Il progetto mira a risolvere i problemi legati alla contaminazione della falda acquifera che interessa la zona
Il Comune di Acerra ha ufficialmente richiesto alla Regione Campania la realizzazione di due pozzi da destinare alla messa in sicurezza della falda acquifera locale, minacciata da diverse fonti di contaminazione. La proposta si inserisce nel quadro delle misure preventive per tutelare la qualità dell’acqua e la salute pubblica.
La situazione della falda acquifera di Acerra
La falda acquifera di Acerra, un’importante risorsa idrica per la popolazione locale, è da centro al centro di preoccupazioni a causa della contaminazione provocata dall’attività industriali e smaltimento illecito di rifiuti. Il livello di inquinamento della falda è un tema ricorrente nel dibattito pubblico, con numerosi appelli da parte delle autorità locali per un intervento risolutivo.
Il Comune di Acerra ha deciso di agire concretamente per evitare rischi per la salute dei cittadini, chiedendo un intervento della Regione Campania. In particolare, il progetto prevede la realizzazione di due nuovi pozzi che possano contribuire alla protezione e al risanamento della falda. Questi pozzi avrebbero il compito di ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti e permettere una gestione più sicura della risorsa idrica.
La richiesta del Comune alla Regione
Il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, nella lettera inviata alla Regione, ha sottolineato l’urgenza dell’intervento, definendo la messa in sicurezza della falda come una priorità per il benessere della comunità. I pozzi proposti sarebbero realizzati in posizioni strategiche, in modo da ottimizzare la protezione della falda e garantire una gestione efficiente delle acque sotterranee.
Inoltre, il Comune ha evidenziato come questa iniziativa si inserisca in un più ampio piano di risanamento ambientale, volto a combattere la contaminazione e migliorare la qualità della vita dei residenti. La richiesta è accompagnata da un appello per un impegno finanziario adeguato da parte della Regione, che possa garantire il successo del progetto.

I fondi regionali e il nodo dei pozzi pilota per la falda
La Direzione generale per il Ciclo integrato dei rifiuti della Regione Campania, il 20 gennaio scorso, aveva chiesto di prevedere nel bilancio regionale uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro, su richiesta della Giunta e del Consiglio comunale di Acerra, per completare la messa in sicurezza e la bonifica dell’area di Calabricito e per avviare le indagini, la caratterizzazione ambientale e i primi interventi di messa in sicurezza nelle località Tappia e Porchiera Pantano. Nella stessa richiesta era però incluso anche l’avvio in esercizio di due pozzi pilota destinati al monitoraggio e alla messa in sicurezza della falda acquifera.
Questo intervento non è stato poi richiamato nella successiva comunicazione della Direzione generale, circostanza che ha spinto la Giunta comunale a sollecitarne l’attuazione con un provvedimento specifico. I due pozzi, realizzati in precedenza per la messa in sicurezza d’emergenza della falda, sono dotati di allacci per il possibile riutilizzo delle acque trattate a fini irrigui o industriali nell’area Asi: uno si trova in località Sannereto, nel vallo idrogeologico dell’ex stabilimento Montefibre, l’altro in località Aria di Settembre, nel vallo idrogeologico dell’ex Fiat. Si tratta di interventi previsti dall’Accordo di Programma del 2009, che, secondo quanto indicato dalle sentenze del Tar e dalla relazione finale del commissario ad acta, devono essere attuati.


