Firmato il protocollo per l'accoglienza in 25 comuni dell'Alta Irpinia
Vesuvio, protocollo per l'accoglienza in 25 comuni dell'Alta Irpinia
📍 Cassano Irpino

26 Gennaio 2026

Cristina Siciliano

Vesuvio, nasce il protocollo d’intesa per l’accoglienza in 25 comuni dell’Alta Irpinia

I sindaci hanno siglato un accordo per predisporre spazi e esercitazioni per la popolazione in caso di evacuazione dal territorio vesuviano

I comuni dell’Alta Irpinia hanno firmato un protocollo d’intesa per la gestione dell’accoglienza della popolazione che potrebbe essere evacuata dalla zona a rischio del Vesuvio in caso di emergenza. L’accordo coinvolge 25 amministrazioni locali e rappresenta una tappa operativa importante nel contesto del piano di protezione civile. L’obiettivo è quello di strutturare una rete di cooperazione e prevenzione tra territori distanti ma potenzialmente coinvolti nella gestione di una crisi vulcanica.

Il protocollo e i suoi obiettivi

Ieri domenica 25 gennaio, è stato ufficialmente firmato il protocollo d’intesa che impegna 25 comuni dell’Alta Irpinia a collaborare attivamente alla pianificazione e all’allestimento di spazi di accoglienza per la popolazione in caso di evacuazione dovuta a un allarme vulcanico del Vesuvio. L’accordo è stato sottoscritto dalla sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosa Anna Repole, in rappresentanza dei comuni aderenti, grazie anche alla mediazione dell’ex sindaco di San Giorgio a Cremano, Aldo Vella.

Il protocollo non è nato “dal nulla”: è il risultato di anni di lavoro di progettazione e dialogo portato avanti dalla Fondazione Convivenza Vesuvio, un organismo impegnato nella costruzione di un modello di prevenzione basato sulla cooperazione istituzionale e sulla responsabilità condivisa tra territori distanti ma chiamati a fronteggiare i rischi legati al Vesuvio. L’iniziativa ha anche ricevuto il sostegno dell’Intergruppo parlamentare Vesuvio, che ha contribuito a rafforzare l’azione politica e istituzionale del progetto e a garantirne continuità e visibilità a livello nazionale.

Secondo quanto riportato da la Repubblica, nella nota ufficiale si evince l’obiettivo di creare un modello operativo basato sulla cooperazione tra territori piuttosto che su un intervento frammentato. Il testo dell’intesa enfatizza che “Vesuvio, Irpinia e Campania sono parti della stessa comunità territoriale” e che sicurezza e prevenzione non possono essere affrontate in modo isolato.

Vesuvio - foto di repertorio
Il Vesuvio

Un valore simbolico e politico

L’iniziativa assume un valore simbolico e politico che va oltre l’aspetto organizzativo: rafforza il senso di appartenenza a una regione, la Campania, che decide di fare squadra di fronte al rischio. L’area avellinese si conferma così parte attiva di una strategia di protezione civile condivisa. “Per scelta comune, i dettagli tecnici saranno illustrati in una sede istituzionale unitaria nei prossimi giorni”, si precisa. “Ma il dato oggi è concreto: l’accoglienza è pronta, le comunità sono coinvolte, il modello è operativo”. Un messaggio di pianificazione e tranquillità che parte dall’Irpinia e guarda al Vesuvio.

I comuni coinvolti e l’avvio operativo

I 25 comuni interessati appartengono ai Sistemi Territoriali di Sviluppo Terminio Cervialto e Alta Irpinia. Tra questi: Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Montella, Nusco, Senerchia, Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Calitri, Conza della Campania, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi e Villamaina.

Il protocollo non si limita a un accordo formale. Infatti, i comuni hanno già dato la disponibilità di spazi e risorse per iniziare una prima esercitazione della durata di un giorno, durante la quale saranno simulati gli scenari di accoglienza e gestite le assegnazioni dei flussi di popolazione provenienti da un’ipotetica evacuazione.

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