chiusura Pediatria San Paolo Napoli
Ospedale San Paolo di Napoli
📍 Napoli

9 Febbraio 2026

Angela Capasso

Sanità a Napoli, chiude la Pediatria del San Paolo: Fuorigrotta perde un presidio per carenze di sistema

Chiude la Pediatria del San Paolo di Fuorigrotta: carenze di personale e trasferimento al Loreto Mare, polemiche sulla sanità napoletana.

La chiusura del reparto di Pediatria dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta non è un fatto tecnico né un semplice riassetto organizzativo. È l’effetto concreto di una carenza strutturale che, ancora una volta, viene risolta sottraendo servizi al territorio. La decisione di trasferire le attività al Loreto Mare lascia uno dei quartieri più popolosi di Napoli senza un presidio pediatrico dedicato, con conseguenze immediate per famiglie e minori.

La chiusura del reparto e il trasferimento al Loreto Mare

A denunciare la portata della scelta è Rossella Solombrino, segretaria nazionale del Movimento Equità territoriale, che parla apertamente di una decisione politica e amministrativa maturata all’interno dell’Asl Napoli 1 Centro, formalizzata dalla direzione generale e inserita nella programmazione sanitaria regionale. Non una fatalità, dunque, ma un atto preciso, assunto in un contesto già segnato da criticità profonde.

La motivazione ufficiale indicata dall’azienda sanitaria è la carenza di medici e infermieri. Un dato reale, ma che secondo Solombrino non può essere considerato una giustificazione. Al contrario, rappresenta un’aggravante. La mancanza di personale è il risultato di anni di sottofinanziamento, di programmazione insufficiente, di concorsi limitati e della continua fuga di professionisti dal sistema pubblico. In questo quadro, la chiusura di un reparto non interviene sulle cause, ma ne sposta il peso sui cittadini.

Fuorigrotta, quartiere densamente abitato e con una forte presenza di famiglie, perde così un punto di riferimento essenziale. Il trasferimento delle attività pediatriche al Loreto Mare comporta un ulteriore sovraccarico per strutture già sotto pressione e allunga i tempi e le distanze per l’accesso alle cure. Una scelta che incide direttamente sul diritto alla salute dei più piccoli, senza che venga offerta una soluzione strutturale al problema di fondo.

Ospedale San Paolo di Napoli
Ospedale San Paolo di Napoli

Carenze di personale e responsabilità di sistema

Secondo il Movimento Equità territoriale, parlare di riorganizzazione è fuorviante. La chiusura del reparto viene letta come un arretramento del diritto alla cura, che colpisce un’area della città già esposta alle fragilità del sistema sanitario. La regionalizzazione della sanità, in questo caso, mostra i suoi limiti: la programmazione non riesce a garantire servizi adeguati sul territorio e finisce per redistribuire le carenze anziché risolverle.

Nel mirino finiscono le responsabilità politiche. La decisione, pur assunta a livello aziendale, rientra in una cornice regionale che definisce priorità e risorse. Secondo Solombrino, i cittadini hanno il diritto di sapere chi ha pensato, firmato e reso definitiva una scelta che incide su un servizio essenziale. La trasparenza delle responsabilità diventa, in questo senso, un passaggio centrale del dibattito pubblico.Sanità territoriale e diritto alla cura dei minori

Da qui l’appello rivolto al nuovo governatore della Campania, chiamato a intervenire per rivedere una decisione che lascia il territorio scoperto e a riportare la tutela dei minori al centro delle politiche sanitarie. Il Movimento annuncia che continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda, in un contesto in cui la sanità campana resta attraversata da tensioni crescenti e da una distanza sempre più evidente tra programmazione e bisogni reali.

La chiusura della Pediatria del San Paolo non è solo una notizia sanitaria. È il segnale di un sistema che, di fronte alle proprie carenze, sceglie di arretrare sui servizi invece di rafforzarli. E a pagarne il prezzo, ancora una volta, sono i territori e le famiglie.

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