Caos in Circumvesuviana
Caos in Circumvesuviana

6 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Pompei resta ostaggio della Circumvesuviana: guasto sul Campania Express e linea in tilt

Guasto tra Portici e San Giorgio a Cremano, trenta passeggeri a bordo del convoglio diretto verso Pompei e Sorrento. Il caso esplode il giorno dopo le critiche del direttore del Parco archeologico

Il giorno dopo la denuncia pubblica del direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, la Circumvesuviana torna a offrire l’immagine più fragile di sé. Un treno si ferma in galleria, con turisti bloccati per ore e un’intera linea paralizzata nel tratto più delicato. Infatti, il tratto collega Napoli a Pompei e alla penisola sorrentina.

A fermarsi, nel primo pomeriggio di ieri, non è stato un convoglio qualunque. Infatti, si è bloccato proprio il Campania Express, il servizio ferroviario pensato per i visitatori diretti agli scavi, alle città d’arte e alle località turistiche della costa. Un guasto avvenuto intorno alle 14.45 all’altezza della galleria di Cavalli di Bronzo, tra Portici e San Giorgio a Cremano, ha bloccato il treno. Di conseguenza, si è innescata una lunga sequenza di disagi sulla linea Napoli-Sorrento.

A bordo c’erano circa trenta passeggeri, in gran parte turisti stranieri che avevano scelto il servizio “premium” della Circumvesuviana. Quest’ultimo offre posti prenotati e biglietto da 15 euro, proprio per raggiungere alcune delle mete più visitate della Campania.

Campania Express bloccato
Caos in Circumvesuviana

Il convoglio fermo e la linea in tilt

Una volta guasto il Campania Express, la circolazione ferroviaria oltre San Giorgio a Cremano si è rapidamente congestionata. Il blocco del convoglio ha avuto effetti immediati su tutta la tratta: corse soppresse, altre accumulate in ritardo, linea rallentata per ore.

La situazione è tornata gradualmente alla normalità solo nel tardo pomeriggio. Questo è avvenuto dopo quasi tre ore di disagi che hanno coinvolto non solo i passeggeri del treno turistico, ma anche pendolari e utenti ordinari della Napoli-Sorrento.

Per liberare la linea è stato necessario l’intervento di un convoglio di soccorso. Il Campania Express è stato agganciato e fatto retrocedere lentamente fino alla stazione di San Giorgio a Cremano. Qui, i passeggeri sono stati fatti scendere per essere indirizzati sui treni ordinari della Circumvesuviana e proseguire verso Sorrento. Il convoglio guasto, invece, è rientrato a Napoli per gli accertamenti tecnici.

Sul piano operativo, l’emergenza è stata gestita come da protocollo. Sul piano dell’immagine, però, il danno è evidente. Infatti, il servizio pensato per rappresentare il volto “efficiente” del trasporto turistico regionale si è fermato proprio nel momento in cui il dibattito sulla mobilità verso Pompei era tornato al centro dell’attenzione pubblica.

Il caso politico dopo l’affondo di Zuchtriegel

L’episodio ha infatti un peso politico oltre che tecnico. Solo il giorno prima, Gabriel Zuchtriegel aveva rimesso sotto accusa la qualità dei collegamenti ferroviari con uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Si era chiesto pubblicamente a che cosa servisse una Circumvesuviana in queste condizioni.

Le sue parole avevano riacceso il confronto su un tema irrisolto da anni: il rapporto tra crescita del turismo e debolezza del sistema di trasporto regionale. Inoltre, il guasto al Campania Express, arrivato a poche ore da quell’intervento, finisce inevitabilmente per rafforzare la critica.

I numeri, del resto, danno la misura del problema. Solo nella prima domenica del mese, con ingresso gratuito ai musei e agli scavi, alla stazione di Pompei Scavi sarebbero stati venduti circa 920 biglietti ferroviari. A questi si aggiungono altri 200 titoli emessi nella stazione del Santuario, oltre ai biglietti acquistati a Napoli o nei punti vendita esterni alla rete. Si registra quindi un flusso di migliaia di persone che continua a poggiare su un’infrastruttura percepita da anni come insufficiente e vulnerabile.

Mario Casillo
Mario Casillo

Casillo promette confronto, ma il nodo resta

Dopo il nuovo stop, l’assessore regionale ai Trasporti e vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo ha annunciato un confronto diretto con il direttore del Parco archeologico di Pompei. “È legittimo chiedere un servizio migliore”, ha spiegato. In più, ha invitato però a spostare il dibattito dal terreno delle polemiche a quello delle soluzioni.

Casillo ha riferito di aver già avuto un colloquio telefonico con Zuchtriegel e di voler fissare a breve un incontro per affrontare il tema dei collegamenti con “spirito costruttivo”. Una disponibilità che arriva, però, mentre i problemi strutturali restano tutti sul tavolo. Questi problemi riguardano carenza di treni, difficoltà a prolungare il servizio serale, cantieri notturni e materiale rotabile ridotto rispetto al passato.

Il punto, infatti, è proprio questo. Il guasto di ieri non è soltanto un incidente di percorso. È il riflesso di una rete che continua a vivere in una condizione di fragilità cronica. Negli anni Novanta, ricordano molti addetti ai lavori, la Circumvesuviana riusciva in alcuni periodi a garantire corse fino alle due di notte, utili sia ai turisti che ai giovani diretti verso i locali della costa. Oggi, con un numero di treni dimezzato rispetto ad allora, anche immaginare un rafforzamento del servizio appare problematico.

Il segnale peggiore nel momento peggiore

Il paradosso è tutto qui. Nel momento in cui Pompei cresce come destinazione globale e il turismo campano viene indicato come leva strategica di sviluppo, il sistema che dovrebbe accompagnare quei flussi continua a incepparsi proprio sul collegamento simbolo.

Il Campania Express, nato per offrire un servizio più ordinato, più confortevole e più attrattivo per i visitatori, si è trasformato ieri nel simbolo opposto. Infatti, è stato un treno fermo in galleria, con turisti trasferiti sui convogli ordinari e una linea ancora una volta sotto pressione.

Caos in CircumvesuvianaLa Regione assicura che nei prossimi mesi arriveranno risposte. Ma il caso di ieri rimette al centro una domanda semplice e scomoda può reggere ancora la narrazione del rilancio se, alla prova dei fatti, basta un guasto a bloccare la porta ferroviaria di Pompei?

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