Antonia Ocone
📍 Paupisi

5 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Strage di Paupisi, Antonia torna alla vita: «Grazie per l’amore che mi avete donato»

Strage di Paupisi, migliorano le condizioni di Antonia Ocone. La 17enne ringrazia la comunità durante la riabilitazione al Neuromed.

«Grazie a tutti per l’amore che mi avete donato». Con poche parole, ma cariche di emozione, Antonia Ocone, la 17enne sopravvissuta alla strage familiare di Paupisi, ha voluto ringraziare la sua comunità. A tre mesi dalla tragedia del 30 settembre, la ragazza è tornata a sorridere e a comunicare con chi le è stato accanto durante uno dei periodi più drammatici della sua vita.

Antonia è l’unica superstite della furia omicida del padre Salvatore Ocone, che nella villetta di famiglia uccise la moglie Elisa e il figlio Cosimo, ferendo gravemente anche la figlia minore.

La visita della comunità al Neuromed

Nei giorni scorsi Antonia ha ricevuto la visita di una delegazione dell’associazione “Il Sogno”, accompagnata dal sindaco di Paupisi Salvatore Coletta, dal presidente del Consiglio comunale Dario Orsillo e dai rappresentanti della Pro Loco. L’incontro si è svolto presso il Neuromed di Pozzilli, dove la 17enne è attualmente impegnata in un delicato percorso di riabilitazione.

Durante la visita è stato consegnato un assegno simbolico, frutto di una cena solidale organizzata per sostenere Antonia e il fratello Mario, anche lui sopravvissuto alla strage.

strage di Paupisi nel Beneventano Cosimo
Cosimo Ocone con la moglie

Le parole del sindaco: «Nessuno è solo»

Antonia è ancora in sedia a rotelle, ma appare vigile, sorridente e partecipe. «Ancora una volta – ha dichiarato il sindaco Coletta – la comunità di Paupisi ha dimostrato di non tirarsi mai indietro. Antonia ha sentito che intorno a lei c’è un intero paese che le vuole bene. Essere qui significa ribadire che nessuno è solo, soprattutto nei momenti più difficili».

Parole che raccontano un legame profondo tra la ragazza e il suo paese, rimasto compatto e solidale fin dai primi giorni dopo la tragedia.

Dalla prognosi riservata alla speranza concreta

Dopo il ricovero nel reparto di Neurochirurgia, per Antonia fu necessario un intervento drastico: l’asportazione di parte della calotta cranica e il coma farmacologico. Il direttore sanitario del Neuromed, Fulvio Aloj, parlò inizialmente di un quadro clinico «estremamente delicato», con trauma cranico severo, fratture multiple, edema cerebrale e focolai emorragici.

Con il passare delle settimane e dei mesi, però, quella prognosi inizialmente drammatica ha lasciato spazio a segnali incoraggianti, alimentando la speranza di un recupero sia motorio che cognitivo.

La ripresa e il cammino verso il futuro

Oggi Antonia è in fase di netta ripresa. La giovane età, le buone condizioni di salute precedenti e il lavoro costante di medici e terapisti stanno giocando un ruolo decisivo. Il percorso resta lungo, ma la strada intrapresa è quella giusta, anche sul piano umano: il rapporto con il fratello Mario si sta rafforzando, passo dopo passo, mentre la ragazza si riappropria della realtà e dei suoi ricordi.

Una storia che, dal dolore più profondo, sta lentamente tornando alla vita.

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