rissa partita Under 16 Succivo
Immagine di repertorio
📍 Succivo

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Succivo, rissa choc in campo: 15enne aggredito durante una partita Under 16. Il padre presenta denuncia

Un 15enne dell’U.S. Succivo è stato aggredito da più avversari del Real Arienzo al termine dell’incontro. Trauma cranico e 30 giorni di prognosi. Il padre denuncia: «Mio figlio è stato picchiato mentre cercava di fermare la lite»

Una domenica di sport giovanile si è trasformata in un incubo sul campo “Graziano Papa”.
Durante la partita del campionato regionale Under 16 tra U.S. Succivo e Real Arienzo, un 15enne è stato brutalmente aggredito da alcuni giocatori avversari.
La rissa, scoppiata al termine del secondo tempo, ha lasciato il giovane a terra con trauma cranico e contusioni multiple, mentre il padre ha presentato denuncia alla Procura di Napoli Nord chiedendo l’identificazione dei responsabili.

La lite in campo che degenera

Secondo la denuncia, tutto sarebbe iniziato intorno alle 13:15, quando un calciatore del Real Arienzo ha spinto con forza un avversario del Succivo, scatenando un alterco tra i due gruppi di giocatori.
Nel tentativo di riportare la calma, il 15enne Enrico I., tesserato dell’U.S. Succivo, sarebbe intervenuto per separare i compagni.
Ma il gesto di mediazione si è trasformato in un dramma: il ragazzo è stato colpito al volto con un pugno e poi preso a calci mentre era a terra da più avversari.

L’aggressione e i soccorsi

Il padre del giovane, che stava assistendo alla gara a bordo campo, racconta di aver visto il figlio cadere e rimanere immobile a terra, tremante e con il viso pieno di sangue.
È intervenuto correndo sul terreno di gioco per metterlo in salvo, mentre gli altri ragazzi venivano fatti rientrare negli spogliatoi.
I soccorsi sono arrivati dopo circa dieci minuti: il 118 ha trasportato il ragazzo all’ospedale “Moscati” di Aversa, dove i medici hanno diagnosticato un trauma cranico e diverse ecchimosi, con 30 giorni di prognosi.
Il 15enne, secondo il padre, soffrirebbe anche di disturbi post-traumatici, tra cui incubi e ansia.

rissa partita Under 16 Succivo
Ospedale Moscati di Aversa

La denuncia e le indagini

Assistito dall’avvocato Fabio Roselli, il padre ha depositato una denuncia-querela alla Procura di Napoli Nord e a quella per i minorenni di Napoli.
Nel documento si chiede di identificare gli autori dell’aggressione attraverso filmati di sorveglianza, referti arbitrali e liste tesserati.
La denuncia mira anche ad accertare eventuali responsabilità omissive dei dirigenti e accompagnatori del Real Arienzo, chiamati a vigilare sul comportamento dei giovani atleti.
Le ipotesi di reato al vaglio includono lesioni personali aggravate, rissa e minacce.

Le testimonianze e lo shock in campo

Alcuni testimoni avrebbero riferito che, dopo l’aggressione, l’allenatore del Real Arienzo avrebbe commentato con amarezza:
«È uno schifo quanto accaduto, voglio dare le dimissioni».
Parole pronunciate – secondo la ricostruzione del padre – subito dopo l’intervento dei soccorsi.
L’episodio ha lasciato sotto shock l’intera comunità sportiva e gli spettatori presenti sugli spalti, molti dei quali genitori dei giovani atleti.

La reazione dell’U.S. Succivo e l’indagine FIGC

La dirigenza dell’U.S. Succivo ha espresso solidarietà alla famiglia del ragazzo, condannando «ogni forma di violenza nello sport» e auspicando chiarezza da parte della magistratura e della Federazione.
La FIGC Campania potrebbe aprire un’inchiesta disciplinare interna per verificare le condotte dei tesserati e delle società coinvolte, valutando eventuali sanzioni.

Lo sport che perde: violenza e minori in campo

L’aggressione di Succivo è solo l’ultimo episodio di una catena di violenze nei campi giovanili.
Negli ultimi mesi, casi simili si sono verificati anche a Torre del Greco e Pompei, dove genitori e calciatori si sono resi protagonisti di aggressioni contro arbitri e avversari.
Un fenomeno che interroga l’intero mondo sportivo: quanto è rimasto dello spirito educativo del calcio di base, pensato per formare e non per distruggere?

Educazione e responsabilità: il vero punto di svolta

Le associazioni sportive locali chiedono che gli episodi di violenza vengano affrontati non solo con sanzioni, ma anche con percorsi di educazione sportiva e formazione civica.
Psicologi e allenatori concordano: i ragazzi devono imparare che la competizione non giustifica l’aggressione e che il rispetto dell’avversario è parte integrante del gioco.
Perché solo da un campo dove si insegna lealtà, disciplina e solidarietà può nascere il vero sport.

La rissa di Succivo lascia ferite fisiche e morali profonde.
Un ragazzo di 15 anni in ospedale, una famiglia sconvolta e un mondo giovanile che deve fermarsi a riflettere.
Mentre la Procura indaga e la FIGC valuta le proprie mosse, resta una certezza: nessuna vittoria sportiva può giustificare la violenza.
Il calcio dei ragazzi dovrebbe insegnare il rispetto. Stavolta, ha solo mostrato la fragilità di un sistema che deve tornare a essere scuola di vita, non palestra di rabbia.

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