Lucia Fortini
Lucia Fortini

5 Dicembre 2025

Angela Capasso

Quasi 300 presidi campani scrivono a Fico: «Riconfermi Lucia Fortini alla guida della scuola»

Oltre 270 dirigenti scolastici chiedono a Roberto Fico di garantire continuità alle politiche per la scuola: nella lettera elogiano l’operato di Lucia Fortini su trasporto gratuito, “Scuola Viva”, edilizia scolastica, psicologia a scuola e lotta alla dispersione.

La prima pressione organizzata sulla futura giunta regionale di Roberto Fico arriva dal mondo della scuola. Ben 275 dirigenti scolastici della Campania hanno sottoscritto una lunga lettera indirizzata al neo presidente, chiedendo esplicitamente la riconferma di Lucia Fortini come assessora regionale all’Istruzione.

Nel testo, i presidi ripercorrono dieci anni di politiche per la scuola, definendo la Campania «un unicum nel panorama nazionale» per investimenti e centralità riconosciuta al sistema educativo. E mettono nero su bianco il loro auspicio: non disperdere il patrimonio accumulato e dare continuità a una stagione che definiscono «felice» per la scuola campana.

L’appello a Fico: «Benvenuto presidente, ma la stagione Fortini non va interrotta»

La lettera si apre con il saluto istituzionale al nuovo governatore e con la disponibilità a collaborare sui processi di educazione e istruzione in Campania. I dirigenti si presentano come «una nutrita rappresentanza di dirigenti scolastici della Regione Campania» e spiegano di aver sentito il bisogno di scrivere per sottolineare «l’azione di governo – lunga 10 anni – che ha caratterizzato la nostra regione per le politiche per la scuola, con l’assessorato di Lucia Fortini».

Fin dalle prime righe, il messaggio è chiaro: la scuola campana viene descritta come uno dei terreni su cui il governo regionale uscente avrebbe maggiormente investito, con una visione di lungo periodo che ora rischia di interrompersi nel passaggio di consegne a Palazzo Santa Lucia.

«Un unicum in Italia»: dieci anni di investimenti per oltre 400 milioni

Nel documento, i presidi rivendicano la specificità del modello Campania:

«La Campania ha costituito – a nostro avviso – un unicum nel panorama delle regioni italiane per investimenti sulla scuola: oltre quattrocento milioni di euro in 10 anni».

Secondo i firmatari, gli effetti di queste scelte sarebbero tangibili sull’intero sistema scolastico regionale. La lettera elenca i principali interventi messi in campo nel decennio Fortini, sottolineando come molti di questi abbiano inciso in modo concreto sulla vita quotidiana di migliaia di studenti, famiglie e docenti.

Trasporto gratuito, borse di studio e “Scuola Viva”: le misure simbolo

Nel cuore dell’appello, i dirigenti scolastici passano in rassegna una serie di programmi considerati strategici:

  • Trasporto gratuito degli studenti, «compresi gli iscritti agli ITS Academy», indicato come uno degli strumenti principali per garantire il diritto allo studio in una regione con vaste aree interne e collegamenti complessi.
  • Programma “Io Studio”, che «ha consentito l’erogazione di 216 mila borse di studio», fondamentale per sostenere le famiglie a basso reddito e ridurre le disuguaglianze.
  • Programma “Scuola Viva” (2021-2027), che ha permesso a «più di 500 scuole l’apertura pomeridiana e l’offerta di attività extracurricolari dal teatro, alla musica, i murales, il coding, la lettura, l’arte».

Su “Scuola Viva” la lettera insiste in particolare, definendo il programma «intenso, faticoso, oneroso», ma capace di «favorire in maniera esponenziale la crescita e lo sviluppo delle migliaia di studenti che vi hanno partecipato».

Secondo i presidi, queste attività hanno avuto un impatto sociale diretto:

«… permettendo da un lato la scoperta di inclinazioni e talenti dall’altra permettendoci di togliere letteralmente dalle strade di un territorio difficile e complesso come il nostro migliaia di ragazzi».

Lucia Fortini
Lucia Fortini

Edilizia scolastica, sicurezza e memoria: una rete di interventi

Un altro capitolo importante riguarda l’edilizia scolastica. Nella lettera si parla di «importanti investimenti per la messa in sicurezza degli edifici» e per le verifiche di vulnerabilità di 639 istituti scolastici, un tema centrale in una regione ad alta fragilità sismica e idrogeologica.

Accanto alle opere strutturali, i dirigenti ricordano:

  • “Viaggi della Memoria ad Auschwitz”,
  • i programmi per mandare «studenti all’estero per merito»,
  • progetti di psicologia scolastica ed educazione affettiva, con «laboratori sull’Affettività e Sportelli psicologici presso ogni scuola».

Dietro quello che definiscono «parziale elenco» si nascondono, scrivono, «interventi reali, produttivi di valore sulle realtà di tutto il territorio campano», resi possibili da una «Vision del governo regionale che ha riconosciuto straordinaria importanza all’Istruzione, ai giovani, alla scuola».

«La scuola campana è diventata una comunità»: il rapporto con l’assessorato

Uno dei passaggi più politici del documento riguarda il rapporto tra scuole e Regione negli ultimi dieci anni. I dirigenti definiscono l’assessorato «un riferimento quotidiano per ogni singola scuola»:

«L’assessorato è stato un riferimento quotidiano per ogni singola scuola, un luogo di ascolto attento e presente, un centro propulsivo di opportunità per tutti i nostri ragazzi».

La Regione viene descritta come un ente che «ha avuto fiducia nelle scuole», trasferendo fondi direttamente agli istituti, coinvolgendo i dirigenti «nelle scelte anche più difficili (come il dimensionamento)» e mobilitando «centinaia di docenti in flash mob ed altre attività» contro discriminazioni, violenza di genere e per la pace.

Il quadro che emerge è quello di una “comunità educativa campana” coesa, capace di riconoscersi in una visione comune nonostante le differenze tra centro e periferia, aree interne e coste.

Roberto Fico vittoria Campania
Roberto Fico

«Una stagione felice che non può essere dispersa»

Nel tratto più esplicitamente politico, la lettera definisce gli ultimi dieci anni come una «stagione per noi “felice”» e chiede al presidente Fico di non azzerare quanto costruito:

«Questo lavoro, che ha segnato una stagione per noi “felice”, lunga 10 anni, riteniamo non possa andare disperso, ma – anzi – crediamo debba continuare, con analoga forza e nuovo slancio. Puntare sulla scuola significa puntare sul futuro e la Campania ha bisogno che i suoi giovani possano contare sulla loro regione».

Qui si inserisce la richiesta principale:

«Desideriamo esprimere il nostro auspicio che l’Assessora Lucia Fortini possa essere riconfermata nel suo ruolo, per garantire continuità al proficuo percorso avviato in questi dieci anni. La sua azione ha rappresentato un punto di riferimento costante per la scuola campana, anche nei momenti più difficili, come durante l’emergenza Covid, quando ha saputo supportarci con competenza e vicinanza in scelte complesse, dando risposte immediate a bisogni inediti».

Difesa sul dimensionamento e presenza “instancabile” sul territorio

I presidi ricordano come Lucia Fortini abbia «difeso con determinazione la scuola campana nella delicata partita del dimensionamento scolastico», promuovendo «iniziative di grande valore» e sostenendo «progetti di ampio respiro».

La descrivono come una figura «sempre presente e vicina ai dirigenti, ai docenti e agli studenti», con una «presenza concreta e instancabile» in:

  • iniziative,
  • manifestazioni,
  • progetti in ogni territorio della regione.

Un impegno decennale che, secondo i firmatari, ha permesso alla scuola campana di «crescere come comunità coesa, capace di riconoscersi in una visione comune».

«Un patrimonio di competenze da non disperdere»

Nelle righe finali, l’appello diventa quasi un avvertimento istituzionale:

«I dieci anni di esperienza sul campo hanno consentito all’Assessora di accumulare un patrimonio di competenze e relazioni che costituisce un capitale tecnico e umano da non disperdere, soprattutto in un momento storico così complesso per la scuola italiana».

La firma collettiva – con oltre 270 nomi di dirigenti scolastici di tutta la Campania – vuole dare peso politico e simbolico alla richiesta. La decisione finale spetterà a Roberto Fico, chiamato a bilanciare equilibri di coalizione, apertura a nuove figure e richieste di continuità che arrivano da mondi – come quello della scuola – che rivendicano di essere stati protagonisti del decennio appena concluso.

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