione sulla necessità di strumenti di prevenzione efficaci e regolari. L’esperienza recente mostra come la mancata tempestività negli interventi possa generare sfiducia e aumentare il rischio per i cittadini. Per Fele, rafforzare la capacità di controllo e monitoraggio della Regione non è solo una questione amministrativa: è un passo fondamentale per garantire sicurezza e trasparenza nella gestione della sanità pubblica. La proposta è chiara: non aspettare che la stampa segnali problemi, ma attivare protocolli ordinari di verifica e intervento che siano continui e rigorosi.
L’episodio Monaldi mette in luce come, in settori delicati come la sanità, la tempestività, la chiarezza dei flussi informativi e la responsabilizzazione dei vertici siano elementi imprescindibili. La richiesta di Fele è quindi duplice: misure immediate per affrontare la crisi e una revisione strutturale per prevenire il ripetersi di simili criticità. Affrontare queste criticità richiede un approccio sistematico e coordinato, capace di garantire efficienza, trasparenza e continuità nella gestione dei servizi sanitari per tutti i cittadini.


