Dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, i concorsi interni non hanno prodotto risultati e l’ospedale si rivolge a professionisti esterni
L’ospedale Monaldi di Napoli si trova costretto a rivolgersi a personale esterno per garantire la continuità del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica. La decisione segue la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto a dicembre a seguito di un trapianto di cuore fallito, e la sospensione dei medici indagati nell’inchiesta sulla vicenda. I concorsi interni, le procedure di mobilità e le verifiche di graduatorie attivate dall’Azienda dei Colli non hanno ancora permesso di reperire personale stabile. In aggiunta, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha sospeso tutte le attività di trapianto in attesa degli esiti delle indagini.
Ricorso a supporto esterno e spesa prevista
Per evitare l’interruzione delle attività, il Monaldi ha già avviato una collaborazione temporanea con il Policlinico Pediatrico Bambino Gesù di Roma, per un costo di 230 mila euro per tre mesi. Questo accordo sta per scadere e, non essendo ancora stato trovato personale interno, l’ospedale ha deciso di attivare una consultazione preliminare di mercato finalizzata all’affidamento di servizi sanitari esterni per 12 mesi, con una spesa stimata di 720.000 euro più Iva.
Secondo la delibera firmata dall’amministratrice delegata Anna Iervolino l’11 maggio scorso, il soggetto esterno dovrà garantire un gruppo stabile di cardiochirurghi e cardioanestesisti pediatrici, assicurando continuità assistenziale, reperibilità notturna e festiva, supporto organizzativo e gestione dei casi più complessi. Tra i requisiti richiesti figurano l’accreditamento istituzionale in Cardiochirurgia pediatrica, l’autorizzazione all’esercizio dell’attività ospedaliera, alti volumi di interventi e la prossimità geografica con Napoli.

Rafforzamento della collaborazione con il Bambino Gesù
Nello stesso giorno, l’Azienda dei Colli ha approvato un addendum alla convenzione già attiva con il Bambino Gesù. L’accordo rafforza il supporto del nosocomio vaticano: il cardiochirurgo e l’anestesista del Bambino Gesù garantiranno continuità assistenziale sette giorni su sette, h24, per i pazienti pediatrici del Monaldi. L’azienda ha sottolineato che l’intervento esterno è necessario per gestire la «complessa casistica operatoria» della cardiochirurgia pediatrica fino al potenziamento dell’organico interno.
Reazioni dei genitori e critiche alla gestione
La decisione ha suscitato reazioni critiche tra i genitori dei bambini in cura presso il Monaldi, riuniti in un comitato. Gli stessi hanno definito l’accordo con il Bambino Gesù insufficiente, sottolineando che «nessun accordo esterno potrà colmare il vuoto lasciato da una gestione che ha colpito il cuore della cardiochirurgia pediatrica campana senza attendere la conclusione degli accertamenti». Secondo quanto riporta Fanpage, il comitato ha inoltre richiesto le dimissioni della dirigente Iervolino, ritenendo «incompatibile con un ruolo di tale responsabilità un comportamento che, davanti a una vicenda tanto grave, è apparso freddo, distante e privo di equilibrio istituzionale».
Situazione attuale e prospettive
Al momento, il reparto continua a operare con il supporto esterno e la gestione delle emergenze pediatriche rimane una priorità. La direzione dell’Azienda dei Colli ha ribadito l’impegno a completare le procedure di reclutamento e mobilità interne, mentre la consultazione di mercato esterna sarà fondamentale per garantire la continuità delle attività chirurgiche fino all’assunzione di personale stabile.


