Da venerdì 6 febbraio lo spettacolo diretto da Domenico Orsini porta in scena una partitura teatrale tra farsa, poesia e dramma, ispirata ai testi del giornalista e drammaturgo ucciso dalla mafia
C’è un punto preciso, nel teatro, in cui il sorriso si incrina e la leggerezza diventa rivelazione. È lì che nasce Sinfonia d’Amore, lo spettacolo liberamente tratto da Sinfonie d’Amore di Giuseppe Fava, in scena da venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 21 al Centro Teatro Spazio, con repliche fino al 15 febbraio. Un allestimento che attraversa farsa, poesia e dramma per raccontare la fragilità dell’uomo e la sua ostinata dignità, tra sogno e realtà.
Un progetto teatrale tra parola, musica e corpo
Adattato e diretto da Domenico Orsini, lo spettacolo è presentato da Uno Spazio per il Teatro e La Corte dei SognatTori, con il patrocinio della Fondazione Giuseppe Fava. Sinfonia d’Amore si muove come una partitura scenica, in cui musica, gesto e parola si intrecciano in un unico respiro teatrale, capace di divertire e subito dopo interrogare lo spettatore.
In scena Vincenzo Borrelli, Federica Aiello, Tiziana Tirrito, Domenico Orsini e Umberto Ranieri danno vita a un lavoro corale, sostenuto da un ampio team artistico e tecnico, che rende l’allestimento un vero atto vivo di teatro contemporaneo.

Giuseppe Fava oltre il giornalismo
Figura centrale del Novecento italiano, Giuseppe Fava è noto al grande pubblico come giornalista ucciso dalla mafia per il suo impegno civile e professionale. Ma la sua opera teatrale rivela una sensibilità rara e profonda. Nei suoi testi il teatro diventa luogo dell’uomo: fragile, marginale, a volte grottesco, ma sempre autentico. Un teatro che non giudica, che affronta temi durissimi con un’ironia apparente e una poesia capace di avvolgere lentamente lo spettatore, conducendolo, a sipario chiuso, in uno spazio di coscienza.
Due atti unici come movimenti musicali
Sinfonia d’Amore nasce da questa materia viva e si compone di due atti unici che, nella visione registica di Orsini, diventano veri e propri movimenti musicali. A precederli, un preludio adagio e onirico introduce il pubblico in un universo sospeso, dove parola, suono e gesto si fondono.
Il primo movimento, Amor profano (andantino patetico), è una farsa grottesca e apparentemente leggera. Il riso, però, si incrina progressivamente, lasciando emergere il lato più amaro dell’esistenza. Nel secondo movimento, Felice Speranza (cantabile senza voce), il racconto si fa più intimo e struggente: Felice è un sognatore, un poeta che trova rifugio in Speranza, prostituta bella e sensuale, simbolo di un amore che diventa riparo da una realtà insostenibile.

Un teatro che parla al presente
Lo spettacolo alterna comicità e dolore, leggerezza e abisso, restituendo al pubblico un’esperienza emotiva complessa. Sinfonia d’Amore fa ridere, commuove, spiazza, ma soprattutto invita ad ascoltare ciò che resta quando le luci si spengono. È un teatro che non consola, ma accompagna, che non semplifica, ma resiste.
Un omaggio vivo e necessario
In questo allestimento, l’opera di Giuseppe Fava non viene celebrata come memoria cristallizzata, ma riattivata come materia viva, capace di parlare ancora al nostro tempo. Sinfonia d’Amore si conferma così come un viaggio umano e vibrante, che restituisce dignità al teatro come spazio di verità e alla fragilità dell’uomo come luogo di resistenza.


