Sette adulti e due bambini trasferiti in albergo dopo il ritrovamento di gravi lesioni strutturali nell’edificio
Una palazzina di due piani nel comune di Arzano, in provincia di Napoli, è stata sgomberata nel pomeriggio di martedì 17 marzo dopo il ritrovamento di alcune lesioni ritenute significative sulla struttura. Quattro famiglie, per un totale di nove persone tra cui due bambini, hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in via precauzionale. Il provvedimento è stato disposto dopo le verifiche tecniche che hanno evidenziato criticità tali da far temere un possibile rischio di crollo. In serata il prefetto di Napoli ha convocato d’urgenza il Centro coordinamento soccorsi per gestire la situazione.
Le verifiche e la decisione di sgombero
Le crepe sono state individuate lungo le pareti perimetrali dell’edificio, un elemento che ha fatto scattare immediatamente l’allarme. I controlli effettuati nel corso del pomeriggio hanno confermato la necessità di procedere con lo sgombero per garantire la sicurezza degli occupanti. La decisione è stata presa in via cautelativa, in attesa di ulteriori accertamenti tecnici che dovranno chiarire l’entità del danno e le cause delle lesioni. Non sono stati resi noti, al momento, dettagli sulle possibili origini del problema strutturale. L’intervento si inserisce nelle procedure standard previste in situazioni di rischio per edifici residenziali, che prevedono l’allontanamento immediato degli abitanti in presenza di segnali potenzialmente pericolosi.
Le famiglie evacuate e l’assistenza
Le quattro famiglie residenti nella palazzina sono state trasferite in una struttura alberghiera, con sistemazione a carico del Comune. Tra gli sfollati ci sono due bambini, elemento che ha reso necessario un intervento rapido anche dal punto di vista dell’assistenza sociale. I servizi sociali comunali stanno seguendo da vicino la situazione, mentre la protezione civile locale è stata attivata per garantire supporto logistico e organizzativo. L’obiettivo è assicurare continuità nelle condizioni di vita degli sfollati, almeno nella fase immediatamente successiva allo sgombero. Anche l’azienda sanitaria locale Napoli 2 Nord ha comunicato la propria disponibilità a intervenire per eventuali necessità sanitarie delle persone coinvolte.

Il coordinamento delle autorità
In seguito all’episodio, il prefetto di Napoli ha convocato il Centro coordinamento soccorsi, organo che riunisce le principali istituzioni coinvolte nella gestione delle emergenze. La riunione è servita a fare il punto sulla situazione e a definire le prime misure operative. Tra queste, è stato disposto un servizio di vigilanza nell’area interessata per prevenire episodi di sciacallaggio. Le forze di polizia effettueranno controlli frequenti e soste prolungate nei pressi dell’edificio sgomberato, in collaborazione con la polizia locale. Il coordinamento tra enti locali, forze dell’ordine e servizi sanitari è una delle componenti principali nella gestione di situazioni di questo tipo, soprattutto quando coinvolgono nuclei familiari con minori.
I prossimi passaggi
Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori sopralluoghi tecnici per valutare lo stato della palazzina e stabilire se sarà possibile un eventuale rientro degli abitanti o se saranno necessari interventi strutturali più complessi. Le verifiche serviranno anche a determinare eventuali responsabilità e a chiarire se il deterioramento della struttura fosse già noto o se si sia manifestato improvvisamente. Nel frattempo, le famiglie resteranno nella sistemazione temporanea predisposta dal Comune, in attesa di sviluppi. La situazione resta monitorata dalle autorità competenti.


