bradisismo Campi Flegrei
Il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei
📍 Pozzuoli

27 Gennaio 2026

Cristina Siciliano

Campi Flegrei, rallenta il sollevamento del suolo: nell’ultimo mese dati sotto la media

Il fenomeno della sismicità nell’area vulcanica mostra una riduzione significativa, ma la zona resta sotto stretta osservazione

Nell’ultimo mese, il suolo dei Campi Flegrei ha mostrato segni di rallentamento nell’attività di sollevamento. La sismicità è in costante diminuzione, con soli 24 terremoti di magnitudo massima (Mdmax) pari a 1.7 registrati nell’ultimo mese. Un trend che potrebbe indicare una temporanea fase di calma, anche se la zona rimane in monitoraggio costante per la sua attività vulcanica e geologica.

La riduzione della sismicità nei Campi Flegrei

Secondo i dati riportati dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), la zona dei Campi Flegrei ha visto un calo significativo nella frequenza dei terremoti registrati. Questo abbassamento della sismicità non deve essere interpretato come segno di una fine dell’attività geotermica. Al contrario, potrebbe rappresentare una fase di stasi che precede potenzialmente una nuova fase di intensificazione. Gli esperti continuano a monitorare attentamente qualsiasi variazione nei parametri sismici della zona.

Il riscaldamento del sistema idrotermale e l’aumento delle fumarole

Nonostante il rallentamento del sollevamento, altri parametri geochimici continuano a evidenziare l’attività del sistema vulcanico. L’Osservatorio Vesuviano ha infatti comunicato che, nella settimana di riferimento, i flussi idrotermali e la temperatura delle fumarole nella zona del cratere della Solfatara sono in aumento.

“In particolare, la temperatura della fumarola Bocca Grande, una delle fumarole più osservate, ha mostrato un trend di aumento, arrivando a una temperatura media di circa 173 °C durante il periodo di monitoraggio – sottolinea l’Osservatorio -. Questo incremento termico conferma il riscaldamento del sistema idrotermale, che è stato un trend osservato nel lungo periodo”.

Cosa significa per la sicurezza della zona

Anche se il sollevamento del suolo sta rallentando, la situazione geotermica rimane particolarmente attiva, con riscaldamento e flussi che suggeriscono una continuazione del processo di risalita del magma. La zona dei Campi Flegrei, classificata come ad alta pericolosità, è costantemente monitorata per rilevare cambiamenti nell’attività sismica, geochimica e geodetica.

Le autorità locali sono pronte a intervenire qualora emergano segnali di rischio maggiore. Tuttavia, al momento, non vi sono indicazioni che giustifichino un aumento delle misure di sicurezza per la popolazione, ma il monitoraggio continua senza sosta.

bradisismo Campi Flegrei
Il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei

L’andamento del sollevamento del suolo dal 2025

Questo fenomeno segue un periodo di attività intensa, durante il quale, dopo lo sciame sismico del 15-19 febbraio 2025, la velocità di sollevamento aveva raggiunto i 30 millimetri mensili fino alla fine di marzo, per poi ridursi drasticamente ad aprile. Un successivo aumento a 25 millimetri al mese era stato registrato a partire dal 10 ottobre 2025, seguito dal recente calo osservato a metà dicembre. Nel complesso, alla stazione GNSS di Rione Terra, nel cuore di Pozzuoli, il sollevamento totale del suolo da gennaio 2025 è di circa 23 centimetri.

La sorveglianza e gli strumenti di monitoraggio

Il fenomeno è monitorato dall’Osservatorio Vesuviano e da altre agenzie scientifiche, che utilizzano una rete di sensori per misurare i parametri sismici, geodetici e geochimici. Questi strumenti permettono di rilevare anche minime variazioni nella superficie e nell’attività del vulcano, garantendo una risposta tempestiva alle possibili evoluzioni del fenomeno. Inoltre, I Campi Flegrei sono costantemente monitorati tramite una rete di strumenti geofisici e geochimici. I dati provenienti da radar satellitari, accelerometri e sensori geodetici permettono di rilevare anche minime variazioni nella superficie e nell’attività termica. Questo approccio multitecnologico consente di tracciare con precisione l’evoluzione dell’attività vulcanica e sismica, garantendo una risposta tempestiva in caso di variazioni critiche.

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