Auto della polizia
Auto della polizia - Immagine di repertorio

5 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Camorra a Napoli Ovest, maxi sequestro di beni per 5 milioni al clan Troncone

Colpito il patrimonio del presunto vertice del clan attivo tra Fuorigrotta e Soccavo: immobili, natanti e conti finanziari nel mirino della polizia

Un patrimonio stimato in circa cinque milioni di euro è stato sequestrato questa mattina a Luigi Troncone, 36 anni. Troncone è ritenuto figura di vertice dell’omonimo clan camorristico attivo nell’area occidentale di Napoli. Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia di Stato in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Inoltre, il decreto è stato emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli.

L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle disponibilità economiche dei gruppi criminali operanti tra Fuorigrotta e Soccavo, territori storicamente interessati dalle attività del clan Troncone.

Il decreto del tribunale e le indagini della Questura

Il provvedimento di sequestro è stato disposto accogliendo una proposta avanzata dal questore di Napoli. La richiesta è stata presentata al termine di un’attività investigativa condotta dalla divisione polizia anticrimine della Questura.

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire il patrimonio riconducibile al presunto boss. Inoltre, hanno evidenziato la sua pericolosità sociale, elemento che ha portato all’attivazione delle misure di prevenzione patrimoniale previste dalla normativa antimafia.

Secondo gli investigatori, i beni colpiti dal sequestro sarebbero stati accumulati in un arco temporale compatibile con le attività criminali attribuite al gruppo.

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Polizia di Stato – Immagine di repertorio

Le accuse: spaccio, estorsioni e contrabbando

Le indagini si inseriscono in un quadro investigativo più ampio che riguarda le attività del clan Troncone nell’area occidentale della città.

Ad aprile dello scorso anno al 36enne erano stati contestati reati legati alla gestione delle piazze di spaccio. Inoltre, erano contestati il traffico di sigarette di contrabbando e le estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori.

In particolare, secondo gli inquirenti, il gruppo criminale avrebbe esercitato pressioni e richieste di denaro nei confronti delle attività commerciali. Queste attività si trovano nei pressi dello stadio Diego Armando Maradona.

Le contestazioni sono aggravate dal metodo mafioso previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, che punisce l’appartenenza e l’operatività all’interno di associazioni di tipo mafioso.

Il controllo del territorio nell’area occidentale di Napoli

Le attività investigative hanno documentato l’operatività del gruppo criminale tra marzo 2020 e il 2025.

Secondo quanto emerso, il clan avrebbe mantenuto un controllo capillare su parte del territorio di Fuorigrotta e Soccavo. Inoltre, il gruppo gestiva in particolare le attività legate al traffico di stupefacenti e alla riscossione delle estorsioni.

Gli investigatori hanno ricostruito anche le modalità attraverso cui il gruppo assicurava il controllo dei proventi delle attività illecite. Inoltre, hanno ricostruito come consolidava la propria presenza nei quartieri della zona occidentale della città.

I beni sequestrati

Il decreto di sequestro ha colpito un articolato patrimonio ritenuto nella disponibilità effettiva di Luigi Troncone.

Tra i beni sequestrati figurano un immobile. Inoltre, vi sono la totalità dei beni strumentali di un’impresa individuale operante nel settore della locazione di natanti da diporto, tre natanti e diversi rapporti finanziari.

Secondo gli inquirenti, si tratta di beni che sarebbero stati acquisiti nel corso degli anni grazie ai proventi delle attività criminali attribuite al clan.

Il contrasto ai patrimoni della camorra

L’operazione rientra nella strategia di contrasto alle organizzazioni criminali. Essa punta non solo a colpire le persone coinvolte nelle attività illegali, ma anche a sottrarre ai clan le risorse economiche accumulate nel tempo.

Le misure di prevenzione patrimoniale rappresentano infatti uno degli strumenti principali utilizzati dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Queste misure servono per indebolire le strutture finanziarie delle organizzazioni mafiose.

Il sequestro dei beni riconducibili a Luigi Troncone si inserisce dunque nel quadro delle azioni mirate a ridurre l’influenza economica e territoriale dei clan. Questi clan sono attivi nell’area metropolitana di Napoli.


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