Agguato a Cava de’ Tirreni: l’imprenditore Giuseppe Scognamiglio sfugge a quattro colpi di pistola. La polizia passa al setaccio i video e valuta anche l’ipotesi di scambio di persona.
Un agguato in pieno giorno, quattro colpi di pistola e una fuga che, per pochi secondi, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. A Cava de’ Tirreni, mercoledì pomeriggio, l’imprenditore cavese Giuseppe Scognamiglio, 43 anni, è riuscito a mettersi in salvo mentre un uomo, dall’interno di un’auto, esplodeva contro di lui una raffica di colpi. Ora gli investigatori del commissariato di Cava e della Squadra Mobile di Salerno stanno ricostruendo l’accaduto con un lavoro serrato su testimonianze e immagini di videosorveglianza. Tra le ipotesi che prendono corpo anche quella di un possibile scambio di persona. Scognamiglio stesso continua a ritenere questa possibilità plausibile.
L’agguato in viale Marconi: “Mi manda Zi Michele”
Secondo la ricostruzione riferita dall’imprenditore agli inquirenti, tutto si sarebbe consumato in pochissimi istanti. Erano pochi minuti prima delle 16, quando Scognamiglio stava tornando a casa e si trovava all’altezza della rotatoria di viale Marconi.
A quel punto un’auto si sarebbe fermata e il conducente lo avrebbe chiamato. Avrebbe pronunciato una frase che gli investigatori ritengono centrale per comprendere il contesto: «Uagliò questi te le manda Zi Michele». Scognamiglio avrebbe visto la pistola e, intuendo il pericolo imminente, avrebbe cercato riparo dietro una Smart rossa parcheggiata in strada.
Quattro proiettili calibro 9 finiti sulla Smart: imprenditore illeso
I colpi esplosi sarebbero stati quattro, sparati con una pistola calibro 9. Proiettili che, anziché colpire l’imprenditore, si sarebbero conficcati sulla Smart, danneggiandone vetro e carrozzeria. La scelta di nascondersi dietro l’auto gli avrebbe, di fatto, salvato la vita.
Subito dopo l’agguato, Scognamiglio avrebbe trovato ospitalità in un bar della zona. Intanto gli spari venivano avvertiti dai residenti e anche dagli stessi poliziotti del vicino commissariato. Si sono precipitati sul posto insieme alla scientifica per i rilievi.

Le indagini: telecamere private e videosorveglianza al setaccio
Il nodo principale, adesso, è identificare chi ha sparato e ricostruire i movimenti dell’auto prima e dopo l’azione. Nel tratto di strada interessato dall’agguato, secondo quanto riferito dalla difesa, ci sarebbero telecamere private e anche un sistema di videosorveglianza.
È in questo scenario che si inseriscono le parole dell’avvocato Alfonso Senatore, che ha espresso fiducia nell’attività investigativa: «Siamo fiduciosi nel lavoro della polizia e della magistratura… il mio assistito non ha mai ricevuto minacce o intimidazioni… pertanto ci sono buone possibilità che gli investigatori possano recuperare elementi utili alle indagini».
Gli inquirenti stanno anche cercando di capire se l’uomo in auto fosse davvero da solo. Non viene escluso che ci fossero complici nelle vicinanze con il ruolo di “palo”.
Le piste: dagli eventi all’estorsione, senza escludere lo scambio di persona
Dopo essere stato ascoltato a lungo dagli investigatori, Scognamiglio ha continuato a sostenere l’idea di un possibile scambio di persona. È una chiave che gli investigatori tengono sul tavolo, insieme a molte altre piste, senza chiudere alcuna porta in questa fase.
Tra gli elementi che stanno emergendo, le attenzioni si concentrerebbero su alcuni eventi organizzati dall’imprenditore negli ultimi mesi. In particolare, gli investigatori starebbero valutando anche il contesto dell’Xmas Brew Fest a Paestum.
Resta, però, aperta anche la pista dell’estorsione o di possibili dissapori maturati in ambito lavorativo: settori come ristorazione e intrattenimento, soprattutto quando legati a eventi di grande richiamo, possono generare attriti, concorrenza e tensioni.
Chi è Giuseppe Scognamiglio: il profilo e l’impatto sul territorio
Scognamiglio viene descritto come una persona molto attiva sul piano imprenditoriale, “piena di idee e progetti” e impegnata nel valorizzare territori e format legati alla ristorazione e all’intrattenimento. Un profilo che, proprio per visibilità e dinamismo, può diventare esposto a contesti competitivi, malintesi o conflitti non sempre prevedibili.
Ma in questo momento, sul tavolo degli investigatori, l’unico punto fermo resta uno: qualcuno ha tentato di ucciderlo in strada, in un’area dove potevano trovarsi anche passanti o automobilisti.
L’agguato di Cava de’ Tirreni alza il livello d’allarme sul fronte della sicurezza e impone risposte rapide. Identificare l’autore degli spari e chiarire il movente è la priorità assoluta. Video, testimonianze e ricostruzione dei contatti e delle attività recenti dell’imprenditore saranno decisivi. Si cerca di capire se si sia trattato di un messaggio intimidatorio, di un conflitto maturato nel mondo degli eventi, di un tentativo estorsivo o davvero di uno scambio di persona. Le indagini, intanto, proseguono senza sosta.


