Il sondaggio di Noto Sondaggi per “Porta a Porta” fotografa una sfida aperta tra Roberto Fico e Edmondo Cirielli: centrosinistra avanti, ma il centrodestra cresce. Decisivo il peso delle liste e l’impatto dell’astensionismo.
La corsa per la presidenza della Regione Campania si conferma tra le più incerte del panorama politico italiano.
Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Noto per “Porta a Porta”, diffuso il 6 novembre 2025, il candidato del centrosinistra Roberto Fico sarebbe in vantaggio di sette punti percentuali sul rivale del centrodestra Edmondo Cirielli.
Un distacco limitato che lascia aperti tutti gli scenari a poche settimane dal voto.
I numeri del sondaggio: Fico 52%, Cirielli 45%
Il sondaggio assegna a Fico il 52% delle intenzioni di voto e a Cirielli il 45%, con un margine di errore che mantiene viva la competizione.
Risultati che, secondo l’analisi di Adolfo Pappalardo su Il Mattino, generano reazioni opposte: ottimismo nel centrodestra per la rimonta e preoccupazione nel campo progressista, nonostante sondaggi interni del centrosinistra indichino un vantaggio più ampio, intorno ai quindici punti.

Il peso delle liste e il rischio del voto disgiunto
L’elemento più rilevante della tornata campana, spiega l’analisi, è il peso delle liste.
Nel centrosinistra – dove convivono Pd, M5S e l’area deluchiana – il rischio principale è il voto disgiunto: la forza dei singoli candidati locali potrebbe superare quella del candidato presidente, penalizzando Fico.
Nel centrodestra, al contrario, la strategia è quella del “voto blindato”, puntando alla perfetta coincidenza tra voto di lista e voto al presidente.
Cirielli – sottolinea Il Mattino – punta a trascinare le sue liste, mentre Fico deve fare i conti con un equilibrio delicato tra Pd, M5S e civiche.
Province decisive: Napoli, Caserta e Salerno
Il sondaggio evidenzia differenze territoriali marcate:
- Napoli: Fico mantiene un vantaggio di circa tre punti, trainato dal voto urbano e dalle aree progressiste.
- Caserta: terreno favorevole a Cirielli grazie alla presenza di figure forti come Nicola Caputo e Giovanni Zannini, entrati in Forza Italia.
- Salerno: quadro più frammentato, con l’Agro Nocerino-Sarnese come storico bacino elettorale del candidato del centrodestra.
Fico concentra gli sforzi nelle aree interne – Sannio, Irpinia e Cilento – con una strategia che mira a rafforzare la presenza del centrosinistra anche fuori dal capoluogo.

L’astensionismo come incognita principale
Il rischio maggiore per entrambe le coalizioni resta l’astensionismo.
Dopo il calo record registrato in Toscana, dove l’affluenza è scesa dal 62,6% del 2020 al 47,4% del 2025, il timore è che anche in Campania la partecipazione possa crollare fino al 40%.
Cinque anni fa votò il 54,5% degli aventi diritto.
Fico ha lanciato più volte un appello: «Bisogna andare a votare per non lasciare decidere agli apparati».
Il rischio, osserva Il Mattino, è che la disaffezione colpisca soprattutto gli elettori del centrosinistra: delusi i deluchiani per l’alleanza con i 5 Stelle, e diffidenti molti grillini per l’intesa con De Luca.
Più compatto, invece, l’elettorato di centrodestra, che riconosce in Cirielli un candidato unitario.
Il ruolo di De Luca e il silenzio del governatore
A pesare sulla campagna elettorale è anche il comportamento del governatore uscente.
Nonostante la recente “ricucitura” con Fico e la segretaria Pd Elly Schlein, Vincenzo De Luca appare defilato: nessuna iniziativa pubblica in agenda e un profilo basso che lascia intendere un coinvolgimento limitato.
Secondo Il Mattino, De Luca starebbe concentrando la propria attenzione su un futuro ritorno alla politica locale, con l’ipotesi di candidarsi nuovamente a sindaco di Salerno.
A poche settimane dal voto del 23-24 novembre, la sfida tra Fico e Cirielli resta apertissima.
Il vantaggio del centrosinistra nei sondaggi non appare consolidato, mentre il centrodestra conta su una base elettorale motivata e su un’efficace campagna di territorio.
A decidere l’esito finale saranno la partecipazione alle urne e la partita delle liste, vero banco di prova della tenuta delle coalizioni.


