Ospedali a Caserta da bollino rosso: il report Agenas 2025 evidenzia criticità diffuse e poche eccellenze sul territorio
Il nuovo Programma Nazionale Esiti (PNE) dell’Agenas, relativo ai dati ospedalieri del 2024, delinea un quadro sanitario complesso per la provincia di Caserta. Su 16 strutture monitorate, ben 10 ottengono un bollino rosso, indicatore di livelli molto bassi nella qualità dell’assistenza su almeno un’area clinica analizzata. Una fotografia allarmante, che conferma le disuguaglianze territoriali già note nella sanità italiana.
A distinguersi in controtendenza è la Clinica Pineta Grande di Castel Volturno, che raggiunge punteggi elevati in più aree cliniche, confermandosi un punto di riferimento nel panorama sanitario regionale.
Il report Agenas 2025: luci e ombre
Il PNE analizza otto macro-aree cliniche: cardiocircolatorio, respiratorio, nervoso, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologia.
La Campania risulta tra le regioni con più ospedali “rimandati”: 51 in totale, di cui 10 nella sola provincia di Caserta.
Il bollino rosso viene assegnato quando un ospedale presenta livelli molto bassi di qualità su indicatori chiave, come mortalità a 30 giorni, gestione delle urgenze o esiti post-operatori.

Le criticità: i casi più gravi
Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta
L’ospedale principale del capoluogo registra un livello molto basso nell’area respiratoria, in particolare per riacutizzazioni e mortalità. Va invece meglio nella chirurgia generale, con buoni risultati nelle colecistectomie laparoscopiche.
Maddaloni
Situazione critica nell’ambito respiratorio, con performance giudicate insufficienti.
Piedimonte Matese e Sessa Aurunca
In entrambe le strutture emergono problemi nel settore cardiocircolatorio, soprattutto per la gestione dell’infarto miocardico acuto e dello scompenso cardiaco.
San Rocco di Sessa Aurunca
Bollino rosso negli interventi chirurgici per tumore del colon e nel settore gravidanza e parto.
Marcianise
Prestazioni molto basse in gravidanza e parto, mentre eccelle nella chirurgia oncologica del tumore alla mammella.
Moscati di Aversa
Il quadro mostra un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, ma permane il livello molto basso nella gestione dell’infarto acuto. Ottimi invece i risultati nella colecistectomia.

Le cliniche private: tra eccellenze e bocciature
Criticità emergono anche nel settore delle strutture private convenzionate.
Casa di Cura San Paolo, Aversa
Bollino rosso per gravidanza e parto.
Villa Fiorita, Capua
Molto bassa la performance nella chirurgia oncologica.
Villa del Sole, Caserta
Doppio bollino rosso in gravidanza e parto e uno in chirurgia oncologica.
Minerva Santa Maria della Salute, Santa Maria Capua Vetere
Ottimi risultati negli interventi di protesi all’anca.
Pineta Grande: l’eccellenza che spicca
L’unica struttura che si colloca costantemente nei livelli alti e molto alti è la Clinica Pineta Grande di Castel Volturno, che primeggia nell’ambito osteomuscolare e registra ottime performance anche in:
- interventi di colecistectomia
- bypass cardiaco
- riparazione dell’aneurisma dell’aorta addominale
L’unica area da migliorare riguarda il settore respiratorio, valutato come basso.
Il direttore Beniamino Schiavone attribuisce i risultati all’investimento continuo in tecnologia, formazione e ricerca. Domani la struttura firmerà un protocollo d’intesa con la Questura di Caserta per iniziative contro la violenza di genere, ulteriore segnale dell’impegno sociale del presidio.
Una provincia divisa tra eccellenze e ritardi
Il report Agenas 2025 restituisce una realtà sanitaria frammentata: poche strutture di eccellenza e molte con livelli di qualità non adeguati agli standard nazionali.
La sfida ora sarà colmare il divario, soprattutto in settori critici come cardiologia d’urgenza, gestione dell’infarto, ostetricia e assistenza respiratoria.
Caserta si ritrova di fronte a una mappa sanitaria che evidenzia forti disomogeneità. Il successo del Pineta Grande rappresenta una realtà virtuosa, ma non sufficiente a bilanciare le numerose criticità emerse nelle strutture pubbliche e private della provincia.
Il PNE invita a una riflessione urgente sulla programmazione sanitaria, sulla redistribuzione delle risorse e sull’equità dell’assistenza.


