Guardia di Finanza durante un sequestro
Guardia di Finanza durante un sequestro - Immagine di repertorio
📍 Castel Volturno

5 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Castel Volturno, gestiva un lido nonostante la condanna per camorra: scatta il sequestro

Il titolare continuava a gestire lo stabilimento con una licenza non più valida. Sequestro disposto dal gip su richiesta delle Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere

Ha continuato a gestire uno stabilimento balneare sul litorale di Castel Volturno nonostante una condanna definitiva per fatti legati alla criminalità organizzata. Per questo motivo un lido situato in località Pinetamare è stato sequestrato nell’ambito di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura generale di Napoli e della Procura sammaritana, al termine di un’indagine che ha ricostruito la gestione irregolare della concessione demaniale.

Le indagini sul lido di Pinetamare

Gli accertamenti sono stati condotti dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta e dalla Compagnia di Mondragone, con il supporto del personale dell’Ufficio locale marittimo di Castel Volturno. Secondo quanto emerso dalle indagini, il titolare dello stabilimento avrebbe continuato a beneficiare della concessione balneare attribuitagli prima della condanna definitiva per reati di camorra.

La licenza, tuttavia, non avrebbe più avuto validità dopo la condanna, rendendo quindi illegittima la gestione dello stabilimento. Gli investigatori hanno accertato che l’attività proseguiva di fatto senza titolo, configurando il reato di occupazione abusiva di spazio demaniale.

Guardia di Finanza durante un sequestro
Guardia di Finanza durante un sequestro – Immagine di repertorio

La concessione diventata “sine titulo”

Proprio l’utilizzo della concessione balneare priva dei requisiti previsti dalla normativa ha portato alla richiesta di sequestro preventivo della struttura. Nel linguaggio giuridico si parla di utilizzo “sine titulo”, cioè senza un valido titolo autorizzativo.

In pratica, pur avendo originariamente ottenuto la concessione in modo regolare, la condanna definitiva per reati legati alla criminalità organizzata avrebbe comportato la perdita dei requisiti necessari per continuare a gestire l’attività sul demanio marittimo. Secondo gli investigatori, la permanenza dell’attività avrebbe quindi configurato una occupazione abusiva dell’area demaniale.

Il provvedimento del gip

Alla luce degli elementi raccolti nel corso dell’inchiesta, le Procure competenti hanno richiesto il sequestro preventivo dello stabilimento. La richiesta è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha disposto il sequestro della struttura balneare situata sul litorale di Castel Volturno.

Il provvedimento mira a interrompere la gestione ritenuta illegittima dell’area demaniale e a impedire la prosecuzione dell’attività.

Il contesto del litorale domizio

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di controlli sul litorale domizio, un’area da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività economiche legate al turismo e alla gestione delle concessioni balneari.

Negli ultimi anni diversi interventi investigativi hanno riguardato stabilimenti e attività commerciali presenti lungo la fascia costiera tra Castel Volturno e Mondragone. L’obiettivo delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia è quello di garantire il rispetto della normativa sulle concessioni demaniali e prevenire eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nel settore.

Il sequestro del lido di Pinetamare rappresenta dunque un nuovo intervento volto a ripristinare la legalità nella gestione delle attività economiche sul demanio marittimo.

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