Strasburgo chiede riscontri tangibili sull’efficacia della legge penale del 2025 per fermare definitivamente i roghi e lo sversamento illecito di rifiuti nella Terra dei Fuochi.
Il Consiglio d’Europa riconosce l’impegno del Governo italiano nella risoluzione del dramma della Terra dei Fuochi. Dopo la condanna della CEDU nel 2025, le istituzioni hanno potenziato le azioni di tutela per i cittadini campani. Ora si prosegue con decisioni per le bonifiche e il contrasto al traffico illecito di rifiuti, garantendo finalmente la sicurezza ambientale e la salute pubblica in un territorio devastato da decenni di degrado.
A Strasburgo apprezzato l’impegno del Governo italiano
Il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha espresso apprezzamento per l’impegno profuso dal Governo italiano riguardo alla Terra dei Fuochi. L’organismo ha lodato la scelta della viceministra Vannia Gava e del commissario straordinario Giuseppe Vadalà di presentarsi direttamente a Strasburgo per discutere il caso, dimostrando una volontà politica concreta nel gestire l’emergenza.
In particolare, il comitato ha giudicato positivamente l’adozione di una strategia globale tempestiva, attraverso la quale le autorità italiane puntano a risolvere le diverse criticità del territorio. Il piano prevede, in modo integrato, la bonifica dei siti, la messa in sicurezza delle aree a rischio e una riqualificazione strutturale degli spazi colpiti dall’inquinamento. Questo approccio sistemico, basato su azioni coordinate, mira finalmente a proteggere la salute dei cittadini campani, rispondendo con determinazione agli obblighi stabiliti dalla sentenza della CEDU del 2025 e superando decenni di degrado ambientale.
Due richieste dal Consiglio d’Europa
Il Consiglio d’Europa ha inoltrato al Governo italiano due richieste cruciali per garantire trasparenza e partecipazione nella gestione della Terra dei Fuochi.
Innanzitutto, l’esecutivo europeo ha sollecitato l’inclusione, all’interno del team di monitoraggio dell’ISPRA, di figure indipendenti. Il Comitato richiede espressamente che tale gruppo includa membri privi di vincoli istituzionali, quali rappresentanti della società civile e delle ONG, per assicurare un controllo terzo e imparziale sulle bonifiche.
Parallelamente, il Comitato ha esortato le autorità a completare con urgenza la piattaforma pubblica dedicata alla diffusione dei dati. Tale strumento deve fornire ai cittadini informazioni chiare, accessibili e costantemente aggiornate sullo stato dell’inquinamento e sui progressi delle opere di riqualificazione. Infine, per verificare il rispetto di questi obblighi, il Comitato ha imposto all’esecutivo italiano l’invio di un rapporto dettagliato e aggiornato sui progressi compiuti, fissando come termine ultimo la data del 15 dicembre 2026. Queste richieste mirano a trasformare l’attuale strategia in un processo partecipativo, capace di rigenerare la fiducia dei cittadini campani e di garantire la piena attuazione delle misure ambientali stabilite.

Nonostante l’inasprimento delle pene il fenomeno continua
Il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha richiesto esplicitamente al Governo italiano di documentare l’efficacia della normativa penale introdotta nel 2025. Nonostante l’inasprimento delle pene previsto per contrastare lo sversamento e l’incenerimento illecito di rifiuti, il Comitato ha rilevato che tali pratiche criminali persistono tuttora nella Terra dei Fuochi.
Di conseguenza, l’organismo di Strasburgo pretende un resoconto chiaro sui risultati concreti ottenuti finora dall’apparato sanzionatorio. Il Governo dovrà quindi dimostrare in che modo l’azione giudiziaria stia effettivamente interrompendo il ciclo degli illeciti, evidenziando se le misure legislative riescano a fungere da reale deterrente per le organizzazioni criminali attive sul territorio.
Questa richiesta sottolinea l’urgenza di superare il divario tra l’adozione formale di nuove leggi e la loro effettiva capacità di debellare il fenomeno, garantendo finalmente la sicurezza ambientale attraverso un’applicazione rigorosa e tangibile del diritto penale.


