Con la giunta guidata da Roberto Fico, la comunicazione della Regione Campania cambia volto: meno centralizzazione e più protagonismo degli assessori.
Con la firma dei decreti di nomina dei dieci assessori, la nuova giunta regionale della Campania entra ufficialmente nel vivo. Ma il primo vero segnale di discontinuità rispetto al passato non riguarda solo deleghe e assetti politici: passa soprattutto dalla comunicazione istituzionale. Con Roberto Fico a Palazzo Santa Lucia, si archivia il modello dell’uomo solo al comando e si apre una fase in cui la narrazione dell’azione di governo diventa plurale, distribuita e competitiva.
La fine della comunicazione ipercentralizzata
Per oltre un decennio, la comunicazione regionale è stata fortemente accentrata attorno alla figura del presidente. L’esposizione pubblica degli assessori è rimasta marginale, spesso limitata a ruoli tecnici e poco riconoscibili. Con la nuova presidenza, il quadro appare destinato a cambiare: gli assessori sono chiamati a essere volti politici, non semplici esecutori.
La scelta di Fico sembra puntare a un equilibrio diverso, in cui la leadership non si esercita attraverso l’oscuramento delle altre figure, ma tramite una condivisione dello spazio comunicativo.
Una comunicazione a più voci
La nuova giunta si muove già in modo non uniforme sul piano mediatico. Emergono infatti tre atteggiamenti distinti: chi resta lontano dai social, chi li utilizza in modo essenziale e chi invece ne fa uno strumento centrale di visibilità politica.
Alcuni assessori hanno scelto consapevolmente il silenzio digitale o una presenza minima, preferendo concentrarsi sul lavoro amministrativo. Altri, invece, si sono mossi subito per presidiare piattaforme e linguaggi, aggiornando profili, annunciando nomine e rivendicando il proprio ruolo pubblico.

Gli assessori più attivi sul fronte social
Nel nuovo assetto comunicativo spiccano figure come Mario Casillo, Enzo Cuomo ed Enzo Maraio, che già dispongono di una base social ampia e consolidata. La loro capacità di generare interazioni e attenzione li rende potenziali protagonisti della narrazione regionale, in grado persino di competere sul piano comunicativo con il presidente.
Questa dinamica introduce un elemento nuovo: la comunicazione non è più monodirezionale, ma diventa spazio di confronto interno, con voci che si rafforzano e si distinguono.
Il ruolo delle assessore nella nuova narrazione
Anche la componente femminile della giunta assume un peso rilevante nella costruzione dell’immagine pubblica dell’esecutivo. Figure come Angelica Saggese e Claudia Pecoraro mostrano una presenza digitale significativa, pur con stili diversi.
Non tutte hanno ancora ufficializzato il nuovo incarico sui profili social, ma il dato politico è chiaro: la comunicazione non è più una prerogativa maschile o verticale, bensì un campo aperto e plurale.

Profili attivi e silenzi strategici
Accanto a chi presidia i social, restano figure che, almeno per ora, mantengono un profilo basso. È il caso di assessori che non aggiornano i propri account o che scelgono una presenza sporadica. Una scelta che può essere letta non come arretratezza, ma come strategia alternativa, in attesa che il lavoro amministrativo produca risultati comunicabili.
Una nuova fase politica anche nel linguaggio
Il cambio di comunicazione riflette un cambio più profondo nel modo di concepire il potere regionale. La giunta Fico sembra orientata a distribuire visibilità e responsabilità, accettando anche il rischio di una pluralità di messaggi e stili.
È una scommessa politica: più voci significano maggiore complessità, ma anche maggiore trasparenza e riconoscibilità del lavoro di squadra.
La giunta guidata da Roberto Fico inaugura una stagione in cui la comunicazione regionale smette di essere un monologo e diventa un coro a più voci. Se questo nuovo modello saprà tradursi in efficacia politica e coerenza istituzionale lo diranno i prossimi mesi. Intanto, il segnale è netto: la Campania cambia linguaggio, prima ancora che politiche.


