Contro le decisioni verticistiche arriva l’appello firmato da alcuni consiglieri della Municipalità di Napoli.
Quindici consiglieri di Municipalità a Napoli firmano l’appello “Bagnoli non è un palcoscenico, è la nostra terra”. Gli esponenti denunciano le attuali modalità di bonifica del SIN, rifiutano la logica speculativa dei grandi eventi e pretendono un modello di sviluppo sostenibile. Uno sviluppo che sia realmente partecipato, che tuteli finalmente la propria terra invece di trasformarla in un semplice spettacolo.
Promesse tradite
I firmatari dell’appello denunciano con forza il fallimento sistematico dei piani di riqualificazione per Bagnoli. Sottolineano come i continui ritardi nella bonifica abbiano lasciato in eredità alle nuove generazioni una ferita ambientale mai rimarginata. Tradendo, quindi, le promesse di un parco urbano, di una spiaggia pubblica e di un mare finalmente balneabile. Gli esponenti esprimono profonda preoccupazione per l’impiego distorto delle risorse pubbliche. Contestano aspramente la scelta di subordinare l’interesse collettivo a logiche di breve durata, orientate esclusivamente alla spettacolarizzazione a discapito della salute dei cittadini.
Inoltre, i consiglieri nutrono forti dubbi sull’attuale gestione del territorio. Accusano i decisori di aver trasformato la bonifica in un mero maquillage estetico. Funzionale soltanto a rendere l’area appetibile per grandi investitori e circuiti internazionali d’élite. Invece di promuovere un autentico ripristino ambientale, le istituzioni favoriscono operazioni superficiali che escludono la cittadinanza, sacrificando il futuro del territorio sull’altare del profitto e della visibilità.
I consiglieri firmatari dell’appello
I firmatari dell’appello sono: Luigi Aiello, Chiara Capretti, Pino De Stasio, Angela Parlato e Thomas Straus della II Municipalità, Giuseppe Aiello, consigliere della Municipalità III, Armando Simeone e Carmine Stabile della IV Municipalità, Salvatore Pace e Daniele Quatrano della V Municipalità, Elio Izzi e Fabio Tirelli della Municipalità IX, e Diego Civitillo, Rosa Esposito e Domenico Quattromani, consigliere della X Municipalità.

Tre pilastri imprescindibili per il futuro dell’ex area industriale
I firmatari rivendicano una visione radicalmente diversa per il futuro di Bagnoli, fondata su tre pilastri imprescindibili.
Innanzitutto, la priorità assoluta alla bonifica integrale: ogni risorsa disponibile deve essere finalizzata, secondo i firmatari, alla rimozione effettiva dei veleni storici da suolo e sedimenti marini, rifiutando scorciatoie che sacrifichino la salute pubblica in nome della rapidità.
In secondo luogo, si richiede un modello di sviluppo endogeno e sostenibile, che rigetta la dipendenza da eventi temporanei o attrazioni effimere. Il rilancio del territorio deve invece puntare su ricerca ambientale, edilizia eco-compatibile, tutela della biodiversità, libero accesso al mare e creazione di occupazione stabile.
Infine, è essenziale riaffermare la partecipazione democratica. Si richiede, dunque, che le decisioni strategiche sull’area ex Italsider devono tornare sotto la piena responsabilità degli organi elettivi e della cittadinanza, garantendo trasparenza e coinvolgimento diretto nelle scelte che determineranno la qualità della vita futura dell’intera comunità.
Richiesto un cambio di rotta radicale
Il confronto pubblico su Bagnoli deve, secondo i firmatari dell’appello, trasformarsi in un processo decisionale reale e vincolante, capace di incidere concretamente sulle scelte finali, superando la mera formalità di consultazioni attuate a decisioni già prese.
I firmatari chiedono, di conseguenza, che i cittadini e le istituzioni locali debbano riappropriarsi del governo del territorio, rifiutando categoricamente l’imposizione di logiche commissariali di stampo verticistico. Il futuro dell’ex area Italsider richiede un cambio di rotta radicale: le scelte strategiche non possono più essere calate dall’alto, ma devono nascere da un dialogo democratico autentico e informato, che metta al centro i bisogni della collettività e ponga fine alla gestione autoritaria del sito.
La richiesta è, dunque, chiara: restituire Bagnoli alla città. La transizione verso una gestione partecipata e trasparente non è più rimandabile: il territorio esige una bonifica radicale e uno sviluppo sostenibile, plasmato dai bisogni reali dei cittadini e non da calcoli verticistici. Solo un coinvolgimento democratico autentico potrà finalmente garantire un futuro degno, sano e condiviso per l’intera comunità.


