27 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, latitante catturato in Albania dopo 12 anni di fuga: deve scontare 29 anni di carcere per traffico internazionale di droga

Latitante napoletano arrestato in Albania: Armando Bako, ricercato dal 2013 e condannato a 29 anni di reclusione per traffico internazionale di droga e associazione mafiosa, è stato catturato dopo anni di indagini.

Si nascondeva in Albania da oltre dodici anni, ma la sua fuga è terminata all’alba di oggi.
Il latitante napoletano Armando Bako, condannato in via definitiva per traffico internazionale di droga e associazione mafiosa, è stato arrestato dalle autorità albanesi grazie a un’operazione congiunta con i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinata dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello.
L’uomo deve scontare una pena complessiva di 29 anni di reclusione per una serie di condanne legate al traffico di ingenti quantità di stupefacenti tra Colombia, Spagna e Albania.

La latitanza iniziata nel 2013

Bako, 47 anni, era irreperibile dall’aprile del 2013, quando fu emesso nei suoi confronti un primo ordine di esecuzione per la carcerazione a seguito di una condanna a 22 anni di reclusione.
Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce, riuscendo a sfuggire a numerosi tentativi di cattura grazie all’uso di diversi alias e documenti falsi.
Le indagini dei Carabinieri di Napoli, protrattesi per oltre un decennio, hanno permesso di seguire i suoi spostamenti tra l’Italia e i Balcani. La localizzazione finale è avvenuta in un’area rurale dell’Albania dove conduceva una vita apparentemente anonima.

L’arresto in Albania e la collaborazione internazionale

L’operazione si è conclusa nelle scorse ore grazie a una stretta cooperazione tra le autorità italiane e la polizia albanese.
Al momento dell’arresto, Bako ha tentato un ultimo tentativo di depistaggio, fornendo agli investigatori un falso nome. L’uomo però è stato immediatamente identificato tramite rilievi biometrici.
L’uomo è stato quindi condotto in stato di fermo presso una struttura di polizia locale in attesa delle procedure di estradizione verso l’Italia.

Un passato criminale legato al narcotraffico internazionale

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, Armando Bako era parte di un’organizzazione criminale di stampo mafioso, attiva nel traffico di ingenti quantitativi di cocaina e hashish provenienti dal Sud America e destinati al mercato europeo.
La rete di contatti internazionali coinvolgeva colombiani, spagnoli e albanesi, con basi logistiche a Napoli, Valencia e Durazzo.
Le attività investigative hanno documentato numerosi carichi di droga intercettati tra il 2008 e il 2012, per un valore complessivo di milioni di euro.

Le indagini e il provvedimento di cumulo pene

Dopo la condanna iniziale, ulteriori processi a suo carico hanno portato a nuove pene definitive, confluite in un provvedimento di cumulo che ha fissato la reclusione totale a 29 anni.
La Procura Generale di Napoli, in collaborazione con l’Interpol e l’Unità di cooperazione giudiziaria europea, ha coordinato un’operazione di localizzazione e arresto transnazionale che ha consentito di porre fine alla lunga latitanza.

Il rientro in Italia e il futuro giudiziario

Nelle prossime settimane, le autorità italiane avvieranno le procedure di estradizione per riportare il latitante nel territorio nazionale. Qui dovrà essere trasferito in un carcere di massima sicurezza.”.

La lunga scia dei latitanti catturati nei Balcani

L’arresto di Bako si inserisce in una serie di operazioni condotte negli ultimi mesi nei Balcani. Sono diversi infatti i latitanti italiani legati ai clan della camorra e alle reti di narcotraffico catturati.
L’area tra Albania, Montenegro e Kosovo continua infatti a rappresentare un crocevia strategico per i traffici di droga e armi. Un rifugio per criminali in fuga dall’Italia.

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