Pasquale Nappo Boscoreale
Pasquale Nappo
📍 Boscoreale

3 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Boscoreale, 18enne ucciso in piazza con un colpo di pistola: il padre di Pasquale Nappo, «È stato uno scambio di persona»

È stato colpito a morte da un proiettile mentre era in piazza con gli amici. Il padre grida al tragico errore: «Era un ragazzo tranquillo, non aveva nemici». Indagini in corso per identificare i killer.

Un sabato notte di sangue nel cuore della città.
Pasquale Nappo, 18 anni appena compiuti, è stato ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava con un gruppo di amici in piazza Pace, a pochi passi dal Municipio.
Secondo una prima ricostruzione, due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate al gruppo e hanno esploso tre colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha raggiunto il giovane al petto.
Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Castellammare di Stabia, ma è morto poco dopo il ricovero.

La dinamica dell’agguato in pieno centro

L’omicidio si è consumato poco prima dell’una, in piazza Pace, una delle zone più frequentate di Boscoreale (Napoli). Lo scooter, con due persone a bordo e il passeggero armato, è piombato a tutta velocità sulla piazza.
Uno dei due ha aperto il fuoco verso un gruppo di giovani, colpendo mortalmente Pasquale Nappo. Gli amici, nel panico, lo hanno caricato in auto per una corsa disperata verso l’ospedale, ma per il 18enne non c’è stato nulla da fare.

Un ragazzo tranquillo, senza precedenti

Pasquale Nappo non aveva precedenti penali e non era conosciuto alle forze dell’ordine. Originario di Pompei, viveva a Scafati, in provincia di Salerno.
Si era diplomato da poco e aveva iniziato a lavorare per aiutare la famiglia. Tutti lo descrivono come un ragazzo sereno e generoso, lontano da ambienti criminali.

“Mio figlio è sempre stato tranquillo. Ha sentito degli spari, si è affacciato ed è stato colpito da un proiettile vagante”, ha raccontato il padre Salvatore Nappo, disperato davanti ai carabinieri.

Il padre: «Non era lui l’obiettivo»

Il dolore del padre è straziante.

“Non era lui il bersaglio. Era bravissimo, non frequentava cattive compagnie. Chiediamo giustizia e basta, vogliamo sapere il motivo per cui è successo questo a noi”, ha detto con la voce spezzata.
Secondo quanto ricostruito dai familiari, Pasquale si era fermato in piazza dopo una festa a Napoli.
Un momento di relax con gli amici si è trasformato in una tragedia inspiegabile.

L’ombra dello scambio di persona

Gli investigatori non escludono l’ipotesi di un errore di bersaglio.
La dinamica dell’agguato e la precisione dei colpi fanno pensare a un’esecuzione mirata, ma tutto lascia credere che Pasquale non fosse il vero obiettivo.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata proseguono serrate, mentre sono già state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Le indagini e le prime piste

Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita del ragazzo e la sua rete di conoscenze.
Si indaga anche sull’ambiente frequentato da altri giovani presenti in piazza, per capire se tra loro ci fosse il reale bersaglio dell’agguato.
Un altro aspetto al vaglio è la somiglianza fisica tra Pasquale e un possibile obiettivo di precedenti minacce, che potrebbe aver portato i killer a confondere la vittima.

Il dolore della città e le parole del sindaco

A Boscoreale la notizia ha scosso profondamente la comunità.
Il sindaco Pasquale Di Lauro ha espresso la sua vicinanza alla famiglia:

“Questo evento mi ha sconvolto come sindaco e come padre. Non è giusto che un ragazzo di 18 anni veda i suoi sogni arrestati da un evento così brutale”.
La città si è stretta nel dolore e sul luogo dell’agguato, nel frattempo, sono comparsi fiori e biglietti di cordoglio.

Un’altra vita spezzata per errore

La vicenda di Pasquale Nappo richiama altri tragici casi di “scambi di persona”, come quello recente di Giuseppe Di Dio a Capizzi, nel Messinese.
Mentre i carabinieri continuano le indagini per identificare i killer, la Campania piange un’altra giovane vita spezzata, simbolo di un dramma che sembra non avere fine.

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