Cimitero delle Fontanelle
Cimitero delle Fontanelle

18 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Napoli riabbraccia le sue “capuzzelle”: dopo anni di attesa riapre il Cimitero delle Fontanelle

Dopo anni di chiusura per motivi strutturali, l’antico ossario torna fruibile grazie a un progetto di gestione comunitaria

Il Cimitero delle Fontanelle ha riaperto ufficialmente le sue porte questa mattina, sabato 18 aprile, restituendo alla città di Napoli uno dei suoi siti storici e identitari più significativi. La cerimonia è stata preceduta dalla “Marcia di Comunità”, un corteo che ha visto circa 500 persone sfilare tra i vicoli del Rione Sanità per celebrare la fine dei complessi lavori di consolidamento e messa in sicurezza che hanno interessato la struttura negli ultimi anni. All’evento hanno partecipato le massime autorità cittadine, tra cui il sindaco Gaetano Manfredi e l’arcivescovo don Mimmo Battaglia.

Il percorso di riqualificazione e il ruolo della comunità

La riapertura del sito non è soltanto l’esito di un intervento tecnico di restauro, ma il risultato di un lungo percorso amministrativo e sociale. Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato come l’obiettivo primario fosse quello di garantire una restituzione definitiva e sicura alla cittadinanza e ai flussi turistici sempre più consistenti. Per il primo cittadino, il lavoro svolto con la Cooperativa La Paranza e la comunità locale rappresenta un modello di gestione del patrimonio culturale che parte dal basso.

L’operazione ha richiesto il superamento di criticità strutturali che per lungo tempo hanno reso inaccessibile l’area. Il coordinamento tra Comune di Napoli, Regione Campania e realtà associative ha permesso di stabilizzare le cavità tufacee, preservando al contempo l’atmosfera e l’integrità del luogo. L’assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia, ha ribadito la centralità della Sanità nel panorama culturale partenopeo, definendola il “nucleo di una grande città” che non distingue tra centri e periferie, ma che si fonda sulla partecipazione attiva dei residenti.

Il rito delle “anime pezzentelle” e il valore identitario

Il Cimitero delle Fontanelle è un ex ossario che si estende su una superficie di oltre 3.000 metri quadrati, scavato nella roccia del vallone della Sanità. Al suo interno sono conservati i resti di un numero imprecisato di persone, vittime delle epidemie di peste del 1656 e di colera del 1836, oltre a spoglie provenienti da antiche sepolture parrocchiali. Il valore del sito risiede nel profondo legame antropologico con la popolazione locale, che qui ha dato vita per secoli al culto delle “anime pezzentelle”.

Questa pratica devozionale prevedeva l’adozione di un cranio (detto comunemente capuzzella) da parte di un fedele, che se ne prendeva cura pulendolo e ornandolo in cambio di protezione o grazie ricevute. Il rito, sebbene ufficialmente sospeso dalle autorità ecclesiastiche nel 1969 per il rischio di derive feticiste, rimane impresso nella memoria collettiva napoletana e costituisce l’essenza stessa delle Fontanelle. Ogni angolo e ogni corridoio del sito è intriso di leggende, come quella del “Capitano” o di “Donna Concetta”, che continuano ad attirare l’interesse di studiosi e visitatori da tutto il mondo.

assessora Teresa Armato
Teresa Armato

Impatto sul turismo culturale e prime prenotazioni

L’assessore comunale al Turismo, Teresa Armato, ha espresso grande soddisfazione per i primi riscontri ottenuti in termini di affluenza, confermando che sono già centinaia i turisti che hanno prenotato l’ingresso per i primi giorni di riapertura. Secondo i dati statistici citati dall’assessore, l’offerta culturale rimane la motivazione principale che spinge i visitatori a scegliere Napoli, rendendo necessario un irrobustimento della rete dei siti museali e storici.

La gestione del Cimitero delle Fontanelle si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione dei flussi turistici, volta a valorizzare quartieri storici al di fuori dei percorsi tradizionali. L’affetto mostrato oggi dalla comunità della Sanità testimonia come la cultura possa essere un motore di riscatto sociale e sviluppo economico, creando occupazione attraverso la cooperazione e la custodia del patrimonio condiviso. Il sito torna dunque a essere un punto di riferimento non solo per il quartiere, ma per l’intera città, pronto ad accogliere nuovamente chiunque voglia immergersi nel cuore sotterraneo di Napoli.

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