Franco Mirabella
📍 Napoli

11 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, rimossa la pinza “dimenticata” nella pancia di una donna dopo un intervento. La figlia: “Un miracolo che mamma sia ancora qua”

Rimossa la pinza lasciata nella pancia di una donna a Napoli dopo un intervento di addominoplastica, ora interviene la figlia

Non è la prima volta che accade un episodio del genere, anche se si spera che possa essere l’ultima. La donna in questione, 53 anni, aveva il desiderio di dimagrire. Dopo una lunga dieta decide di sottoporsi ad un’operazione di addominoplastica per rimuovere la pelle in eccesso. A Piacenza, dove vive, i tempi di attesa sono estremamente lunghi. Così, originaria di Napoli (la sua famiglia è di Casandrino), decide di operarsi nella sua città, in una clinica convenzionata. Lo scorso ottobre effettuano l’intervento che, di norma, non presenta rilevanti margini di rischio.

I primi dolori dopo l’operazione

I problemi iniziano ad arrivare poco dopo le dimissioni. La donna passa la convalescenza a casa dei genitori, a Casandrino. Avverte da subito dolori lancinanti e continui e un senso di malessere generale. Arriva persino a svenire per il forte dolore. La famiglia, da subito in allerta, chiama il 118 e i medici intervenuti le consigliano subito un ricovero. A quel punto la donna decide comunque di fare riferimento al chirurgo che l’ha operata. Quest’ultimo le avrebbe prescritto delle analisi, dicendole che si tratta di normali sintomi post operatori. Dalle analisi, però, risulta un’infezione.

Ospedale - Immagine di repertorio
Ospedale – Immagine di repertorio

La prescrizione di antibiotici e la scoperta

Secondo il protocollo, il chirurgo prescrive degli antibiotici per combattere l’infezione, ma la situazione non migliora. Il medico curante le prescrive una Tac che evidenzia, in modo del tutto inequivocabile, la presenza di pinze chirurgiche nell’addome della donna, arrivando così al 7 maggio scorso. La donna ha presentato denuncia alla Polizia e si è rivolta alla Fondazione Domenico Caliendo per l’assistenza. Finalmente, hanno effettuato il nuovo intervento chirurgico per rimuovere le pinze, andato a buon fine. Nel dettaglio, i medici hanno scoperto che si trattava di un paio di forbici dimenticate sette mesi fa nel ventre.

Le parole della figlia

“Abbiamo respirato, è un miracolo che mamma ce l’abbiamo ancora qua”, dichiara la figlia Emilia della donna 53enne. Poi, ancora al Tg1 dichiara: “Mamma fin da subito l’operazione dello scorso ottobre non è stata bene. Siamo andati dal dottore più di una volta e ci ha detto che era tutto normale dopo un’operazione del genere. Non ci ha mai detto ‘facciamo una ecografia o una Tac’ o qualsiasi altri esame per vedere cosa fosse successo”. Infine, aggiunge: “Abbiamo visto che mamma peggiorava, siamo andati a fare una Tac e abbiamo fatto la scoperta. Il chirurgo ha detto che voleva operare lui ma abbiamo rifiutato per paura”. Episodi del genere non dovrebbero mai accadere. Si tratta, infatti, di uno degli errori più gravi in assoluto che possa verificarsi in sala operatoria, eppure non è la prima volta che accade.

Negli anni sono emersi casi simili in diverse parti d’Italia e questo riaccende, ancora una volta, il dibattito sulla sicurezza di ospedali e cliniche private. Le procedure per evitare simili incidenti esistono: conteggio degli strumenti prima e dopo l’intervento, controlli incrociati tra infermieri e chirurghi, protocolli di sicurezza. Quando anche solo un passaggio viene trascurato, le conseguente sono devastanti per i pazienti. La sanità italiana continua ad avere grandi professionalità e centri di eccellenza, ma episodi del genere dimostrano quanto sia fondamentale investire maggiormente nei controlli, nella formazione del personale e nell’organizzazione delle strutture

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