Il procuratore di Napoli, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, rivendica l’alta percentuale di casi scoperti grazie a videosorveglianza e lavoro coordinato delle forze dell’ordine.
Napoli resta una città complessa, attraversata da contraddizioni profonde, ma non priva di anticorpi. A dirlo è Nicola Gratteri, che interviene sul tema della sicurezza urbana tracciando un quadro netto: la violenza esiste, ma convive con una forte capacità dello Stato di reagire, individuare i responsabili e chiudere le indagini. Un equilibrio fragile, che secondo il procuratore passa in larga parte dal rafforzamento della videosorveglianza e da una collaborazione istituzionale costante.
Le parole del procuratore a margine dell’anno giudiziario
A margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, Gratteri definisce Napoli «una città effervescente da tutti i punti di vista, nel bene e nel male». Un’espressione che restituisce l’immagine di un territorio attraversato da tensioni, ma anche da una vitalità che rende più complessa qualsiasi lettura univoca.
Il procuratore non elude il nodo della violenza. «Napoli è una delle poche città, se non l’unica, dove si spara», afferma, riconoscendo senza giri di parole l’esistenza di un problema reale. Ma a questa constatazione affianca un dato che ribalta la narrazione più superficiale: «È anche vero che è una città dove c’è un’altissima percentuale di reati scoperti, di fascicoli che non rimangono a ignoti». Un elemento che, nelle sue parole, segnala una capacità investigativa che funziona e produce risultati concreti.
Telecamere e prevenzione: il ruolo della videosorveglianza
Secondo Gratteri, uno dei fattori chiave di questa capacità di risposta è l’incremento delle telecamere di videosorveglianza sul territorio. «Abbiamo incentivato il numero delle telecamere», spiega, indicando in questo strumento un alleato decisivo per l’identificazione dei responsabili e per la ricostruzione rapida delle dinamiche criminali.
La videosorveglianza, nel suo ragionamento, non ha solo una funzione repressiva. È anche uno strumento di prevenzione, perché aumenta la possibilità di intervento tempestivo e, al tempo stesso, rappresenta un deterrente per chi è incline a commettere reati. Più controllo diffuso, dunque, ma inserito in una strategia complessiva e non come risposta isolata.

Il lavoro di squadra tra istituzioni
Nel suo intervento, Gratteri insiste sul valore del lavoro coordinato tra le istituzioni. Ringrazia i vertici delle forze dell’ordine, il capo della Polizia e il sindaco della Città metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, per l’impegno economico e organizzativo sul fronte della sicurezza.
A questo sforzo, aggiunge, si affiancheranno ulteriori risorse da parte del Ministero dell’Interno, con nuovi finanziamenti destinati ad ampliare ulteriormente la rete di videosorveglianza. «Più telecamere avremo, più avremo una città sicura», è la sintesi del suo ragionamento, che lega direttamente investimenti e risultati sul campo.
Violenza e capacità di risposta: un equilibrio delicato
Le parole del procuratore delineano un quadro che invita a superare letture semplicistiche. Napoli non è una città senza violenza, ma non è neppure un territorio lasciato all’illegalità. La presenza di episodi criminali convive con una macchina investigativa che, secondo Gratteri, riesce a garantire un’alta percentuale di casi risolti.
È un messaggio che ha anche un peso politico e istituzionale. La sicurezza, in questa visione, non è solo una questione di percezione o di racconto mediatico, ma di dati, strumenti operativi e cooperazione tra i diversi livelli dello Stato.
Una narrazione da maneggiare con cautela
Il richiamo finale di Gratteri è implicito ma chiaro: raccontare Napoli solo come una città violenta rischia di oscurare il lavoro quotidiano della magistratura e delle forze dell’ordine. Allo stesso tempo, minimizzare i problemi sarebbe altrettanto fuorviante. «C’è violenza – ammette – ma c’è anche un’alta soluzione dei casi».
È in questa tensione, tra criticità evidenti e capacità di risposta istituzionale, che si gioca oggi la partita della sicurezza nel capoluogo partenopeo. Una sfida che non si risolve con slogan, ma con investimenti, coordinamento e continuità nell’azione dello Stato..


