maxi discarica abusiva Somma Vesuviana
discarica abusiva Somma Vesuviana
📍 Somma Vesuviana

6 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Somma Vesuviana, maxi discarica abusiva di indumenti usati nel Parco del Vesuvio: sequestrata area di 15mila metri cubi

I Carabinieri Forestali del Parco del Vesuvio hanno sequestrato un’area di 15mila metri cubi trasformata in deposito illegale di indumenti usati. Denunciato il rappresentante legale di un’azienda di Grumo Nevano.

Una maxi discarica abusiva a cielo aperto, trasformata in un vero e proprio deposito illegale di indumenti usati e scarti tessili, è stata scoperta e sequestrata dai Carabinieri Forestali del Parco Nazionale del Vesuvio.
L’operazione, condotta dal Nucleo Forestale di Ottaviano, ha portato alla luce un impressionante scenario di degrado ambientale, con circa 15.000 metri cubi di rifiuti tessili accatastati senza alcuna autorizzazione.

Il blitz dei Carabinieri Forestali: sequestrata un’ex cava trasformata in discarica

L’area oggetto del sequestro, una vasta ex cava di circa 5.000 metri quadrati al confine tra Somma Vesuviana e Nola, era stata convertita in discarica abusiva per lo stoccaggio di materiale tessile.
Secondo gli accertamenti, i gestori depositavano balle di abiti usati, stracci e scarti di lavorazione direttamente sul terreno, senza alcun sistema di contenimento o tracciabilità, violando le norme ambientali e sanitarie.

Le indagini: droni e rilievi aerei per documentare l’illecito

L’operazione è stata supportata da una ricognizione aerea con droni. Questi hanno permesso di mappare l’intera area e quantificare con precisione i volumi di rifiuti presenti.
Le immagini hanno documentato un accumulo diffuso e stratificato di tessuti, confermando la natura industriale dell’attività illecita e la volontà di occultare gli scarti nel cuore del Parco del Vesuvio, in una zona di elevato pregio naturalistico.

Carabinieri tutela ambientale
Carabinieri tutela ambientale – Immagine di repertorio

Le accuse e la denuncia del responsabile

Il rappresentante legale di una società con sede a Grumo Nevano è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva, aggravate dall’esercizio nell’ambito di un’attività d’impresa.
Le indagini, coordinate dalla Procura competente, dovranno ora chiarire l’estensione delle responsabilità e verificare eventuali collegamenti con la filiera del commercio irregolare di abiti usati, un settore spesso infiltrato da reti criminali che sfruttano i vuoti di controllo ambientale.

Un nuovo colpo al traffico illecito di rifiuti nel Vesuviano

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di contrasto agli ecoreati condotto dai Carabinieri Forestali nell’area vesuviana.
Negli ultimi mesi, diversi interventi hanno portato alla chiusura di opifici clandestini, capannoni non autorizzati e depositi illegali. Testimonianza di una pressione crescente sul territorio protetto del Parco.

Il contesto ambientale: un ecosistema minacciato

Il Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Sud Italia, ma anche uno dei più vulnerabili.
La presenza costante di discariche abusive, roghi e attività industriali irregolari mina la salute del suolo e dell’aria. I rischi diretti per la popolazione dei comuni vesuviani e nolani sono enormi.
Secondo l’ISPRA, i rifiuti tessili sono tra i materiali più difficili da smaltire in modo sostenibile. Questo a causa della presenza di fibre sintetiche, coloranti e contaminanti.

L’impegno delle autorità e le prossime verifiche

Il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e la Procura di Nola stanno pianificando ulteriori controlli nella zona. Questo anche con il coinvolgimento dell’ARPAC e del Commissariato straordinario per la bonifica del Vesuvio, per predisporre la messa in sicurezza dell’area.
L’obiettivo è evitare nuove infiltrazioni criminali e garantire che il sito sia ripristinato e restituito alla legalità.

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