La misura è stata approvata dalla giunta comunale su proposta dell’assessora Cinzia Massa e annunciata dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione
Il Comune di Bacoli installa distributori di assorbenti gratuiti e compostabili negli uffici comunali e nelle scuole del territorio. L’iniziativa è stata approvata con una delibera della giunta comunale su proposta dell’assessora Cinzia Massa. Ad annunciarla è stato il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha presentato la misura come un intervento per contrastare le disuguaglianze di genere e affrontare il tema della cosiddetta “povertà mestruale”.
La decisione della giunta comunale
La decisione dell’amministrazione comunale prevede la distribuzione gratuita di prodotti mestruali compostabili all’interno di edifici pubblici e istituti scolastici della città flegrea. I distributori saranno installati nei bagni o in spazi facilmente accessibili, così da consentire a chi ne ha bisogno di utilizzare gli assorbenti senza costi. La misura nasce da una delibera approvata dalla giunta comunale su proposta dell’assessora Cinzia Massa, con l’obiettivo di riconoscere i prodotti mestruali come beni di prima necessità. L’iniziativa riguarda sia gli uffici comunali sia le scuole del territorio, in modo da garantire l’accesso ai prodotti a studentesse, lavoratrici e cittadine. Secondo l’amministrazione, si tratta di un intervento che unisce finalità sociali e ambientali. Gli assorbenti messi a disposizione saranno infatti compostabili, una scelta che punta a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti mestruali usa e getta.
Le dichiarazioni del sindaco
Annunciando l’iniziativa con un post pubblicato sul suo profilo Facebook, il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha spiegato che la decisione nasce anche dalla volontà di affrontare il costo dei prodotti mestruali. «Il nostro non è solo un servizio, è una scelta politica chiara: considerare gli assorbenti come beni di prima necessità. Il loro costo elevato è un’ingiustizia sociale che dobbiamo provare a contrastare con ogni energia», spiega. Secondo il sindaco, l’obiettivo è contribuire alla riduzione delle diseguaglianze di genere attraverso misure concrete a livello locale. «La strada verso una parità di genere passa quindi anche dall’attenzione e dal supporto alle donne durante il periodo mestruale: a tutela del diritto al benessere fisico e psicologico».
Il primo cittadino ha inoltre collegato la misura alle campagne nazionali sul tema dei prodotti mestruali, ricordando il dibattito sull’aliquota IVA applicata a questi beni. «Così sosteniamo la battaglia nazionale per azzerare l’Iva sui prodotti mestruali come assorbenti e tamponi. Avere prodotti mestruali gratuiti e disponibili per chiunque è una questione di salute pubblica e di diritti umani, che permette di combattere la povertà mestruale e vivere le mestruazioni con dignità».

Bacoli prima in Campania con questa iniziativa
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, Bacoli è il primo comune della Campania ad adottare una misura di questo tipo su scala comunale. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di progetti locali che, negli ultimi anni, hanno iniziato a sperimentare la distribuzione gratuita di prodotti mestruali in scuole, università o spazi pubblici. In molti casi si tratta di interventi promossi da singole amministrazioni o istituti scolastici.
Il tema della povertà mestruale, cioè la difficoltà economica di accedere ai prodotti necessari durante il ciclo è entrato progressivamente nel dibattito pubblico, anche in Italia, soprattutto per quanto riguarda il costo dei prodotti e il loro accesso nelle scuole. L’amministrazione comunale di Bacoli ha espresso l’auspicio che iniziative simili possano diffondersi anche in altri territori della regione.
Le esperienze in Italia
In Italia la distribuzione gratuita di assorbenti è ancora limitata e non esiste una normativa nazionale che la preveda in modo sistematico. Le iniziative attive sono spesso promosse da amministrazioni locali, università o singoli istituti scolastici. La misura annunciata dal Comune di Bacoli si inserisce quindi in una serie di sperimentazioni locali che affrontano il tema dell’accesso ai prodotti mestruali come questione sociale e sanitaria.


