stalking Baronissi
📍 Montesarchio

20 Giugno 2026

Martina Sarracino

Stalking dell’ex compagna a Montesarchio: braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento per un 40enne

A Montesarchio un quarantenne è stato sottoposto a braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento con l’accusa di atti persecutori ai danni dell’ex compagna

La fine di una relazione sentimentale può trasformarsi, in alcuni casi, in una dinamica di controllo e ossessione. È quanto contestato a un uomo di circa quarant’anni residente a Montesarchio, destinatario di una misura cautelare disposta dal Tribunale di Benevento. Secondo l’impianto accusatorio, non avrebbe accettato la separazione dall’ex compagna, dando origine a una serie di comportamenti ritenuti persecutori che avrebbero reso la vita quotidiana della donna sempre più difficile e condizionata.

Le accuse: appostamenti, controllo e GPS sull’auto

Le indagini hanno ricostruito diversi episodi riconducibili al reato di atti persecutori. Tra questi, appostamenti nei pressi dei luoghi frequentati dalla vittima, inseguimenti e una presenza costante e non richiesta che avrebbe generato uno stato di ansia e timore. Un elemento particolarmente significativo riguarda l’installazione di un dispositivo GPS sull’autovettura della donna, che avrebbe permesso all’indagato di monitorarne gli spostamenti. Secondo quanto contestato, l’uomo avrebbe inoltre tentato di avvicinarsi anche ai figli minori della donna, aggravando il quadro delle presunte condotte.

Stalking

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

L’attività investigativa ha avuto un ruolo centrale nella ricostruzione della vicenda. Attraverso riscontri, segnalazioni e verifiche tecniche, gli inquirenti avrebbero delineato un quadro di comportamenti reiterati e sistematici. L’obiettivo degli investigatori è stato quello di valutare la continuità delle condotte e il loro impatto sulla vita della vittima, elemento fondamentale nei casi di stalking, dove la percezione di controllo e paura è parte integrante del reato contestato.

Le misure cautelari

Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato l’allontanamento dalla persona offesa e l’applicazione del braccialetto elettronico, oltre a ulteriori restrizioni previste dalla misura cautelare. Si tratta di strumenti sempre più utilizzati nel sistema giudiziario italiano per garantire la sicurezza delle vittime e prevenire possibili reiterazioni delle condotte contestate, soprattutto in contesti di violenza o persecuzione in ambito relazionale. L’uomo, assistito dall’avvocata Giovanna Coppola, sarà sottoposto nei prossimi giorni all’interrogatorio di garanzia. In questa fase potrà esporre la propria versione dei fatti davanti al giudice e chiedere eventualmente una revisione della misura cautelare.

Si tratta di un passaggio fondamentale del procedimento, in cui vengono valutate anche le esigenze difensive dell’indagato. Come previsto dall’ordinamento, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva. Un principio che rappresenta un pilastro del diritto penale, volto a garantire un equilibrio tra la tutela delle vittime e i diritti della difesa.

Vicende come questa riportano l’attenzione sulla sottile linea che separa la fine di una relazione dalla necessità di accettarne i confini. Lo stalking, spesso sottovalutato nelle sue prime manifestazioni, può evolvere rapidamente in una forma di controllo invasivo e pericoloso. La tecnologia, come nel caso del GPS, amplifica le possibilità di monitoraggio, rendendo ancora più urgente una riflessione sociale e istituzionale sulla prevenzione. Intervenire tempestivamente, riconoscere i segnali e rafforzare la consapevolezza collettiva restano elementi centrali per ridurre il rischio che situazioni simili degenerino ulteriormente.

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