Il professor Carlo Pace Napoleone, presente nell’Heart Team di oggi al Monaldi, fa il punto della situazioni su quanto accaduto e spiega anche il futuro dell’organo che si era reso disponibile.
Sulla non operabilità del bambino al Monaldi si è espresso anche il professor Carlo Pace Napoleone. Quest’ultimo ha dichiarato che l’équipe medica ha fatto tutto il possibile per salvare il piccolo Domenico, ammettendo quanto sia terribile per la famiglia accettare la resa. Il dottore ha confermato che, dopo due mesi di supporto tramite Ecmo, il bambino non possiede più le condizioni cliniche necessarie per sopportare un secondo trapianto di cuore.
I due mesi di Ecmo hanno compromesso l’organismo del bambino
“E’ stato fatto il possibile per salvarlo, capisco che per la famiglia sia terribile doversi arrendere.”, afferma il professore. Il medico ha spiegato che i due mesi di Ecmo hanno causato una sofferenza organica irreversibile, superando ampiamente il limite standard di tre settimane per un’assistenza adeguata.
Pace ha precisato che il comunicato ufficiale riflette le condizioni gravissime del bambino, il cui fisico non reggerebbe lo stress di un altro intervento chirurgico. L’esperto ha evidenziato come il lungo supporto meccanico abbia ormai compromesso la capacità dell’organismo di rispondere a ulteriori cure invasive.
“Di solito dopo 2-3 settimane” questa procedura “non è più in grado di garantire un’assistenza adeguata. Ed è proprio ciò che è successo: abbiamo trovato l’esito di Ecmo”, un organismo in “gran sofferenza”, dice il luminare.
Il dottor Pace Napoleone nell’ Heart Team
Il dottor Carlo Pace Napoleone, stimato direttore della Struttura complessa di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite presso l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, ha ricoperto un ruolo centrale nel consulto nazionale per il piccolo Domenico. In qualità di componente d’eccellenza dell’Heart Team, il gruppo multidisciplinare di specialisti di fama internazionale, il primario della Città della Salute e della Scienza ha messo a disposizione la sua vasta esperienza clinica per esaminare il caso del bambino ricoverato al Monaldi di Napoli.
L’esperto torinese ha partecipato attivamente alla valutazione della compatibilità clinica per un eventuale re-intervento, analizzando i rischi legati al lungo supporto meccanico. Il suo contributo tecnico è stato determinante per la stesura del verdetto definitivo, che ha purtroppo confermato l’impossibilità di procedere con un secondo trapianto di cuore a causa della fragilità organica del paziente, segnando un momento di profonda amarezza per l’intera comunità scientifica pediatrica italiana.

Dubbi sulle strade percorribili
Il dottore ha, inoltre, espresso forti dubbi sulle opzioni terapeutiche residue, ammettendo che l’esclusione del trapianto di cuore preclude di fatto ogni prospettiva di futuro per il piccolo. Il medico ha descritto un quadro clinico estremamente compromesso, evidenziando come la compromissione multi-organo rilevata dall’Heart Team renda il paziente troppo fragile per ulteriori manovre invasive.
Secondo il direttore torinese, la gravità delle condizioni sistemiche suggerisce che l’organismo del bambino potrebbe presto cedere autonomamente. Le parole del chirurgo riflettono la drammatica consapevolezza che la medicina ha ormai esaurito le risorse curative percorribili per Domenico.
“Se il piccolo non è trapiantabile, di fatto abbiamo escluso che possa avere un futuro. E’ in condizioni così gravi che verosimilmente alla fine deciderà lui stesso per se stesso. Abbiamo trovato una serie di organi compromessi.”
Vicinanza alla famiglia di Domenico e massima dignità al bambino
Il luminare, tuttavia, espresso profonda vicinanza alla famiglia di Domenico, riconoscendo quanto sia drammatico doversi arrendere dopo aver sperato fino all’ultimo nel salvataggio del figlio. Lo specialista ha assicurato che l’équipe ha tentato ogni manovra possibile, sottolineando che, una volta esaurite le opzioni cliniche, la priorità medica diventa evitare l’accanimento terapeutico. Secondo il chirurgo, l’obiettivo principale ora consiste nel garantire la massima dignità al bambino in questa delicatissima fase finale del percorso ospedaliero.
“E’ terribile arrendersi e mi rendo conto che è terribile per una famiglia che ha sperato fino all’ultimo di poter salvare il proprio figlio. Al di là di quello che è successo, è stato fatto tutto quel che si poteva per salvarlo”, osserva. In situazioni in cui le possibilità si esauriscono, “ci si concentra sull’evitare l’accanimento terapeutico e dare una dignità.”, conclude il medico.
Il cuore arrivato sarà destinato ad un altro piccolo paziente
Il dottor Carlo Pace Napoleone chiarisce anche il futuro dell’organo che si era reso disponibile. Ha confermato che l’organo inizialmente destinato al piccolo Domenico sarà immediatamente riassegnato a uno dei pazienti pediatrici compatibili presenti in cima alla lista d’attesa nazionale. Lo specialista ha spiegato che il coordinamento dei trapianti sta già gestendo le procedure di allocazione per garantire che tutti gli organi disponibili raggiungano i riceventi idonei nel minor tempo possibile.
Secondo il chirurgo, le operazioni di trapianto per questi bambini dovrebbero iniziare verosimilmente tra la serata e la nottata, non essendoci più ragioni cliniche per posticipare gli interventi. Napoleone ha sottolineato come la macchina organizzativa stia accelerando i tempi per trasformare questa drammatica rinuncia in una nuova speranza di vita per altri piccoli pazienti in emergenza.


