Due inchieste della Procura di Napoli sui lavori in corso per l’America’s Cup a Bagnoli. Intanto, il sindaco Manfredi si dice pronto a collaborare con gli inquirenti
La Procura di Napoli ha avviato due indagini sui cantieri relativi all’America’s Cup a Bagnoli, un progetto che ha suscitato preoccupazione tra i cittadini e le associazioni locali. Le inchieste sono state aperte a seguito di un esposto presentato da un gruppo di residenti. Questi residenti sono preoccupati per possibili danni alla salute e all’ambiente a causa dei lavori in corso nell’area ex Italsider. I pm della sezione “Tutela ambiente e territorio“, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno effettuato oggi un sopralluogo nella zona. Così hanno confermato la loro intenzione di approfondire gli aspetti legati alla sicurezza e alla salute pubblica.
Il sopralluogo della Procura
Nel corso della mattinata di giovedì 19 febbraio, i magistrati hanno visitato il cantiere dove sono in corso le operazioni di tombatura della colmata e bonifica per la costruzione del Villaggio Tecnico destinato ai team della regata. Gli inquirenti, in particolare, sono interessati a verificare le modalità di esecuzione dei lavori, a partire dalla messa in sicurezza dell’area e dalla gestione della colmata. Vogliono evitare danni all’ambiente circostante e alla salute dei residenti. Le indagini, che coinvolgono anche la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), si concentrano su diversi aspetti dei lavori, tra cui la movimentazione di materiali potenzialmente pericolosi e la gestione delle emissioni inquinanti. Inoltre, le indagini potrebbero estendersi anche ad altri episodi legati al progetto, tra cui le minacce rivolte al sindaco Gaetano Manfredi, apparse recentemente sui muri della zona.
Il punto di vista del sindaco Manfredi
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha dichiarato la piena disponibilità della sua amministrazione a collaborare con la Procura per fare chiarezza sui lavori in corso. “Siamo pronti a fornire ogni chiarimento e documento utile, nell’ottica della massima trasparenza su tutte le attività in corso nel Sin di Bagnoli”, ha affermato il primo cittadino, ribadendo la fiducia nelle istituzioni giudiziarie. Manfredi ha poi aggiunto che il Comune è impegnato a garantire la sicurezza e il rispetto delle normative ambientali. La collaborazione con la magistratura, ha detto, è fondamentale per scongiurare ogni rischio per la comunità. Serve anche per assicurare la realizzazione di un progetto che possa essere vantaggioso per l’intera città di Napoli.

I timori dei residenti e i controlli ambientali
La vicenda è seguita con attenzione anche dai residenti di Bagnoli. Questi, attraverso una delegazione accompagnata dai propri avvocati, hanno già incontrato i magistrati della Procura. Secondo quanto riporta Fanpage, in tale incontro, hanno esposto le proprie preoccupazioni riguardo ai possibili rischi sanitari derivanti dai lavori in corso. L’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha certificato alcuni sforamenti dei limiti di emissioni di polveri sottili PM10. Questo ha sollevato ulteriori preoccupazioni tra i cittadini.
In particolare, la stazione mobile dell’Arpac installata a Città della Scienza ha rilevato livelli di inquinamento superiori a quelli consentiti. Ciò ha fatto scattare richieste di maggiore monitoraggio. A questo proposito, i lavoratori di Città della Scienza hanno chiesto la creazione di una centralina fissa per monitorare in tempo reale la qualità dell’aria nella zona. Così si potrebbe garantire un’adeguata informazione e prevenzione per la salute pubblica.
Le richieste dei sindacati
Anche i sindacati si sono mossi per chiedere un intervento più deciso in tema di sicurezza ambientale. In una nota, la RSA Filcams CGIL ha sollecitato il commissariato di governo per garantire il rispetto delle prescrizioni ambientali e la trasparenza nelle operazioni. “È necessario che vengano rese note le caratteristiche dei materiali e delle sostanze movimentate nell’area”, hanno dichiarato i sindacalisti, chiedendo un aggiornamento costante sui dati ambientali. Inoltre, i sindacati hanno chiesto che venga garantita una maggiore protezione per i lavoratori, con misure adeguate per ridurre i rischi legati alle polveri sottili e ad altri inquinanti. Questi sono spesso presenti nelle operazioni di bonifica dei siti industriali dismessi.
La vicenda, che sta suscitando dibattito sia tra i residenti che tra le autorità, rimane al centro dell’attenzione. Sempre secondo quanto riporta Fanpage, il 24 febbraio, presso Palazzo Serra di Cassano, si terrà un incontro sul futuro di Bagnoli, al quale parteciperanno diversi esperti e politici, tra cui Fulvio Bonavitacola e Antonio Bassolino, per discutere delle prospettive di sviluppo della zona.


