Ancora attimi di terrore a Napoli, in pieno centro con un agguato e spari che hanno portato alla morte di un 48enne
Sangue e terrore sulle strade di Napoli nella serata di ieri, martedì 16 giugno 2026, intorno alle 22.30. Antonio Mauro, 48 anni, è stato ucciso in un agguato avvenuto in via Cesare Rosaroll, a pochi passi dalla Stazione Centrale e da piazza Garibaldi. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe stato inseguito da due sicari a bordo di uno scooter che, dopo averlo raggiunto, hanno aperto il fuoco in mezzo alla strada. Uno dei proiettili lo avrebbe colpito al torace, risultando fatale.
La fuga disperata e il panico tra la gente
La scena si è consumata sotto gli occhi di decine di persone che si trovavano nella zona in quel momento. Testimoni raccontano momenti di autentico terrore. Alla vista dei colpi d’arma da fuoco, molti passanti si sarebbero gettati a terra o nascosti dietro le auto parcheggiate per evitare di essere colpiti. Mauro avrebbe tentato una fuga disperata a piedi dopo essersi accorto di essere seguito. I sicari, però, lo hanno raggiunto e colpito con una raffica di almeno sei colpi. Dopo l’esecuzione, gli aggressori si sono allontanati rapidamente facendo perdere le proprie tracce.
L’intervento delle forze dell’ordine
L’allarme è scattato immediatamente grazie alle chiamate dei cittadini al numero di emergenza. Sul posto sono arrivati i soccorritori e gli agenti della polizia, ma per il 48enne non c’era ormai più nulla da fare. La polizia scientifica ha effettuato subito i rilievi necessari. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L’obiettivo è ricostruire il percorso dei killer e individuare elementi utili alle indagini.
Antonio Mauro era una figura già conosciuta dalle forze dell’ordine. Nel suo passato c’erano precedenti per reati legati alle armi, estorsione e tentato omicidio. Nonostante queste vicende non fossero state formalmente collegate ad attività camorristiche, negli ultimi anni gli investigatori lo ritenevano vicino al clan Contini. Quest’ultima è una delle organizzazioni criminali storicamente più influenti nel panorama della criminalità napoletana. Secondo le prime ricostruzioni, Mauro era appena uscito dalla propria abitazione, situata non lontano dal luogo dell’agguato, quando sarebbe stato intercettato dai sicari.
Le indagini e le possibili piste
Per Antonio Mauro non si trattava della prima volta nel mirino di un commando armato. Già nel 2007 era sopravvissuto a un tentato omicidio, riuscendo in quell’occasione a salvarsi riportando soltanto alcune ferite. Un episodio che oggi torna inevitabilmente all’attenzione degli investigatori, ora impegnati a comprendere se vi siano collegamenti tra il passato della vittima e l’agguato mortale che ne ha causato la morte.
Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi. Gli inquirenti stanno valutando il contesto relazionale della vittima, i suoi eventuali contatti e i possibili moventi dietro un’esecuzione che presenta caratteristiche tipiche di un regolamento di conti. Le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte potrebbero risultare decisive per identificare i responsabili e chiarire il quadro investigativo.
Un grave omicidio che riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e sull’impatto che spesso la criminalità organizzata ha nella vita quotidiana dei cittadini. Al di là del profilo della vittima, colpisce prevalentemente il fatto che un’esecuzione armata sia avvenuta in una zona così affollata, frequentata da numerosi passanti. Quando la violenza esplode anche negli spazi pubblici, il rischio non riguarda solo chi è coinvolto direttamente, ma l’intera comunità. Bisognerebbe investire, fin da subito, in attività di prevenzione, nel controllo del territorio e nella tutela dei cittadini, affinché le strade non diventino teatro di paura e insicurezza.

