Un’escalation di violenza culminata in una colluttazione e 21 giorni di prognosi: la 44enne aveva denunciato il perseguitatore anche il giorno di Natale, vivendo in uno stato di ansia perenne.
I Carabinieri di Bacoli hanno arrestato un uomo di 43 anni per una serie di gravi reati commessi contro l’ex moglie. I militari contestano all’indagato accuse di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, rapina impropria, lesioni personali e violenza privata. L’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto la condotta violenta dell’uomo che la donna aveva già denunciato quattro volte. La vicenda fa riemerge il nodo della violenza di genere.
Due anni di condotte persecutorie e quattro denunce
I Carabinieri hanno ricostruito un drammatico quadro di violenze culminato nell’aggressione avvenuta ieri pomeriggio presso il porto di Baia. L’arrestato perseguitava l’ex moglie da circa due anni, rifiutando categoricamente la fine del loro matrimonio. L’uomo monitorava costantemente ogni spostamento della donna, effettuando pedinamenti ossessivi sotto la sua abitazione, presso il luogo di lavoro e persino durante i tragitti in auto.
Questa condotta persecutoria ha sprofondato la vittima, madre di due figli di 18 e 12 anni, in uno stato di ansia perenne. Nonostante la paura, la 44enne aveva già presentato ben quattro denunce tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2026, segnalando episodi di appostamenti, insulti e minacce avvenuti persino durante il giorno di Natale.
Ieri l’ultima aggressione al porto di Baia
L’ultimo drammatico episodio ha avuto luogo ieri pomeriggio nell’area del porto di Baia, dove la vittima stava accompagnando un’amica all’ospedale di Pozzuoli. Sospettando di essere seguita, la donna ha parcheggiato l’auto e si è nascosta per verificare i propri timori. Pochi istanti dopo, l’ex marito è sopraggiunto a bordo di una station wagon nera, confermando i sospetti della 44enne.
L’aggressore ha approfittato di un momento di distrazione della donna per introdursi repentinamente nell’abitacolo dal sedile posteriore. L’uomo ha bloccato l’ex moglie afferrandola con forza e strappandole il cellulare dalle mani, giustificando il gesto con la scusa di voler solo parlare. La vittima è riuscita ad aprire la portiera e a fuggire in strada, ma l’uomo l’ha inseguita dando vita a una violenta colluttazione. Durante la lotta, lo smartphone è caduto a terra, permettendo alla donna di recuperarlo prima di mettersi definitivamente in salvo dalle grinfie dell’uomo.

Il rifugio presso la capitaneria di porto e l’arresto
Dopo la violenta colluttazione, la vittima è riuscita a divincolarsi e a trovare rifugio presso la caserma della Capitaneria di Porto di Baia. I militari hanno riferito che l’aggressore ha continuato a inveire all’esterno della struttura prima di darsi alla fuga. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che documentano nitidamente l’intera aggressione subita dalla donna.
I Carabinieri hanno rintracciato il 43enne poco dopo presso la sua abitazione, procedendo all’arresto in differita come previsto dalle recenti norme del Codice Rosso. I medici dell’ospedale di Pozzuoli hanno successivamente refertato alla donna lesioni personali giudicate guaribili in 21 giorni.
Grazie alla tempestiva denuncia e alle prove video, i militari hanno assicurato alla giustizia l’uomo, ponendo fine a un’escalation di violenza che ha causato gravi danni fisici e psicologici alla quarantaquattrenne.
Il caso evidenzia quanto sia vitale intervenire tempestivamente per spezzare l’escalation di abusi prima che sfocino in aggressioni fisiche.


