Lorenzo Spasiano
Lorenzo Spasiano

25 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Omicidio Spasiano a Miano, la telefonata-trappola e il colpo al petto: si indaga su più persone e su una possibile vendetta

L’inchiesta della Dda di Napoli: Lorenzo Spasiano attirato sotto casa e ucciso all’alba, si valuta la pista della vendetta personale

Lorenzo Spasiano, 21 anni, è stato ucciso all’alba di ieri in via Caprera, nel quartiere Miano di Napoli. Secondo le prime ricostruzioni e quanto riporta Napoli Today, il giovane sarebbe stato attirato fuori casa con una telefonata. Poi sarebbe stato colpito da un proiettile al petto a distanza ravvicinata. Subito dopo l’agguato, ignoti avrebbero portato via il suo cellulare. Il caso è al centro di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

La trappola sotto casa e l’agguato all’alba

Secondo quanto riporta Napoli Today, Lorenzo Spasiano sarebbe uscito dalla propria abitazione nelle prime ore del mattino. Era poco prima di recarsi al lavoro in un cantiere edile. A spingerlo fuori sarebbe stata una telefonata, probabilmente con la scusa di un chiarimento o di un incontro. Una volta in strada, il giovane è stato raggiunto dal suo aggressore. Il colpo di pistola, esploso da distanza ravvicinata, lo ha raggiunto al petto senza lasciargli scampo. L’azione è stata rapidissima: pochi istanti, poi la fuga. A dare l’allarme è stata la madre, svegliata dallo sparo. Affacciandosi, ha visto il figlio riverso a terra. La corsa al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli non è bastata a salvarlo: il decesso è stato constatato poco dopo l’arrivo in ospedale.

Il cellulare sparito e la pista della rapina simulata

Uno degli elementi più rilevanti per gli inquirenti riguarda la sparizione del telefono cellulare della vittima. Il dispositivo sarebbe stato portato via subito dopo l’omicidio, un dettaglio che apre diverse ipotesi investigative. Tra queste, quella che il furto possa essere servito a depistare le indagini. Potrebbe aver simulato una rapina o cancellato eventuali tracce utili alla ricostruzione dei contatti avuti dal giovane nelle ore precedenti all’agguato.

L’indagine, coordinata dalla Dda e affidata ai carabinieri, al momento è contro ignoti. Nessuna persona risulta iscritta nel registro degli indagati. Gli investigatori stanno analizzando testimonianze, immagini di videosorveglianza e attività social della vittima, nel tentativo di ricostruire gli ultimi movimenti e i contatti precedenti all’omicidio.

Lorenzo Spasiano
Lorenzo Spasiano

La lite del 30 marzo e la pista della vendetta personale

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di una vendetta maturata in seguito a una lite avvenuta il 30 marzo scorso durante una partita di calcetto. Secondo quanto emerso, Spasiano avrebbe avuto un violento diverbio con un ragazzo più giovane, seguito da ulteriori tensioni nei giorni successivi. Gli investigatori stanno verificando se quell’episodio possa aver innescato una catena di minacce o aggressioni, fino ad arrivare all’omicidio. Al momento, questa resta una delle piste principali, insieme ad altre ipotesi ancora in fase di verifica. Un elemento che viene considerato dagli inquirenti è anche l’assenza di rumori di mezzi, scooter o auto, subito prima e dopo lo sparo, riferita da alcuni testimoni. Inoltre, è un dettaglio che rafforza l’idea di un’azione rapida. Forse è stata compiuta da persone del posto o comunque in grado di muoversi senza attirare attenzione.

Un giovane attenzionato e il contesto del quartiere

Le indagini si concentrano anche su un giovanissimo residente nella zona di Miano, segnalato per legami familiari con ambienti ritenuti vicini alla criminalità locale. Il suo ruolo, tuttavia, è ancora tutto da chiarire e non vi sono provvedimenti a suo carico. Gli inquirenti non escludono che più persone possano aver partecipato all’organizzazione dell’agguato: una per attirare la vittima, altre per l’esecuzione o per la successiva sparizione del telefono. Il contesto in cui si muovono le indagini è quello di un quartiere complesso. Esso è segnato da edilizia popolare e da una presenza articolata di famiglie e dinamiche sociali diverse, dove non mancano infiltrazioni e influenze legate alla criminalità organizzata.

Reazioni e appelli: “Pentiti e costituisciti”

Alla tragedia hanno reagito anche esponenti della comunità locale. Don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, ha lanciato un appello affinché il responsabile si costituisca. Inoltre, ha ricordato il giovane come un lavoratore onesto e incensurato. Un messaggio di cordoglio è arrivato anche dai genitori di Francesco Pio Maimone, il giovane ucciso a Mergellina nel 2023. Nelle loro parole, il dolore per una morte definita “una ferita che logora l’anima” e il richiamo a una città segnata da una “povertà educativa e di valori”.

Intanto, a Miano, resta il vuoto per la morte di un ragazzo di 21 anni. Nel frattempo, le indagini proseguono per dare un nome e un movente all’omicidio.

Lascia un commento