Un diverbio alla guardia medica, l’incidente fatale lungo la litoranea. L’autopsia di oggi potrebbe chiarire le cause della morte dei due giovani di Capaccio Paestum
Un mistero avvolge gli ultimi momenti di Michele Pirozzi e Maria Magliocco, i due fidanzati di Capaccio Paestum tragicamente morti nella serata di venerdì scorso. La loro auto, una Volkswagen Polo, è precipitata per circa 200 metri in una scarpata, dopo un violento impatto con un furgone Citroen Jumper. L’incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 267, la via del Mare, in località Ripe Rosse, a Montecorice, nel salernitano. Le cause della morte sono ancora incerte e l’autopsia prevista per oggi pomeriggio, presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, potrebbe fornire risposte cruciali.
La visita alla guardia medica e il diverbio con il medico
Secondo le prime ricostruzioni, le ultime ore di Michele e Maria sono state segnate da un episodio che ha preceduto la tragedia. I due giovani si erano recati alla guardia medica di Montecorice, dove uno dei due aveva accusato un malore. Durante la visita, però, sarebbe nato un acceso diverbio con il medico di turno, tanto che è stato necessario l’intervento dei carabinieri. Tuttavia, prima che i militari arrivassero sul posto, i due hanno deciso di lasciare la struttura sanitaria, proseguendo il loro viaggio in direzione di Capaccio Paestum. Nonostante il malessere e l’incontro con il medico, Michele e Maria avrebbero poi invertito la marcia, probabilmente per recuperare un oggetto dimenticato a Agnone Cilento, il borgo marinaro d’origine della madre del 29enne. È durante questo tragitto che si è verificato l’incidente fatale.
Lo schianto e il volo nella scarpata
Poco dopo aver imboccato il tratto di strada che costeggia il mare, la Volkswagen Polo si è scontrata con il furgone Citroen Jumper. Secondo la testimonianza del conducente del furgone, un pasticciere di 42 anni che stava tornando a casa dopo il lavoro, la vettura con a bordo i due fidanzati viaggiava a velocità sostenuta. Per evitare un impatto frontale, il pasticciere avrebbe tentato una brusca manovra, finendo ai margini della carreggiata. Nonostante il tentativo di evitarlo, l’urto con l’auto dei due giovani è stato inevitabile.
L’impatto ha sfondato la barriera protettiva lungo il bordo della strada, facendo precipitare la Polo nel dirupo. L’auto ha percorso circa 200 metri prima di fermarsi sugli scogli sottostanti, e i corpi dei due giovani sono stati ritrovati solo dopo tre ore di ricerche. Entrambi erano stati sbalzati fuori dall’abitacolo, e nonostante i tentativi dei soccorritori, per loro non c’era scampo.

Autopsia e esami tossicologici
L’autopsia disposta dalla Procura di Vallo della Lucania dovrà stabilire con precisione le cause del decesso. Si cercherà di determinare se Michele e Maria siano morti sul colpo a causa dell’impatto con il furgone o in seguito alla caduta sugli scogli. Inoltre, saranno effettuati esami tossicologici per verificare se i due giovani avessero assunto alcol o sostanze stupefacenti nelle ore precedenti all’incidente. Questi accertamenti sono fondamentali per comprendere lo stato psicofisico dei fidanzati al momento dello schianto.
Il conducente del furgone positivo al droga test
Un altro aspetto che potrebbe rivelarsi rilevante nella ricostruzione della dinamica dell’incidente è il test antidroga a cui è stato sottoposto il conducente del furgone. L’uomo, che ha riportato lievi ferite, è risultato positivo al droga test, mentre l’alcol test è stato negativo. Saranno effettuate delle controanalisi per confermare o smentire il risultato. Il pasticciere ha raccontato agli investigatori di aver visto l’auto dei due giovani sfrecciare ad alta velocità, tanto che ha dovuto compiere una manovra brusca per evitare un impatto frontale. È su questa versione che si concentrano ora gli investigatori. I carabinieri della Compagnia di Agropoli sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, esaminando ogni dettaglio dell’incidente e delle circostanze che lo hanno preceduto.


