Mamma Patrizia e il figlio Domenico
Mamma Patrizia e il figlio Domenico
📍 Napoli

26 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Morte Domenico, continuano le indagini: al via le perizie sui telefoni dei sette indagati al Monaldi

Inchiesta sulla morte del piccolo di due anni: incarico ai tecnici per esaminare chat e messaggi dei sanitari coinvolti nel trapianto per ricostruire le dinamiche esatte.

Oggi verranno ufficialmente incaricati gli ingegneri Michele Colimoro e Salvatore Carusio per eseguire accertamenti tecnici irripetibili. L’analisi riguarderà i telefoni cellulari sequestrati ai sette indagati coinvolti nell’inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo. Questi rilievi informatici sono fondamentali per ricostruire la dinamica dell’evento e individuare eventuali responsabilità penali attraverso i dati digitali estratti dai dispositivi mobili in questione.

Al vaglio chat e telefonate

L’inchiesta sulla tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bimbo di soli due anni deceduto presso l’ospedale Monaldi in seguito al trapianto di un cuore danneggiato, entra in una fase cruciale. Il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante coordina le indagini per fare piena luce sul presunto utilizzo di un organo danneggiato durante l’intervento dello scorso 23 dicembre.

Attraverso il conferimento dell’incarico peritale, la Procura punta ad analizzare minuziosamente ogni traccia digitale presente nei dispositivi sequestrati. Gli inquirenti esamineranno chat, messaggi vocali e comunicazioni scritte per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi e le decisioni assunte dall’equipe medica. L’obiettivo primario consiste nel rintracciare elementi utili che spieghino la dinamica del trapianto e verifichino eventuali negligenze professionali. Tale analisi informatica permetterà di cristallizzare i contatti intercorsi tra i soggetti coinvolti. Fornendo risposte fondamentali sulla gestione clinica che ha portato al decesso del piccolo paziente lo scorso sabato.

Ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

Accertare eventuali negligenze o errori sistemici

L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo segna un punto di svolta procedurale estremamente significativo. La Procura di Napoli ha formalmente iscritto nel registro degli indagati sette figure tra medici e personale sanitario per il reato di omicidio colposo in concorso. Questa decisione riflette la necessità di accertare negligenze o errori sistemici durante le delicate fasi del trapianto di cuore eseguito lo scorso dicembre.

Parallelamente agli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici, l’attenzione degli inquirenti si sposta ora sulla ricerca di prove scientifiche irripetibili. La Procura ha infatti richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) la fissazione di un incidente probatorio, strumento giuridico fondamentale per cristallizzare gli elementi di prova prima del dibattimento. In questo contesto, l’autopsia sul corpo del bambino di due anni rappresenterà il tassello decisivo dell’intera indagine. L’esame autoptico dovrà infatti chiarire se le condizioni dell’organo trapiantato abbiano causato direttamente il decesso, come ipotizzato inizialmente, o se altre complicazioni cliniche siano sopravvenute durante il delicato periodo post-operatorio. I medici legali cercheranno risposte precise per determinare il nesso di causalità tra l’intervento chirurgico e la morte del piccolo Domenico. Definendo così l’eventuale responsabilità dei sanitari coinvolti.

Ricostruire le comunicazioni interne ed esterne

Le autorità giudiziarie affidano oggi un incarico cruciale agli ingegneri Michele Colimoro e Salvatore Carusio, i quali assumeranno il ruolo di consulenti tecnici per la Procura. I due esperti informatici dovranno analizzare minuziosamente il contenuto dei telefoni cellulari precedentemente sequestrati ai sette indagati, tra cui figurano medici e personale sanitario coinvolti nel caso.

L’attività investigativa mira a far luce sulla tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto sabato mattina presso l’ospedale Monaldi. Attraverso questa perizia tecnica, gli inquirenti intendono ricostruire le comunicazioni interne ed esterne intercorse durante le fasi critiche del trapianto di cuore. L’analisi dei dispositivi digitali rappresenta un passaggio determinante per verificare eventuali profili di responsabilità per omicidio colposo. Gli ingegneri esamineranno chat, messaggi e dati di navigazione per estrapolare ogni elemento utile a definire l’esatta dinamica clinica e decisionale che ha preceduto il decesso del piccolo paziente.

Le indagini proseguono, dunque, per garantire giustizia alla memoria di Domenico Caliendo. L’analisi tecnica dei telefoni sequestrati e l’imminente esame autoptico rappresentano i pilastri fondamentali per accertare la verità. Sarà compito della Procura di Napoli stabilire se vi siano state colpe mediche, trasformando questi rilievi digitali e scientifici in prove decisive per il futuro processo penale.

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