L’opposizione denuncia ritardi nell’attuazione dell’ordinanza di messa in sicurezza
A distanza di sette mesi dal crollo della palazzina avvenuto a Camposano il 14 agosto 2025, il caso torna ad alimentare il dibattito politico locale. L’area circostante, infatti, resta ancora in condizioni di pericolo, con la struttura che non è stata messa in sicurezza. La consigliera comunale dell’opposizione, Carmela Rescigno, accusa il sindaco Francesco Barbato di “aver omesso interventi previsti da un’ordinanza comunale di messa in sicurezza dell’edificio poi crollato”. Secondo la consigliera, la vicenda potrebbe configurare un’ipotesi di omissione di atti d’ufficio e l’opposizione starebbe procedendo alla formalizzazione di una denuncia.
L’ordinanza di messa in sicurezza del 20 agosto 2025
Al centro delle contestazioni c’è l’ordinanza sindacale n. 12 del 20 agosto 2025, relativa alla messa in sicurezza del fabbricato pericolante situato in via Armando Diaz 95, all’angolo con via Libertà. Secondo quanto riportato dalla consigliera Rescigno, “l’atto imponeva ai proprietari dell’immobile di effettuare entro sette giorni gli interventi necessari per la messa in sicurezza della struttura e della sede stradale. L’ordinanza prevedeva inoltre che, in caso di mancato adempimento nei tempi stabiliti, i lavori sarebbero stati eseguiti direttamente dal Comune senza ulteriori comunicazioni ai proprietari”.
Rescigno sostiene che proprio questo passaggio renderebbe evidente una responsabilità dell’amministrazione nel caso in cui gli interventi non fossero stati effettuati. «Il sindaco Barbato è chiaramente omissivo e ignora evidentemente l’articolo 328 del codice penale», afferma, facendo riferimento alla norma che punisce l’inerzia della pubblica amministrazione quando non vengono compiuti atti dovuti. Secondo la sua interpretazione, “l’ordinanza emanata nell’agosto 2025 avrebbe imposto un obbligo preciso di intervento da parte del Comune qualora i proprietari non avessero provveduto autonomamente”.
In merito alle cause del cedimento dell’edificio, la consigliera sottolinea che la perizia tecnica ha attribuito il 60% della responsabilità al Comune. “Secondo la nota del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco – Napoli assunta al protocollo n. 51946 del 18/08/2025 conseguente al sopralluogo effettuato unitamente al personale dell’Ufficio Tecnico Comunale e al Sindaco all’incrocio tra via Armando Diaz e via della Libertà, si è verificato un cedimento terminale del terreno di fondazione in corrispondenza dell’incrocio stradale. Il detto cedimento appare dovuto ad un cattivo stato manutentivo dell’infrastruttura pubblica strada. In tal senso è evidente una negligenza dell’Ente cui è stata attribuita la maggiore responsabilità (60%)”.

Il nodo delle responsabilità e delle assicurazioni
Un altro punto sollevato dalla consigliera riguarda la ripartizione delle responsabilità per i danni legati alla vicenda. La consigliera afferma che la società Gori, che gestisce il servizio idrico integrato nell’area, sarebbe pronta a sostenere la propria quota di responsabilità. «A me risulta che Gori, che ha regolare assicurazione, sia pronta a pagare la sua parte individuata dalla perizia del CTU», dichiara. Secondo Rescigno, resterebbe però aperta la questione della copertura assicurativa dell’ente comunale. «Il Comune come mai non ha un’assicurazione?», chiede la consigliera. Nella stessa dichiarazione, Rescigno sostiene che un accordo tra i soggetti coinvolti sarebbe possibile, ma che finora non si sarebbe registrata una volontà concreta di raggiungerlo. «Gori chiaramente paga nell’ambito di un accordo chiaro anche tra ente comune e privato – sottolinea -.Come mai non si ha la volontà di raggiungere questo accordo da parte del sindaco con i legali rappresentanti dei proprietari?».
Le critiche politiche all’amministrazione comunale
Nelle sue dichiarazioni, la consigliera estende la critica all’azione amministrativa complessiva del Comune di Camposano. «Si sventola una sicurezza del paese e uno standard di vita elevatissimo, ma non è questa la realtà», sostiene. Tra i punti contestati viene citata anche la previsione di bilancio destinata alla messa in sicurezza dell’area interessata dal crollo. Rescigno definisce «ridicola la cifra di 104.000 euro prevista», ritenendola insufficiente a risolvere il problema strutturale. Secondo la consigliera, interventi di questo tipo rischierebbero di tradursi in lavori di somma urgenza senza affrontare definitivamente la questione della sicurezza. “Manca una programmazione seria in materia di sicurezza delle infrastrutture e delle abitazioni”. Con le famiglie ancora sfollate e l’area pericolante, la consigliera regionale ribadisce la necessità di interventi urgenti. “Gli interventi previsti nell’ordinanza devono essere attuati senza indugi. Il suo ritardo o peggio la sua omissione è reato ai sensi dell’art. 328 c.p. per cui provvederò a segnalare la cosa alle autorità competenti. Ancor peggio se dovesse emergere che il ritardo o l’omissione è dovuta a ragione di gradimento legale rispetto al soggetto incaricato dai proprietari per la tutela dei loro diritti”.
L’ipotesi di denuncia per omissione di atti d’ufficio
Alla luce delle criticità evidenziate, l’opposizione starebbe valutando iniziative formali. «Come opposizione stiamo procedendo a formalizzare denuncia per omissione di atti d’ufficio», afferma. La norma richiamata è l’articolo 328 del codice penale, che disciplina i casi in cui un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio non compie un atto del proprio ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, dovrebbe essere eseguito senza ritardo. La vicenda resta quindi al centro dell’attenzione politica locale e potrebbe avere ulteriori sviluppi.


