Nessuna offesa e nessuna strumentalizzazione da parte delle mamme dei bambini cardiopatici del Monaldi che ieri hanno dato vita ad un sit-it con l’intento di garantire cure serene ai loro figli.
Le madri dei bimbi cardiopatici esprimono sincera vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico Caliendo, rispettando il loro immenso dolore. In una nota, chiariscono che il sit-in tenutosi al Monaldi non rappresentava un atto contro nessuno. Inoltre, respingono le accuse: definiscono denigratorio bollare la loro protesta come una “pagliacciata” e sottolineano che la telefonata ad Oppido è stata soltanto un gesto spontaneo, privo di ogni intento polemico o strumentale. L’aria attorno al Monaldi, resta ancora tesa.
Nessuna polemica, solo preoccupazione per la gogna mediatica
I genitori spiegano che l’iniziativa nasce dalla profonda preoccupazione per la gogna mediatica che, da settimane, coinvolge il reparto e il personale sanitario del Monaldi. Essi sottolineano come tale clima di tensione generi il concreto timore che la continuità delle cure, fondamentali per numerosi bambini cardiopatici, possa essere gravemente compromessa.
“L’iniziativa nasceva piuttosto dalla forte preoccupazione di molti genitori per il clima di gogna mediatica che, da settimane, sta coinvolgendo il reparto e i professionisti che vi operano, con il timore concreto che tale situazione possa compromettere la continuità delle cure per tanti bambini cardiopatici seguiti proprio presso il Monaldi”, si legge nella nota.
Attraverso una nota, le madri chiariscono che il sit-in non aveva alcun intento polemico, bensì mirava a tutelare la serenità necessaria all’attività ospedaliera. Esse ribadiscono la propria vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, esprimendo massimo rispetto per il dolore vissuto. Infine, respingono fermamente le critiche ricevute, definendo denigratorio l’appellativo di “pagliacciata” rivolto alla loro protesta e precisando che la telefonata intercorsa rappresentava esclusivamente un gesto spontaneo, privo di ogni finalità strumentale. L’obiettivo primario della loro mobilitazione rimane la salvaguardia della salute dei piccoli pazienti e la protezione dei professionisti che quotidianamente assicurano loro assistenza.
La videochiamata ad Oppido: un gesto d’affetto
Le madri presenti sottolineano che molte di loro hanno figli in cura o già operati presso la struttura e vivono con profonda apprensione il rischio che polemiche e processi mediatici possano compromettere la serenità di un centro che rappresenta un punto di riferimento vitale per i propri bambini.
In merito agli eventi accaduti durante il sit-in, le donne chiariscono che la videochiamata effettuata al dottor Guido Oppido ha costituito esclusivamente un gesto spontaneo di affetto e vicinanza da parte di alcuni genitori. Esse ribadiscono che non sussisteva alcuna intenzione di mancare di rispetto o di offendere il dolore altrui. Attraverso questa precisazione, i genitori vogliono rimarcare il valore della loro mobilitazione, incentrata unicamente sulla tutela della stabilità del reparto, garantendo così il necessario clima di fiducia e protezione attorno all’operato dei professionisti che assistono quotidianamente i piccoli pazienti cardiopatici.
“In merito a quanto accaduto durante il sit-in, si precisa inoltre che la videochiamata effettuata al dott. Guido Oppido è stata un gesto del tutto spontaneo di affetto e vicinanza da parte di alcuni genitori presenti. Non vi era alcuna intenzione di mancare di rispetto o di offendere il dolore di alcuno. “, continua la nota.

Respinte le dichiarazioni del legale Petruzzi che aveva bollato il sit-in come “Pagliacciata”
Le madri dei piccoli pazienti esprimono il proprio rammarico qualora la videochiamata sia stata percepita erroneamente o abbia urtato la sensibilità di qualcuno, ribadendo la propria buona fede. Al contempo, le partecipanti respingono fermamente le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi, il quale ha definito la loro manifestazione una “pagliacciata”.
Le madri ritengono tale espressione profondamente offensiva e denigratoria, poiché ridicolizza e svaluta un atto pacifico e composto. Esse sottolineano come il loro unico obiettivo sia la tutela del diritto alla cura dei propri figli, mettendo in evidenza la gravità di parole che strumentalizzano una protesta volta unicamente a difendere la stabilità di un centro d’eccellenza. Attraverso questa presa di posizione, le donne reclamano dignità e rispetto per la loro sofferenza e per il ruolo di madri che lottano quotidianamente per garantire assistenza sanitaria ai propri bambini, rifiutando ogni forma di attacco che distorca il senso profondo della loro partecipazione.
Le partecipanti al sit-in, infine, “respingono tuttavia con fermezza le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Francesco Petruzzi, che ha definito la manifestazione una ‘pagliacciata’. Un’espressione di questo tipo non rappresenta una semplice critica, ma appare gravemente offensiva e denigratoria, poiché ridicolizza e svaluta il gesto di madri che hanno manifestato in modo pacifico e composto per tutelare il diritto alla cura dei propri figli.“
Il diritto a cure serene
Le madri chiedono rispetto per il profondo dolore vissuto, per la costante preoccupazione verso il futuro e per il diritto inalienabile dei propri figli a ricevere cure serene. Esse ribadiscono che la loro mobilitazione punta esclusivamente alla tutela del reparto, baluardo fondamentale per la salute dei piccoli. Respingendo le accuse di strumentalizzazione, le donne rivendicano la dignità di un gesto nato da un bisogno autentico.


