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4 Giugno 2026

Martina Sarracino

Ristoranti chiusi e cucine sporche: Nas tra la Costiera Amalfitana e il Cilento, sequestrati 900 kg di cibo sequestrati

Controlli dei Nas tra la Costiera Amalfitana e il Cilento: scoperti numerosi locali con irregolarità diffuse e condizioni igieniche non a norma

Un’ampia operazione di verifica condotta dai Carabinieri Nas di Salerno ha interessato numerosi esercizi della ristorazione e laboratori alimentari tra Costiera Amalfitana, Cilento e area dell’Agro nocerino-sarnese. L’intervento ha avuto l’obiettivo di accertare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità degli alimenti in contesti ad alta vocazione turistica, soprattutto in vista della stagione estiva. Le ispezioni hanno coinvolto ristoranti, panifici e attività di produzione dolciaria, con il supporto delle autorità sanitarie locali. Hanno evidenziato una situazione complessivamente critica in diversi esercizi.

Irregolarità diffuse e condizioni igieniche critiche

Nel corso dei controlli sono emerse numerose violazioni, tra cui ambienti non conformi, carenze strutturali e gestione inadeguata degli alimenti. In più casi è stata riscontrata la mancanza di sistemi di tracciabilità. Un elemento fondamentale per garantire la sicurezza dei prodotti destinati al consumo. Tra le contestazioni principali figura anche la gestione non corretta delle procedure di autocontrollo e la presenza di infestanti o condizioni ambientali non idonee alla preparazione degli alimenti. Il dato ha segnato l’esito di una parte significativa delle verifiche, evidenziando come abbiano riscontrato un quadro complessivo non conforme che ha portato non solo a sospensioni immediate, ma persino a chiusure.

Carabinieri del NAS

Sequestri e strutture sospese in Costiera Amalfitana

In Costiera Amalfitana, gli interventi hanno portato alla chiusura di alcuni spazi utilizzati come depositi e locali di servizio non autorizzati. Alcuni si trovavano in aree non idonee come garage, non adatti a uso ristorativo. I carabinieri hanno sequestrato anche alimenti e semilavorati privi di etichette o documentazione sulla provenienza. Un totale particolarmente significativo che conferma la gravità delle irregolarità riscontrate. In diversi casi hanno imposto prescrizioni per l’adeguamento delle strutture, ripristinando così le condizioni minime di sicurezza.

Laboratorio dolciario sotto accusa

Particolarmente rilevanti anche gli esiti dei controlli nell’area dell’Agro nocerino-sarnese. Qui hanno sospeso l’attività di una ditta alimentare per l’assenza totale dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa. Durante le ispezioni sono stati sequestrati ingenti quantitativi di materie prime e prodotti finiti privi di tracciabilità. Tra questi, c’erano anche alimenti di largo consumo come pane grattugiato, riso e uova. Contestate anche gravi lacune nei sistemi di autocontrollo aziendale. Ulteriori verifiche hanno riguardato una sede secondaria in provincia di Avellino, dove altri prodotti sono stati posti sotto vincolo sanitario per irregolarità simili.

Tra i casi più rilevanti figura anche quello di un’azienda dolciaria, in cui gli ispettori hanno rilevato condizioni igieniche compromesse, con ambienti degradati e impianti non adeguatamente mantenuti. La presenza di criticità strutturali e sanitarie ha portato alla sospensione immediata dell’attività, insieme ad altri provvedimenti analoghi adottati per depositi alimentari e locali di somministrazione non in regola.

Bilancio complessivo e conseguenze

Nel complesso, le operazioni hanno portato al sequestro di oltre 900 chilogrammi di alimenti e a sanzioni amministrative per migliaia di euro. Il valore delle attività sospese e dei locali coinvolti supera complessivamente i due milioni di euro. Le autorità hanno sottolineato come la mancata conformità alle norme rappresenti un rischio diretto per la salute dei consumatori, oltre che un grave danno per la filiera della ristorazione locale. I controlli alimentari non sono solo una questione burocratica, ma un elemento essenziale per la salute collettiva. La domanda sorge spontanea: la pressione turistica e la ricerca del profitto possono, in alcuni casi, portare a sottovalutare standard fondamentali di igiene e trasparenza? La risposta, visto gli ultimi riscontri, potrebbe essere proprio positiva.

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