Piano Casa Campania
Operaio al lavoro - Immagine di repertorio

23 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Piano Casa, dalle Regioni il 25% dei fondi: in Campania un tesoretto da 232 milioni per l’housing sociale

Piano Casa da 100mila alloggi: il 25% dei fondi arriva dalle Regioni. In Campania un tesoretto da 232 milioni per la casa accessibile.

Il nuovo Piano Casa promosso dal Governo, che punta alla realizzazione di 100mila alloggi a prezzi accessibili, potrà contare in modo significativo sulle risorse messe in campo dalle Regioni. Almeno il 25% dei fondi complessivi, pari a circa un miliardo di euro, arriverà infatti dalla riprogrammazione dei fondi europei e dal cofinanziamento nazionale. In questo quadro, la Campania emerge come uno dei territori chiave, con una dotazione che supera i 232 milioni di euro, interamente destinati all’housing sociale.

L’operazione complessiva vale 4 miliardi di euro e prende forma dall’accordo Stato-Regioni sulla riprogrammazione delle risorse europee, firmato nelle scorse settimane a Roma. Una dote che dovrebbe confluire nel decreto sul Piano Casa che l’esecutivo intende varare nei prossimi mesi, con l’obiettivo di affrontare una tensione abitativa ormai strutturale, soprattutto nei grandi centri urbani.

Il contributo delle Regioni al Piano Casa

Secondo il rapporto dell’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle Costruzioni, elaborato dal Centro Studi Ance, le Regioni si sono impegnate a destinare quote aggiuntive tra il 3% e il 6% della dotazione Ue-Fesr, in base allo stato di avanzamento dei programmi e agli impegni già assunti. L’obiettivo è incrementare le risorse destinate all’edilizia abitativa sostenibile e accessibile, rafforzando il pilastro pubblico del Piano Casa.

Campania e Sicilia trainano il Sud

Nel Mezzogiorno, il peso maggiore ricade su Campania e Sicilia. La Campania, con oltre 232 milioni di euro, è seconda solo alla Sicilia, che supera i 246 milioni. Insieme, le due Regioni coprono quasi il 50% della riprogrammazione complessiva destinata al capitolo “casa accessibile”.
Seguono Puglia e Calabria, che indirizzeranno rispettivamente 180 e 105 milioni di euro verso il fronte dell’emergenza abitativa. Nel complesso, le risorse aggiuntive rispetto alla precedente riprogrammazione superano 750 milioni di euro.

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Le indicazioni della Commissione europea

La spinta a rafforzare gli investimenti sull’housing sociale arriva anche dalla Commissione Europea, che nel documento sull’European Affordable Housing Plan ha definito le linee guida economico-finanziarie per garantire abitazioni accessibili e conformi agli standard di sostenibilità ambientale. Il piano si fonda su quattro pilastri:

  • aumento dell’offerta abitativa;
  • mobilitazione degli investimenti pubblici e privati;
  • semplificazione normativa;
  • protezione dei gruppi più vulnerabili.

Linee di indirizzo che dovranno ora essere tradotte in norme e strumenti finanziari concreti.

Una tensione abitativa sempre più forte

Il quadro di riferimento resta critico. Decenni di progressivo disimpegno dello Stato dall’edilizia popolare e sociale, uniti alla dismissione del patrimonio abitativo degli enti previdenziali e assicurativi, hanno prodotto una forte tensione abitativa, come segnala l’Ance. In Italia solo il 3,5% delle famiglie vive in un alloggio sociale, contro il 29% nei Paesi Bassi, il 24% in Austria e Svezia e il 20% in Danimarca.

A fronte di circa 980mila alloggi sociali censiti nel 2021, si stimano 600-650mila famiglie ancora in lista d’attesa. Fuori dal perimetro pubblico, il disagio è altrettanto evidente: secondo Nomisma, 1,2 milioni di nuclei familiari vivono in affitto in condizioni di forte difficoltà economica.

La “fascia grigia” e i grandi centri urbani

La novità più rilevante è che il disagio abitativo non riguarda più solo le famiglie a basso reddito, ma anche la cosiddetta fascia grigia: nuclei che superano i limiti per l’accesso agli alloggi popolari, ma non riescono a sostenere i costi del mercato libero.
L’indice di accessibilità all’acquisto elaborato dall’Ance mostra valori allarmanti: a Bolzano la rata del mutuo assorbe il 67,2% del reddito, a Milano il 58,9%, a Bologna il 48,1%. Anche Napoli registra una tensione marcata, con un’incidenza intorno al 40%.
Sul fronte degli affitti la situazione è analoga, aggravata nei centri turistici dal fenomeno degli affitti brevi.

Il Piano Casa come banco di prova

Il Piano Casa diventa così un banco di prova decisivo per la politica abitativa nazionale. Le risorse messe in campo dalle Regioni, e in particolare il “tesoretto” da 232 milioni della Campania, rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’housing sociale e ridurre il divario con gli altri Paesi europei. Resta però centrale la capacità di trasformare i fondi in cantieri, alloggi e risposte strutturali, evitando che l’emergenza abitativa continui a crescere.

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