asta maglia Napoli Foto: social
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27 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Il Teatro Sannazaro ferito dal fuoco e salvato dalla memoria: l’asta di SSC Napoli per la rinascita

Dalle fiamme alla solidarietà: 50 maglie autografate da Kevin De Bruyne, per sostenere uno dei simboli della tradizione teatrale partenopea

È sopravvissuto alle trasformazioni della città, al declino del dopoguerra e alle rinascite della tradizione. Ma non alle fiamme che, all’alba del 17 febbraio 2026, hanno colpito il Teatro Sannazaro di Napoli. Un luogo che non è solo un teatro, ma un archivio vivente della memoria popolare napoletana. A poco più di un mese dall’evento, la SSC Napoli ha promosso un’asta con 50 cornici in edizione limitata contenenti la maglia autografata e autenticata di Kevin De Bruyne, per sostenere la ripresa delle attività. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio che intreccia memoria storica e risposta concreta del territorio.

Un teatro simbolo della tradizione napoletana

Il Teatro Sannazaro rappresenta uno degli ultimi esempi di teatro autenticamente popolare della tradizione partenopea. Nato a metà Ottocento, fu inaugurato il 26 dicembre 1847 grazie all’investimento del duca di Marigliano, sorgendo sui resti di un antico convento cinquecentesco. Fin dalle origini, la sala si impose come uno dei poli della vita culturale cittadina, accanto ad altri teatri storici. La sua struttura, descritta dalle come un elegante “bouquet” bianco e oro, con soffitti affrescati e quattro ordini di palchi, incarnava l’ambizione di una città che in quel periodo era tra le capitali europee dell’arte scenica. Sul suo palcoscenico si sono alternati protagonisti assoluti del teatro internazionale e italiano. Tra questi Eleonora Duse, Sarah Bernhardt ed Ermete Novelli. Centrale è stato anche il legame con Eduardo Scarpetta, che proprio al Sannazaro consolidò il successo della commedia “La Santarella”, arrivata a cento repliche. Durante una sua rappresentazione, il teatro fu tra i primi a Napoli ad essere illuminato con la luce elettrica, segnando un passaggio simbolico verso la modernità.

Dai De Filippo alla rinascita con Luisa Conte

Nel Novecento il Teatro Sannazaro attraversò fasi alterne. Negli anni Trenta accolse i fratelli De Filippo, ancora agli inizi della loro carriera. Eduardo portò in scena opere come “Ditegli sempre di sì” e “Uomo e galantuomo”, contribuendo a rafforzare il legame tra il teatro e la nuova drammaturgia napoletana. Proprio qui si registrò anche l’incontro con Luigi Pirandello, episodio rimasto nella memoria culturale della città. Il secondo dopoguerra segnò invece un periodo di declino: il teatro fu trasformato in cinema e progressivamente perse centralità. La svolta arrivò negli anni Sessanta con Nino Veglia e Luisa Conte, che rilevarono la struttura avviando un nuovo corso. Nel 1971 il teatro riaprì con “Annella di Portacapuana”, dando vita alla Compagnia Stabile Napoletana. Dopo la morte di Veglia, fu Luisa Conte a guidare il Sannazaro, imponendo un modello di teatro popolare capace di attrarre un vasto pubblico. Le sue stagioni, spesso costruite attorno a una sola commedia replicata quotidianamente, registravano il tutto esaurito. Dopo la sua scomparsa nel 1994, la gestione è passata alla nipote Lara Sansone, in continuità con la tradizione familiare. Negli ultimi anni, accanto alla radice popolare, si è sviluppata una proposta più sperimentale, come il “Cafè Chantant” natalizio, capace di fondere elementi classici e contemporanei.

Incendio Teatro Sannazzaro di Napoli
Un immagine dell’incendio al Teatro Sannazzaro di Napoli

L’incendio del 2026 e le conseguenze

All’alba del 17 febbraio 2026, lincendio ha devastato il Teatro Sannazaro, riportando alla luce la vulnerabilità del patrimonio culturale di Napoli. L’allarme è scattato poco dopo le 6 e le operazioni di spegnimento si sono protratte per ore, fino al primo pomeriggio. Le fiamme hanno coinvolto anche un condominio adiacente, rendendo necessaria l’evacuazione di circa 60 persone e lo sgombero di 25 appartamenti. Otto i feriti lievi, tra residenti e soccorritori, mentre due vigili del fuoco hanno riportato contusioni durante l’intervento. All’interno del teatro, la distruzione è stata totale: la struttura, in gran parte lignea, ha ceduto rapidamente e la cupola è crollata sulla platea, lasciando in piedi soltanto le strutture portanti. Una prima stima ha quantificato i danni tra i 60 e i 70 milioni di euro. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo contro ignoti. Le cause restano da accertare, mentre le immagini del rogo, visibili già dalle prime ore del mattino in tutta la zona, hanno riportato al centro dell’attenzione la fragilità di un patrimonio storico profondamente radicato nella città.

L’asta benefica della SSC Napoli

In risposta alla tragedia che ha colpito il Teatro Sannazaro, la SSC Napoli, in collaborazione con la piattaforma MatchWornShirt, ha organizzato una speciale charity auction. Protagoniste dell’iniziativa sono 50 cornici in edizione limitata contenenti la maglia autografata e autenticata di Kevin De Bruyne, realizzate in 10 varianti diverse e prodotte in soli cinque esemplari ciascuna, rendendo ogni pezzo unico e particolarmente ambito. Le aste si svolgeranno tra il 27 marzo e il 7 aprile, suddivise in cinque sessioni da dieci pezzi ciascuna. L’intero ricavato sarà devoluto al Comitato per la rinascita del Teatro Sannazaro, a sostegno della ricostruzione della storica “bomboniera di via Chiaia”, simbolo della tradizione culturale napoletana. L’iniziativa permette ai tifosi non solo di aggiudicarsi un oggetto esclusivo legato alla storia del Napoli, ma anche di contribuire attivamente a un progetto di grande valore simbolico, che rafforza il legame tra sport e cultura.

Tra memoria e ricostruzione

Il caso del Teatro Sannazaro mette in evidenza il ruolo delle istituzioni culturali nella costruzione dell’identità urbana. Dalla sua fondazione ottocentesca, passando per le stagioni di Scarpetta e dei De Filippo, fino alla gestione di Luisa Conte, il teatro ha attraversato epoche diverse mantenendo una forte connessione con il pubblico. L’incendio del 2026 rappresenta una cesura, ma anche un possibile punto di ripartenza. Iniziative come quella promossa dalla SSC Napoli indicano una direzione: la ricostruzione non solo materiale, ma anche simbolica, attraverso il coinvolgimento della comunità.

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