Oltre cento candidature per Queequeg, selezionati gli otto autori per la prima esperienza permanente dedicata ad Annibale Ruccello
Dal 26 giugno al 5 luglio, una esperienza assolutamente nuova, con la prima edizione di “Queequeg”, prima residenza permanente sulla nuova drammaturgia, dedicata alla memoria di Annibale Ruccello. Un progetto di Casa del Contemporaneo e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, con la direzione artistica di Pier Lorenzo Pisano, la direzione organizzativa di Clarissa Curti e Napoleone Zavatto ed il patrocinio del Comune di Castellammare di Stabia e della Fondazione Eduardo De Filippo.
L’evento
Prima edizione per Queequeg, residenza permanente dedicata alla drammaturgia contemporanea ed alla memoria di Annibale Ruccello. Tutto pronto per l’inizio ufficiale dell’esperienza, dal 25 giugno e fino al 5 luglio a Montechiaro di Vico Equense, con otto autrici ed autori selezionati per un percorso intensivo di ricerca e scrittura che ha già suscitato fortissimo interesse nel panorama teatrale nazionale.

La scelta del luogo, di Montechiaro di Vico Equense è una scelta legata dall’amore di Annibale Ruccello per la penisola sorrentina, offre agli autori selezionati una condizione ideale per la concentrazione e l’ascolto, elemento che facilità di gran lunga lo sforzo creativo.
“Pensando a quale luogo fosse più consono come sede della residenza – ha dichiarato Igina di Napoli di Casa del Contemporaneo – dopo tanto pensare, parlare e cercare, l’attenzione è caduta su Montechiaro: luogo magico prossimo agli angoli della costiera che Annibale amava e frequentava, tutti a un tiro di schioppo dalla sua Castellammare, che orgogliosamente era anche quella di Viviani e di cui noi tutti rispettavamo la sacralità, oltre a vantare, nei suoi cantieri navali, una classe operaia tosta e combattiva. Tutto torna!“
“Annibale se n’è andato troppo presto – continua – ci ha lasciato non moltissimi testi, ma tutti ancora oggi molto rappresentati, alcuni tradotti in altre lingue. È stato un drammaturgo tra quelli che si possono definire rivoluzionari:. Insieme a Enzo Moscato ha rovesciato la parola educata di Eduardo e, soprattutto, ha dato visibilità a un’umanità cosiddetta invisibile. Due straordinari poeti e drammaturghi che abbiamo avuto l’onore di conoscere frequentare e amare. E allora, cos’altro immaginare se non una residenza di drammaturgia? Queequeg nasce anche da questo bisogno: dedicare un luogo, un tempo e un fiore ad Annibale Ruccello. Fare della scrittura una casa provvisoria e necessaria, dove nuove voci possano incontrarsi, ereditare una memoria viva e trasformarla in futuro”.
Il progetto residenza
Il tutto nasce come spazio di ricerca, confronto e sperimentazione per autrici e autori interessati ad interrogare il presente attraverso la scrittura scenica. Al centro della stessa esperienza, i tempi della creazione, con l’opportunità per gli autori di condividere un percorso intenso di lavoro, in un contesto favorevole alla riflessione ed alla pratica della scrittura.
“La scrittura teatrale – spiega Pier Lorenzo Pisano – è profondamente legata ai luoghi: si scrive perché parole e azioni prendano corpo in uno spazio concreto. Così come il teatro è la loro destinazione finale, anche il luogo d’origine di questi simboli ha un ruolo fondamentale. Trovare una casa dove poterli sperimentare liberamente, combinarli in forme diverse. Pensarli e ripensarli prima di portarli in scena è un’occasione preziosa e una necessità per chi scrive. Queequeg nasce proprio come spazio di creazione e confronto. Dove condividere la pratica della scrittura e costruire sequenze di parole capaci di generare immagini ed emozioni in chi ascolta“.
Gli autori con i relativi progetti selezionati, saranno i seguenti: “Museo Sapiens” di Federico Mattioli (Scandiano, Reggio Emilia); “Sconosciute” di Simone Guaragna (Roma). “L’invasione dei parrocchetti verdi” di Riccardo Spagnulo (Giovinazzo, Bari); “Balena. Una storia”. di Iris Basilicata (Roma); “Crying in Comic Sans” di Paola De Luca (Napoli). “Bob e Ochetta” di Viola Carinci (Roma); “Una ragazza composta e scomposta di pezzi”, in un ventunesimo secolo di Miriam Giacchetta (Napoli); “Sette minuti” di Antonio Basile (Bacoli, Napoli). Una esperienza fuori dal consueto, magica e carica di potenziale artistico.


