Due esponenti politici, Gennaro Sangiuliano (FdI) e Fulvio Martusciello (FI), chiedono un intervento immediato da parte del governo regionale e nazionale per fare luce sulla vicenda e rimediare alle criticità della sanità campana
La vicenda che ha scosso l’opinione pubblica riguarda un bambino di due anni e tre mesi, sottoposto a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Durante l’intervento, il piccolo ha subito un danno irreversibile al cuore, descritto come un “cuore bruciato“, un termine che rende l’idea della gravità delle complicazioni. La vicenda ha acceso un ampio dibattito sulla qualità del sistema sanitario in Campania, già segnato da altre problematiche. Nei primi giorni dopo l’accaduto, i commenti ufficiali sono stati pochi, probabilmente per rispetto al dramma umano. Tuttavia, nelle ore successive, le dichiarazioni politiche sono emerse con maggiore forza, ponendo l’accento sulla responsabilità delle istituzioni nella gestione della sanità regionale.
Sangiuliano (FdI): “In gioco la credibilità della sanità campana”
Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, ha voluto esprimere la sua posizione con un intervento deciso. “Nelle ore immediatamente successive alla tragedia del Monaldi ho ritenuto di rispettare il dramma umano che imponeva silenzio. Ora, a distanza di giorni, non si può tacere su una valutazione che riguarda la credibilità della sanità pubblica in Campania“, ha dichiarato Sangiuliano. L’esponente di FdI ha sollevato preoccupazioni su un sistema sanitario che, a suo avviso, è caratterizzato da disorganizzazione e ingerenze politiche. “La sanità campana è una realtà che troppe volte ha visto prevalere l’affiliazione al merito, piuttosto che il merito stesso. Le ingerenze politiche sono all’ordine del giorno, e la gestione amministrativa spesso manca di coordinamento e efficacia“, ha aggiunto. Per Sangiuliano, non si tratta solo di un errore nell’intervento chirurgico, ma di un problema più ampio che riguarda la gestione complessiva del sistema sanitario regionale.
Martusciello (FI): “Cosa aspetta Fico a intervenire?”
Anche Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania, ha espresso forti critiche alla gestione del caso da parte delle istituzioni. In una dichiarazione, Martusciello ha accusato il ministro della Salute, Roberto Fico, di non aver preso una posizione chiara. “Fico è troppo debole su questa vicenda. Ci sono stati tentativi di insabbiamento, mancanza di comunicazioni tempestive alla famiglia e una gestione a dir poco familistica“, ha affermato. Martusciello ha poi fatto appello al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e a Fico, chiedendo azioni concrete. “Cosa aspetta Fico a far cadere delle teste? Se la situazione è davvero quella che molti ipotizzano, se siamo di fronte a un tentato omicidio, cosa sta facendo la politica per proteggere i cittadini?” ha aggiunto, sollevando dubbi sull’efficacia della risposta istituzionale.

Le preoccupazioni per la sanità campana
Il dibattito non riguarda solo il caso specifico del Monaldi, ma mette in evidenza un problema più ampio che ha a che fare con la qualità e l’organizzazione della sanità campana. Sangiuliano e Martusciello concordano nel sottolineare che la politica regionale ha spesso permesso che le strutture sanitarie venissero gestite secondo logiche di potere, invece che secondo principi di efficienza e trasparenza. Quello che emerge è un sistema in cui la burocrazia e la scarsa gestione amministrativa sono ostacoli concreti per una sanità che dovrebbe rispondere alle esigenze dei cittadini. Le polemiche sugli “insabbiamenti” e sulla gestione familiare delle risorse sanitarie fanno parte di un quadro più ampio di sfiducia, che sembra crescere tra i cittadini campani.
La vicenda del bimbo trapiantato e sei medici indagati
Il 22 dicembre 2025, la famiglia di un bambino in attesa di trapianto di cuore, residente in provincia di Napoli, riceve finalmente la tanto attesa telefonata: è stato trovato un cuore compatibile. Il giorno successivo, un’équipe medica parte da Napoli per prelevare l’organo da un donatore a Bolzano. L’espianto avviene senza problemi, ma durante il trasporto, che dura diverse ore, si potrebbe essere verificato un intoppo. Secondo le prime indagini, il cuore sarebbe stato conservato con ghiaccio secco, una sostanza non idonea per questo tipo di operazioni, che potrebbe aver danneggiato irreparabilmente il tessuto cardiaco. Arrivato al Monaldi, il cuore risulta inutilizzabile: “bruciato”, come viene definito in gergo medico. Il danno compromette il trapianto e mette in discussione l’intero processo. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli e dai carabinieri del NAS, si concentrano sulle modalità del trasporto e sull’uso del ghiaccio secco. Sei medici sono sotto inchiesta. La famiglia del bambino ha chiesto giustizia, mentre l’opinione pubblica solleva interrogativi sulla gestione della sanità campana, che sembra aver fallito in un momento cruciale.
Fico sotto pressione: l’appello per un intervento deciso
Il caso del bambino trapiantato al Monaldi ha messo sotto i riflettori la gestione della sanità regionale e nazionale. Per Sangiuliano e Martusciello, la questione va oltre il singolo episodio e riguarda la responsabilità politica per una sanità che non riesce a rispondere in modo efficace alle necessità dei pazienti. Entrambi chiedono a Fico di intervenire, con azioni concrete, per risolvere i problemi strutturali della sanità campana e garantire maggiore trasparenza e competenza nelle decisioni politiche.
“Non possiamo più aspettare“, ha dichiarato Sangiuliano. “Le indagini faranno il loro corso, ma ora la politica è chiamata a prendere decisioni coraggiose. I cittadini hanno bisogno di risposte, e la sanità campana non può continuare a essere ostaggio della politica“. La posizione di Martusciello è altrettanto decisa: “Non è il momento per commissioni o incertezze. Serve un presidente che prenda il coraggio di agire e che dia risposte chiare ai cittadini“.


