Un doppio appuntamento speciale per la quinta tappa della XVI edizione della rassegna dei documentari ‘AstraDoc’.
La rassegna AstraDoc celebra il suo quinto appuntamento accogliendo un maestro del cinema italiano al Cinema Astra di Napoli. Il regista Daniele Gaglianone presenta personalmente la sua ultima opera, reduce dal successo al Festival dei Popoli 2025. Il documentario ha ottenuto una prestigiosa menzione speciale, confermando il talento dell’autore. Questo evento imperdibile arricchisce la XVI edizione della kermesse, offrendo al pubblico un confronto diretto con l’artista.
Presentati anche sei cortometraggi di giovani filmmaker
Il Cinema Astra trasforma la sala di via Mezzocannone in un vivace laboratorio creativo. Domani, venerdì 20 febbraio, l’evento inaugura alle ore 20:00 con la proiezione dei cortometraggi nati dalla residenza artistica Fuori Campo – Filmmaker per il sociale.
I sei giovani registi di Arci Movie presentano le proprie opere nate dal confronto con realtà impegnate nel sociale. Il maestro Daniele Gaglianone, in veste di supervisore artistico, guida il dibattito insieme ai partner di progetto. Partecipano attivamente all’incontro anche i referenti delle realtà ospitanti: le cooperative sociali Le Lazzarelle e Dedalus (con Officine Gomitoli) e l’associazione Atelier ReMida Campania.
Questa iniziativa valorizza il talento emergente e il potere del cinema documentario come strumento di indagine civile. Il pubblico incontra così gli autori e le istituzioni che sostengono l’integrazione e la cultura sul territorio partenopeo, celebrando un legame indissolubile tra arte cinematografica e impegno sociale.

Tre sguardi inediti
La serata propone tre sguardi inediti sulla realtà partenopea. Giorgia Ciraolo e Gaia Merolla presentano “Lazzarelle”, documentando l’impegno delle donne della cooperativa che produce caffè e riscatto sociale tra il carcere di Pozzuoli e la Galleria Principe. Sonia Bouslama e Marta Esposito firmano “A voce bassa”, focalizzando l’obiettivo sui giovani di seconda generazione della cooperativa Dedalus, simbolo di intercultura e inclusione. Infine, Paolo Guardascione e Michele Francesco Mancino raccontano “La forma dell’oro”, esplorando il centro di riciclo creativo Remida NAPOLI a Ponticelli attraverso gli occhi dei bambini. Queste opere celebrano la resistenza culturale e l’impegno civile del territorio.
Arci Movi a cura delle tre opere cinematografiche
Il progetto Arci Movie cura la realizzazione di queste tre opere cinematografiche d’impatto. Il Ministero della Cultura e la SIAE sostengono l’iniziativa attraverso il programma nazionale “Per Chi Crea”, promuovendo il talento dei giovani autori. Diverse realtà d’eccellenza collaborano attivamente al successo del percorso formativo: l’UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci), l’Accademia di Belle Arti di Napoli con la sua Scuola di Cinema e la Mediateca di Napoli “Il Monello”. Questa sinergia istituzionale garantisce una solida base tecnica e culturale, trasformando la creatività individuale in una testimonianza collettiva di alto valore artistico e sociale per il territorio.
Alle 21:00 appuntamento con “Cumpartia” di Daniele Gaglione
Il programma prosegue alle ore 21:00 con la proiezione di “Cumpartia”, l’ultima fatica documentaria di Daniele Gaglianone. Il regista dialoga in sala con Massimiliano Gaudiosi, docente di Storia del Cinema presso l’Università Federico II, per approfondire le tematiche dell’opera.
La Regione Autonoma della Sardegna sostiene il film, nato all’interno del Carbonia Cinema Giovani Filming Lab 2024 e promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria. La pellicola narra il ritorno di Ivan nel Sulcis dopo tre anni trascorsi in Francia come viticoltore. Il protagonista rientra in Sardegna per dedicarsi alla produzione del vino nell’azienda di famiglia, ma il suo viaggio si trasforma presto in un’esplorazione interiore sospesa e rarefatta.
Gaglianone mette in scena l’incontro emotivo tra il passato abbandonato e un presente da ricostruire. Attraverso lo sguardo solitario di Ivan, il documentario innesca una riflessione profonda sulle radici, sul legame generazionale e sulla complessa percezione del ruolo di figli e genitori. L’opera oscilla tra la malinconia dei ricordi e l’energia vitale necessaria per affrontare le sfide attuali, offrendo al pubblico un ritratto intimo e universale della condizione umana.
Le parole del regista
Daniele Gaglianone definisce Cumpartia come un punto di svolta cruciale nel suo percorso artistico. Nelle note di regia, l’autore descrive un’opera che cattura un momento di transizione esistenziale, sospeso tra i ricordi del passato e lo slancio verso il futuro. Il film adotta uno stile minimale per indagare temi universali: il confronto con le radici, il significato profondo della terra e il mistero della natura. Attraverso il racconto della solitudine e della malinconia, emerge la gioia della condivisione, nata dall’incontro con nuovi amici che restituisce al regista il privilegio di narrare storie autentiche.
“Io sento che Cumpartia per me rappresenta un momento di transizione dentro il mio percorso cinematografico. Forse perché – si legge nelle note di regia – è un film che racconta un passaggio di vita importante per il protagonista che si trova in bilico fra le intenzioni ancora vive del passato e l’energia di nuove prospettive. È un film minimale che tratta di cose primarie ed essenziali: confrontarsi con le proprie radici. Chiedersi che cos’è la terra e quale senso si nasconde dietro ad un albero che cresce. Un film sulla solitudine sulla malinconia e sulla gioia necessaria della condivisione nato proprio dall’incontro inaspettato con un gruppo di amici vecchi e nuovi che mi ha fatto sentire almeno per una volta ancora la bellezza e il privilegio di raccontare una storia.”


