Alessandro Cannavacciuolo
Alessandro Cannavacciuolo
📍 Acerra

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Campania, la Prefettura apre un’istruttoria sulle presunte irregolarità denunciate da Cannavacciuolo ad Acerra

La Prefettura di Napoli ha avviato un’istruttoria dopo la denuncia di Alessandro Cannavacciuolo, candidato Avs, che parla di pressioni e intimidazioni durante la campagna elettorale ad Acerra.

La Prefettura di Napoli ha avviato un’istruttoria a seguito della denuncia di irregolarità elettorali presentata il 31 ottobre da Alessandro Cannavacciuolo, attivista della Terra dei Fuochi e candidato indipendente nella lista “Alleanza Verdi e Sinistra (Avs)” alle prossime elezioni regionali della Campania.
La segnalazione riguarda presunte pressioni e intimidazioni nel contesto della campagna elettorale nel comune di Acerra, con episodi che – secondo l’attivista – avrebbero limitato la libertà di espressione e di voto di cittadini e lavoratori.

La denuncia dell’attivista della Terra dei Fuochi

Cannavacciuolo, noto per la sua lunga battaglia contro l’inquinamento ambientale nel territorio acerrano, ha indirizzato alla Prefettura una dettagliata denuncia riguardante “costrizioni e intimidazioni” nei confronti di dipendenti comunali, docenti e professionisti locali.
Secondo quanto riportato, alcuni lavoratori pubblici sarebbero stati “obbligati, anche indirettamente, a partecipare o sostenere pubblicamente specifiche campagne elettorali” per timore di ritorsioni o discriminazioni.

L’attivista descrive inoltre pressioni esercitate su tecnici e professionisti locali, spinti a manifestare sostegno a determinati candidati in cambio di presunti vantaggi amministrativi.

“Un clima di paura e condizionamento”

Nella denuncia, Cannavacciuolo parla di un clima diffuso di “mercimonio politico”, che a suo dire caratterizzerebbe ancora la vita amministrativa locale:

«La politica da queste parti è un mercimonio continuo, fatto anche di minacce di ritorsioni a cittadini normali e piccoli imprenditori in caso non venga votato il candidato indicato».

Pur non facendo nomi, l’attivista afferma di essere consapevole della propria scomoda posizione, dovuta al suo impegno decennale nella lotta contro l’inquinamento e alla denuncia degli intrecci tra affari e gestione del territorio che negli anni hanno portato anche a condanne giudiziarie per imprenditori locali.

clima grave Acerra
Alessandro Cannavacciuolo

La richiesta alla Prefettura: “Garantire legalità e libertà di voto”

Al centro dell’istanza, Cannavacciuolo invoca un “intervento immediato e straordinario” della Prefettura per garantire il corretto svolgimento delle elezioni e tutelare la libera espressione del voto.

«Chiedo un’azione tempestiva – scrive – per assicurare che la campagna elettorale si svolga nel rispetto della legge e senza condizionamenti o pressioni indebite».

La Prefettura di Napoli ha confermato di aver avviato l’istruttoria preliminare, volta a verificare la fondatezza delle segnalazioni e ad acquisire ulteriori elementi di riscontro.

Un territorio sotto osservazione

Il caso riporta l’attenzione su Acerra e, più in generale, sull’area della Terra dei Fuochi, un territorio da anni al centro di criticità ambientali, sanitarie e sociali.
Le parole di Cannavacciuolo riflettono il timore che logiche clientelari e meccanismi di condizionamento possano interferire non solo con la vita civile, ma anche con la partecipazione democratica.

L’attivista, da tempo impegnato in campagne di sensibilizzazione e azioni legali contro lo smaltimento illecito di rifiuti, ha più volte denunciato i rischi di “una democrazia soffocata da interessi e paura”, chiedendo il rafforzamento dei controlli istituzionali sul territorio.

Il precedente impegno di Cannavacciuolo

Nel corso degli ultimi anni, Alessandro Cannavacciuolo è divenuto una delle voci più note nel fronte ambientalista campano.
Le sue denunce hanno contribuito a portare alla luce responsabilità industriali e amministrative nei roghi e negli sversamenti illegali nella Terra dei Fuochi.
Il suo impegno gli è valso anche riconoscimenti civili e attestati di stima, ma allo stesso tempo lo ha reso bersaglio di minacce e campagne diffamatorie.

L’attesa per gli esiti dell’istruttoria

Ora la parola passa alla Prefettura di Napoli, che dovrà accertare la fondatezza delle accuse e verificare eventuali profili di illecito.
L’esito dell’istruttoria potrebbe portare all’apertura di un’indagine più ampia o alla trasmissione degli atti alla magistratura competente, qualora emergano elementi di rilevanza penale.

Intanto, la vicenda accende un nuovo riflettore sul tema della trasparenza e della legalità nella competizione elettorale in Campania, a pochi giorni dal voto regionale.

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