Un ragazzo di 15 anni cade dalla bici a Palinuro e, con un braccio fratturato, affronta una lunga notte tra cinque ospedali prima di ottenere il ricovero
Una semplice caduta dalla bicicletta si è trasformata in un lungo percorso di dolore e difficoltà per un ragazzo di 15 anni a Palinuro (Centola), in provincia di Salerno. Nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 luglio, il giovane si è procurato una frattura scomposta a un braccio. Si è reso quindi necessario un intervento sanitario urgente e un possibile ricovero. Quello che doveva essere un normale percorso di assistenza si è però trasformato in un viaggio tra diverse strutture ospedaliere della Campania. Secondo quanto denunciato dal sindacato Nursind Salerno, il ragazzo è stato trasferito o indirizzato verso cinque diversi ospedali prima di trovare una soluzione definitiva. La vicenda ha sollevato numerosi interrogativi sul funzionamento della rete dell’emergenza sanitaria regionale.
Dal primo soccorso alla lunga ricerca di un posto letto
L’incidente è avvenuto intorno alle 22:30 del 10 luglio. Dopo la caduta, la famiglia del 15enne ha contattato la centrale operativa del 118 per ricevere indicazioni. Secondo la ricostruzione del sindacato, ai familiari sarebbe stato comunicato che negli ospedali di Sapri e Vallo della Lucania non erano presenti specialisti ortopedici disponibili. Nonostante questa indicazione, la famiglia ha deciso di recarsi comunque al pronto soccorso di Sapri. Qui il ragazzo ha ricevuto una manovra per ridurre la frattura e una terapia contro il dolore. Non hanno effettuato, però, nessuna radiografia. Successivamente, il personale sanitario avrebbe consigliato di rivolgersi al Santobono di Napoli.

Il trasferimento a Napoli e il passaggio al Cardarelli
Il viaggio verso Napoli ha però aggiunto ulteriori difficoltà. Il Santobono, infatti, è una struttura pediatrica che accoglie pazienti fino ai 14 anni. Nonostante il rifiuto comunicato telefonicamente, il medico del pronto soccorso di Sapri avrebbe comunque invitato la famiglia a raggiungere l’ospedale napoletano. Una volta arrivati, la famiglia ha ricevuto la conferma dell’impossibilità di ricoverare il ragazzo, che è stato quindi indirizzato al Cardarelli. Erano ormai le 3:52 quando il 15enne è stato sottoposto alla radiografia.
Ai familiari è stato proposto il ricovero, ma la sistemazione prevista sarebbe stata una barella in corridoio, accanto ad altri pazienti adulti. La madre del ragazzo ha ritenuto questa soluzione non adeguata e ha firmato per le dimissioni del figlio. La mattina successiva la famiglia ha tentato nuovamente di ottenere assistenza recandosi all’ospedale di Salerno per effettuare la radiografia e procedere con l’ingessatura. Anche in questo caso, però, non sarebbe stato possibile ricoverare il giovane per mancanza di posti letto. Solo nel pomeriggio, dopo l’arrivo all’ospedale di Vallo della Lucania, il ragazzo ha finalmente trovato un ricovero, rimanendo in attesa dell’intervento necessario.
La denuncia del sindacato
La vicenda è stata definita “inaccettabile” dal Nursind Salerno, che ha chiesto chiarimenti ai vertici dell’Asl, alla Centrale operativa del 118, alla Regione Campania e alla Procura di Vallo della Lucania. “Quello che è accaduto è inaccettabile e fotografa il fallimento della rete dell’emergenza nella nostra regione”, ha dichiarato il segretario generale Biagio Tomasco.
Lo stesso Tomasco ha poi aggiunto: “Non è tollerabile che nel 2026 un minorenne con un braccio fratturato debba subire un simile calvario fisico e psicologico, rimbalzato come un pacco da un ospedale all’altro per centinaia di chilometri”. E ancora: “Chiediamo che i vertici sanitari e la magistratura accertino subito le responsabilità di questa catena di errori organizzativi e di comunicazioni sbagliate. Le istituzioni devono spiegarci perché le procedure di assistenza hanno funzionato solo alla fine del percorso e perché a un cittadino che paga le tasse venga negato il diritto basilare a una cura tempestiva e dignitosa”.
Un caso che riporta al centro una domanda essenziale: quanto è realmente accessibile un’assistenza sanitaria rapida e organizzata quando si verifica un’emergenza? Al di là delle responsabilità che dovranno essere accertate, il racconto di questa famiglia evidenzia le difficoltà che possono nascere quando mancano coordinamento, comunicazione e disponibilità di risorse.


